CELESIRIA (Καίλη Συρία = « Siria cava »). - Nome dato dai Greci, dopo la conquista di Alessandro Magno, alla regione compresa tra il Libano e l'Antilibano. Attualmente è chiamata dagli arabi el-Beqa' («la valle»). In Giosuè (11, 17; 12, 7) si parla d'una valle o pianura del Libano (Biq'ath hal-Lēbhānōn), che sembra corrispondere alla C. intesa in senso stretto. Nella zona di Ba'albek, ca. 1176 m. sul mare, hanno origine i fiumi Nahr el-'Asī (Oronte) e Nahr el-Liṭānī (Leonte), che percorrono la C. rispettivamente verso nord-est e verso sud-ovest.
Questa regione fu oggetto di aspre contese fra i Seleucidi di Siria e i Tolomei d'Egitto. Quando Antioco III, per appianare le discordie, concesse la figlia Cleopatra in moglie al re d'Egitto Tolomeo V Epifane, gli Egiziani pretese che quella portasse in dote la C. e le regioni vicine (Giudea, Samaria, Fenicia). Da quando i Tolomei divennero padroni della maggior parte della Siria (192 a. C.), il nome di C. fu esteso anche a quelle regioni meridionali. Però nei libri dei Maccabei la C. sembra sempre distinta dalla Fenicia (I Mach. 10, 69; II Mach. 3, 5-8; 4, 4; 8, 8; 10, 11).
Dopo la conquista romana (64 a. C.), la Fenicia e la Samaria furono separate dalla C., alla quale appartenevano ancora l'Iruca, la Traconitide, la Damascena e la Decapoli.
Pietro De Ambroggi