CELESTE

CELESTE. - Il nome Caelestis indica, nella religione romana, la dea principale di Cartagine che, evocata dalla città nemica, pare abbia trovato un culto a Roma sin da quei tempi. Il suo tempio stava forse sul Campidoglio. Colonizzata Cartagine, i Romani ne restaurarono il culto sul luogo, ma solo sotto Elagabalo la sua immagine venne nuovamente rimossa e trasferita sul Palatino.
In origine la dea non è altro che Tani, la cui importanza, nella religione punica, prevale su quella del suo padre, Ba'al Hammu. Data la grande antichità del tempio cartagine, si può pensare ad influssi fenici che spiegherebbero i molti tratti comuni tra Tani e Astarte. Dea della fecondità e tuttavia verginale e celeste (lunare), essa a Roma veniva identificata soprattutto con Giunone, ma anche con altre de (Diana, Venere, Fortuna). Nelle province romane il suo culto è rappresentato unicamente da dediche di militari africani.

Bibl.: F. Cumont, s. V. in Pauly-Wissowa, III, I, col. 1247; S. G. Wissowa, Religion und Kultur der Römer, 2a ed., Mosc. 1912, p. 373; S. G. Gsell, Histoire ancienne de l'Afrique du Nord, IV, Parij 1924, pp. 261-63, 274, 275, 315, 318, 422.
Angelo Brelic