CINISMO CRISTIANO E NEOPITAGORICO

CINISMO CRISTIANO E NEOPITAGORICO. — Dell'esistenza di c. cristiani ci danno testimonianza Giuliano l'Apostata (Or., VI e VII), che li combatte, s. Agostino (De civ. Dei, XIX, 19) e s. Gregorio di Nazianzo, che ne fece amaro esperimento nella persona di Massimo d'Alessandria. Secondo una notizia di s. Girolamo (De vir. illustr., 127) non altri che questo Massimo è l'Erone d'Alessandria di cui l'orazione XXV di s. Gregorio tesse l'elogio, ma il nome fu mutato da mano d'altri per non mettere il Santo in contraddizione con quanto egli aveva narrato del suo falso amico nel Contra Maximum e nel De vita sua. C. neoplatonico è invece Sallustio (sec. v) in cui riappiamo tutti i tratti più caratteristici del primo cinismo.

BIBL.: Per le fonti e la bibli. di dettaglio, cfr. Überweg, I, pp. 150-70, 62*64*. Per i frammenti V. F. W. A. Mullach, Fragments philosophorum Graecorum, II, Parigi 1860, pp. 259-395; una raccolta dei principali frammenti fino a Ennoma in traduzione tedesca si trova in W. Nestle, Die Sokratiker, Jena 1923, pp. 9-15; in italiano V. R. Mondolfo, Il pensiero antico, Roma 1929, pp. 156-63, e P. Lamanna, Antologia filosofica, I, Firenze 1945. Trattazioni d'insieme: J. Bernays, Lucian u. die Kyniker, Berlino 1879; J. R. Asmus, Gregor von Naz. u. sein Verhältnis zum Kynismus, in Theol. Stud. u. Krit., 67 (1894), pp. 314-39; A. Caspar, De Cynicis qui fuerunt aetate imperatorum Romanorum, Chemnitz 1896; J. Geffcken, Kynika u. Verwandtes, Heidelberg 1900; R. Helm, in Pauly-Wissowa, XII, coll. 3-24.
Carlo Diano