CELESIA, PAOLO

CELESIA, PAOLO. - Biologo e pensatore, n. a Genova il 3 apr. 1876, m. a Roma il 12 giugno 1916. Laureatosi in scienze naturali, fondò e diresse per cinque anni (1899-1903) la *Rivista di scienze biologica*, con indirizzo positivista. Una crisi spirituale lo ricondusse nel 1902 alla fede, nella quale era stato educato, di cui volle conoscere il fondamento razionale con lo studio approfondito di s. Tommaso e dei più noti esponenti del pensiero cattolico.
Il C. fu un finalista convinto e poiché il più forte oppositore delle cause finali nell'architettura dell'universo fu Kant, la sua più grande preoccupazione fu quella di confutarne le conclusioni, dopo averne a fondo esaminato la dottrina. Traduzione nel 1913 l'opera di E. Kant del 1763, *Der einzig mögliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Daseins Gottes*, prima traduzione italiana, rimasta inedita fino al 1923; mentre, dal 1910 al 1914, in varie osservazioni e note alla critica kantiana del giudizio teleologico, combatteva quanto nel kantismo è contrario alle posizioni fondamentali dello spiritualismo cristiano.
E poiché la vera difficoltà della prova teleologica consiste, non già nella credibilità dei fini soprannaturali che giustificano la realtà obbiettiva dei fini naturali, ma nel dimostrare la giustezza caso per caso, specialmente di fronte all'esistenza della imperfezione e del male, il C. affronta il problema e lo risolve affermando la subordinazione dell'elemento inferiore a quello superiore, del non vivente al vivente, del vegetale all'anima, dell'anima alle uomo, dell'uomo carnale all'uomo spirituale, il quale solo nella beatitudine eterna raggiungerò compiutamente il suo fine. Questo argomento è trattato dal C. nel volume *Dalla natura a Dio, attraverso il sacrificio*, risultante da varie note composte tra il 1906 e il 1916. Per lui il sacrificio è la norma generale della vita cosmica e la natura appare come un caos se non la irradia la legge del sacrificio.

L'ultimo volume di argomento filosofico è diretto a dimostrare Dio come fonte della legge morale e perciò come distributore supremo dei premi e delle pene agli uomini, a seconda del loro comportamento morale, imputabile ad essi in quanto sono forniti di libero arbitrio. Nessuna delle obiezioni più note e più efficaci contro il libero arbitrio viene trascurata: la prescrizione di Dio, i vari casi di inibizione psichica, il determinismo scientifico, la Grazia soprannaturale.
Il C. ha lasciato migliaia di cartelle inedite. Questo materiale, affidato per il coordinamento e la pubblicazione al prof. F. Raffaele per la serie filosofica e a N. Turchi per la serie scientifica, fu pubblicato in Roma. Alla serie filosofica appartengono: Studi biologici (1923) già dal C. stesso editi in riviste scientifiche; Appunti di cosmografia e astronomia (1927) a cura di F. Porro; Nuovi studi biologici (2 voll., 1932-33). Alla serie filosofica appartengono: La teologia, concetto e valore (1923); Biologia e finalismo (1924); Saggi di filosofia finalistica (2 voll., 1925-27); Dalla natura a Dio, attraverso il sacrificio (1927); Studi kantiani (1923), quinto della serie ma primo come data di pubblicazione; Appunti per una storia delle cause finali nella filosofia moderna (1926); Libertà e determinismo (1930).

Bibl.: O. Polimanti, P. C., notizia premessa al primo volume della serie scientifica, Roma 1923, pp. 7-12; F. Porro, P. C., biografia premessa al primo volume della serie filosofica, Roma 1923, pp. XV-LX; A. Tilgher, P. C. o la visione sacrificale del mondo, in Filosofi e moralisti del Novecento, 3a ed., Roma 1944, pp. 267-72.