CENTONI POETICI. - Il c. è un componimento poetico risultante di versi e parti di versi di qualche poeta ben noto, cuciti insieme così da esprimere un contenuto nuovo.
Fra quelli di argomento cristiano, il più conosciuto è il Proba (v.), composto probabilmente verso il 360. Esso ci narra con passi ed emischi vergiliani tutta la vita di Gesù e la storia sacra fino al diluvio. Evidentemente un'impresa simile non poteva aver successo. L'autrice è obbligata a tacere i nomi propri e ad esprimersi spesso in modo vago e approssimativo, nel vano sforzo di dare alla sua materia una veste innaturale. S. Gerolamo (Ep., 53, 7) riprovò tali tentativi come puerili e ciarlataneschi, e il Decretum Gelasianum relegò il c. fra gli apocrifi. Altri c. virgiliani, probabilmente posteriori, sono: i Pomponii versus in gratiam Domini, o Tityrus, 132 esametri desunti dalla 1a e gloga di Virgilio, forse introduzione a un c. sull'Eneide fatto dal medesimo autore; il De Verbi Incarnatione, in III esametri; il De Ecclesia, in IIo esametri, che vuol essere una predica sulla redenzione, entrambi d'autore ignoto. Ve ne furono anche nel medioevo. S. Gerolamo (loc. cit.) fa anche menzione di c. cristiani omerici, di cui non sappiamo altro. Fra i c. greci posteriori si ricordano quelli omerici di Elia Eudossia (m. nel 460), e la tragedia Christus patiens attribuita a s. Gregorio Nazianzeno, composta con versi di Euripide, Eschilo e Licoffone nel sec. XII. Di c. minori in brevi componimenti ve ne sono moltissimi e quasi tutti i poeti della decadenza si baloccarono in simili produzioni.
CENTONI POETICI
BIBL.: Testi: C. Schenkl, in Poëtae christiani minores, I: CSEL 16 (1888), p. 511 sgg. (Proba e gli altri). Studi: F. Ermini, II C. di Proba e la poesia centoniana latina, Roma 1909; Schanz-Krüger, IV, I, pp. 219-21; Bardenhewer, III, pp. 561-63; Mocricca, III, II, pp. 842-61.