CHIEREGATO, LIONELLO. - Vescovo e nunzio papale, n. a Vicenza da Nicola C., nella prima metà del sec. XV. Dottore in decreti, nel febbr. 1470 o si trova al seguito del card. Marco Barbo, vescovo di Vicenza; poi a Roma, alla corte di Paolo II; fu nominato vescovo di Arbe in Dalmazia l'8 genn. 1472 ed accompagnò il Barbo nella legazione in Germania, ma lo precedette nel ritorno a Roma (1473). Il 14 genn. 1484 passò al vescovato di Traù, visitò la diocesi anche in Friuli a nome del Barbo patriarca di Aquileia; finalmente, il 22 ott. 1488, fu trasferito alla sede di Concordia nella Venezia orientale.
Nel frattempo Innocenzo VIII lo aveva nominato nunzio in Francia per regolare le controversie politico-religiosi di quella nazione (nov. 1487), dandogli per compagno Antonio Flores canonico di Siviglia. Dalle lettere del Consiglio di Concordia, si conosce quanto fossero le accuse contro gli abusi degli ecclesiastici e particolarmente dei religiosi, ed anche l'opera su cui riguardò il Pico della Mirandola rifugiato in Francia.
Nel 1490 egli passò in Inghilterra per negoziare la pace fra quel re e Carlo VIII. Il 29 sett. 1490 il C. Iacob Lione e la Francia con il collega, e rientrò a Roma senza avere concluso gran cosa causa le misure dilatorie della corte francese. Il C. ebbe il favore anche di Alessandro VI che lo incaricò di abboccarsi con Carlo VIII quando scese verso Roma (dic. 1494) e l'anno seguente lo inviò nunzio in Germania presso Massimiliano. Vi rimase sin verso la metà del 1499 quando si portò nel suo vescovato di Concordia, dove, nel febbr. 1505, tenne anche un Sinodo, e vi morì il 19 ag. 1506. Uomo integro e dottor, il C. non ebbe forse come nunzio molta fortuna. Fu ritenuto al suo tempo oratore di grande merito, e delle sue orazioni di circostanza alcune si hanno per le stampe; disse anche il discorso di cerimonia per il matrimonio di Lucrezia Borgia con Gio- vanni Sforza.
Parte dei suoi dispacci e lettere sono pure stampati.
CHIEREGATO, LIONELLO
BIBL.: P. Paschini, L. C. nunzio ecc., Roma 1935; id., Il carteggio fra il card. Marco Barbo e Giovanni Lorenzi, Città del Vaticano 1948, passim.