CEVA, TOMMASO

CEVA, TOMMASO. - N. a Milano il 26 dic. 1648, entrato il 20 dic. 1663 nella Compagnia di Gesù, m. a Milano il 3 febbr. 1737. Fratello minore di Giovanni C. (che diede il nome ad alcuni teoremi di geometria), Tommaso si distinse pure nelle matematiche, che insegnò per 38 anni.
**Nei suoi saggi (Opuscula mathematica, Milano 1691; De natura gravium, ivi 1699), è da menzionare, fra l'altro, l'invenzione d'uno strumento per la divisione d'un angolo qualunque in parti uguali (pubblicato nel 1695, riportata negli *Acta eruditorum* di Lipsia lo stesso anno); come matematico, il C. rimane ancorato ai metodi geometrici, anziché aprirsi ai nuovi analitici. Ma il C. gode più ampia fama per le sue poesie latine, massime per il curioso e originale *Iesus Puer* (Milano 1690, varie ristampe e traduzioni, di cui cinque almeno in italiano). Fra le sue *Sylvae* poetiche (1699), fu notato il *Cippus*, imitato dal *Vert-vert* di Gresset. Mentre poliedrica, il C. difese la filosofia tradizionale, contro i novatori come Cartesio e Gassendi negli esametri della *Philosophia novo-austriaca* (Milano 1704, varie ristampe), intervenne con opuscoli anonimi nelle controversie sul giansenismo e sui riti cinesi, pubblicò con grande dedizione le opere del celebre oratore p. Carlo Ambrogio Cattaneo e scrisse biografie edificanti (*Via di mons. Luigi Ruzzini vescovo di Bergamo*, ivi 1712, ecc.), talvolta interessanti anche la critica letteraria (*Memorie d'alcune virtù del sig. conte Francesco de Lemene, con alcune riflessioni sulle poesie*, ivi 1766). Era membro dell'Accademia degli Arcadi (*Callimaco Neridio*).
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BIBL.:** Sommervogel, II, coll. 1015-24; Necrologio, del Cordara, nelle *Vite degli Arcadi illustri*. V. Roma 1751, con ritratto; B. Cotronei, *Il Cippus* di T. C., in *Alteue e Roma*, 9 (1966); I. Berardi, *Un poema sacro dell'ultimo Seicento*, in *Studi di letteratura italiana*, 9 (1912), pp. 71-78; A. Pascal, *L'Apparecchio polisettore di T. C.*, in *Rendiconti del R. Istituto lomb., 48* (1915), pp. 173-81 e 65-78; R. Ramat, *La critica del p. C.*, in *Civiltà moderna*, 10 (1935), pp. 385-395 e 11 (1939), pp. 139-66. Edmondo Lamalle