CHIROGRAFO (dal gr. χείρ = mano, e γράφειν = scrivere). - È in genere il documento scritto di propria mano dalla persona stessa che lo rilascia; il termine però è usato in particolare per indicare tipi speciali di atti in tempi diversi.
Nell'età romana si trova in tavolette cerate (sec. I) per apoche e quietanze, e almeno dal sec. III designò documenti di carattere dispositivo relativi ad ogni genere di affari, scritti e consegnati dall'autore all'altro contraente.
Nel medioevo (dal sec. IX e specialmente nei secc. XI-XIII, fuori d'Italia, dove il notariato non c'era o era meno sviluppato) si dissero c. i documenti scritti in due o più esemplari sullo stesso foglio di pergamena, poi tagliati e distribuiti alle parti (chartae paritae); a garanzia dell'autenticità il taglio veniva fatto secondo una linea d'irava o ondulata o dentata, attraverso una scritta formata dalle lettere dell'alfabeto o da un'invocazione sacra o dalla parola stessa chirographum.
Tra i documenti pontifici il c. (dal sec. XVI) è usato per lo più per disposizioni d'ordine amministrativo, prive della solennità della cancelleria o della segreteria, ma firmate dal papa; attualmente però è raro l'uso del c.