CESARE, Caio Giulio (C. Iulius C. f. C. n. Caesar). - N. il 13 luglio 102 a. C., m. il 15 marzo 44 a. C. Console nel 59, conquistatore della Gallia dal 58 al 51 , in lotta civile contro Pompeo (49-45)

Cesare, Giulio - Testa marmorea ritenuta ritratio contemporaneo di G. C. - Pisa, campestatio.
durante la quale vinse nelle campagne di Spagna (49-45), Balcani (48, battaglia di Farsalo), Egitto (48-47) durante la quale si svolgono i fatti narrati più sotto, che interessano la storia giudaica, Asia Minore (47), Africa (46); padrone assoluto di Roma dal 45 alla morte. Egli ebbe per programma di adeguare la sistemazione dello Stato, troppo egoisticamente romana e italica, ai nuovi confini che raggiungevano ormai tutte le sponde del Mediterraneo. Detto programma ebbe per capisaldi il miglioramento delle condizioni sociali del popolo, la riduzione del Senato a semplice organo consultivo, la parificazione delle province all'Italia, favorendo in quelle d'Occidente, più barbare, la cultura latina ma rispettando in Oriente la nazionalità greca e la cultura ellenistica. calendario (v.) per il più armonico svolgimento della vita religiosa e civile, costitui saldamente l'esercito a presidio del nuovo assetto politico-sociale, preparando così la via alla definitiva sistemazione attuata da Augusto.
I rapporti con la storia d'Israele hanno inizio quando, dopo Farsalo, l'idumeo Antipatro, consigliere di Ircano II, già partigiano di Pompeo aderì al partito di C., e per mostrare a fatti la sua amicizia inviò in soccorso di C., assediato in Alessandria, 3000 soldati ebrei e combatté personalmente al forzamento di Pelusio; procurò pure a C. l'amicizia di capi tribù arabi e siri, nonché i soccorsi della colonia ebrata di Leontopoli, cosi che C. poté sconfiggere il re d'Egitto Tolomeo Dioniso.
Il dittatore vittorioso si mostrò riconoscente agli Ebrei. Ad Antipatro conferi la cittadinanza romana e l'ufficio di procuratore (èstipente) della Giudea, nonostante i diritti accampati da Antigono, figlio di Aristobulo dai pompeiani ucciso per la causa di C. Ad Ircano, che governava di nome, conferi la dignità ereditaria di sommo sacerdote, il titolo di etnarca ed alcuni diritti finanziari. Agli Ebrei permise di ricostruire le mura di Gerusalemme distrutte da Pompeo, ampliò il territorio nazionale, includendovi Joppe ed alcune città della Galilea già passate alla Fenicia ed alla Siria, vietò che le truppe romane ponessero i quartieri d'inverno in tale territorio. Dispensò gl'Israeliti dal tributo degli anni sabatici e dalle requisizioni militari e diaspora (v.) di vivere secondo le loro consuetudini, di raccogliere collette per i sacrifici, ed altri privilegi. Nessuno tra i popoli soggetti a Roma ebbe tanto dolore per la tragica morte di C. quanto Israele.
Ibid.: Flavio Giuseppe, Antig. Ind., XIV, 8-10; G. Felten, Storia dei tempi del Nuovo Testamento (trad. it.), I, Torino 1913, pp. 127-31; U. Silvagni, G. C., ivi 1930; A. Bailly, Jules César, 14* ed., Parigi 1932; G. Costa, G. C. C., Roma 1934; G. Ricciotti, Storia d'Israele, II, Torino 1934, nn. 319-20; P. Ducati, L'Italia antica (Storia d'Italia illustrata, I), Milano 1936, pp. 635 724 e 740 sg.
Pietro De Ambroggi