papa san Celestino I

10 settembre 422 – 27 luglio 432 d.C.

Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Papi, antipapi, documenti pontifici Papi

CELESTINO I, PAPA, SANTO

Festa: 6 aprile

English Cita

Noto anche come: tedesco: Coelestin I.; inglese: St. Celestine I; latino: Caelestinus I

CELESTINO I, PAPA, santo. - Era nativo della Campania. Fu eletto e consacrato il 10 sett. 422, sei giorni dopo la morte di Bonifacio I (4 sett. 422). Consacrò la basilica Giulia in Trastevere e la dotò riccamente.

Sorse pure al suo tempo sull'Aventino il titolo di S. Sabina. Introdusse nel servizio divino, prima della liturgia propriamente detta (Missa fidelium), una salmodia ufficiale e regolare con la partecipazione di tutta l'assemblea, divisa in due cori alternantesi, mentre prima venivano letti soltanto brani delle Epistole e del Vangelo. La sua attività fuori di Roma si ispirò alla ferma coscienza degli specialissimi poteri della sede romana. In una lettera del 424 ca. a nove vescovi dell'Illirico riconfermò i privilegi di vicario papale concessi dai suoi precedessi al vescovo di Tessalonica sull'Illirico orientale. Così nella lettera ai vescovi delle province narbonese e vicinese (26 giugno 428) riprovò alcune usanze contrarie alla tradizione ecclesiastica, approvando implicitamente quanto il suo predecessore aveva operato contro le mene di Patroclo, vescovo di Arles (426), che da papa Zosimo aveva ottenuto la supremazia su quelle regioni. In Africa invece incontrò la resistenza dell'episcopato a proposito di Apiario, prete di Sicca Veneria, condannato dal proprio vescovo, e che aveva trovato troppo facile ascolto a Roma e perciò fu sconfessato (428).

Nelle controversie dogmatiche di questi anni C. si trovò a trattare contro errori sulla Grazia che derivavano dal pelagianesimo già condannato.

Prospero d'Aquitania racconta (Chronicon, ad a. 404: PL 51, 595) che C. inviò nel 431 agli Scoti (Irlandesi) il loro primo vescovo nella persona di quel Palladio che qualche tempo prima aveva combattute nella Britannia le dottrine pelagiane. Queste dottrine avevano trovato favore anche nelle Gallie, specialmente nei monasteri della Provenza, sotto la forma assai mitigata, detta più tardi semipelagianismo. S. Agostino avvertì da Prospero d'Aquitania iniziò tosto la lotta contro l'errore; dopo la sua morte, Prospero ottenne da C. un documento in cui si esalta l'ortodossia e l'autorità di Agostino (Denz-U, n. 128). Al documento nei manoscritti fa seguito una raccolta di dieci decisioni intorno alla Grazia, chiamate Capitolari di Celestino (ibid., nn. 129-42); ma per quanto grande sia la loro autorità, essi sono d'origine privata.

C. intervenne anche a Costantinopoli contro Giuliano d'Eclano, il grande avversario di s. Agostino, che aveva trovato appoggio presso Nestorio, vescovo di Costantinopoli; ma colà dovevano suscitare maggior scalpore le dottrine dello stesso Nestorio, che ammetteva in Cristo due persone. Egli aveva osato mandare a Roma le sue omelie più discusse (primavera 428). Vi furono giudicate sfavorevolmente e dopo qualche indugio il Concilio Romano raccolto nell'ag. del 430 intimò a Nestorio di sconfessare l'errore entro dieci giorni dalla notificazione della sentenza e ne affidò l'esecuzione a Cirillo d'Alessandria (11 ag. 490). Poteva bastare, ma l'imperatore volle che la cosa fosse giudicata in un concilio generale, che si raccolse ad Efeso nella Pentecoste del 431. I legati papali giunsero a cose fatte, però approvarono l'operato e sottoscrissero gli atti.

C. morì l'anno seguente (27 luglio 432), dopo 9 anni, 10 mesi e 7 giorni di pontificato. Fu sepolto presso la basilica di S. Silvestro in Priscilla sulla via Salaria con un'epigrafe di cui si possiede il contesto.

Bibliografia6 opere
BIBL.: Lib. Pont., I, pp. ccxi e 230 sg.; Jaffé-Wattenbach, pp. 55-57; L. Duchesne, Storia della Chiesa antica, III, trad. it., Roma 1911; Hefele-Leclercq, p. 260 sg.; P. Batifol, Le Stige apostolique, Parigi 1924, pp. 220 sg.; 530 sg.; Flicke-Martin-Frutz, IV, passim (cf. indice analitico). Sui cosiddetti Capitula Coelestini, cf. E. Portalié, in DTHC, II, coll. 2052-2061.

Ireneo Daniele

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 1255–1256.

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vol. 3, coll. 1255–1256

Altre voci di Ireneo Daniele: CELESTINO IV, PAPA · CELESTIO · CERRETTI, BONAVENTURA · CARNESECCHI, PIETRO · CARLOMANNO

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Daniele, Ireneo. “Celestino I, papa, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1255–1256. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/celestino-i-papa-santo.

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Daniele, Ireneo. “Celestino I, papa, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1255–1256. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/celestino-i-papa-santo.

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