CLEMENTE II, PAPA. - Dopo la forzata abdicazione di Gregorio VI, il 24 dic. 1046 venne nominato pontefice Suitgero, vescovo di Bamberga, per volontà di Enrico III. La validità quindi della sua elezione resta dubbia (v. ANTIPAPA). Prese il nome di C. II. Consacrato il giorno seguente, il nuovo Papa incoronò solennemente in S. Pietro l'imperatore Enrico III e la moglie Agnese. Enrico III ebbe pure il titolo di patrizio dei Romani. In questo modo egli riprendeva la politica di Ottone I e intendeva ormai sottrarre l'elezione del Papa alla prepotenza dell'aristocrazia laica ed ai tumulti dei partiti riservando la designazione della persona all'Imperatore. Una tale misura si presentava in quel momento feconda di bene e perciò s. Pier Damiani
e tutti gli amici della riforma esaltarono Enrico III come un secondo David e un nuovo Giosuè, e manifestarono la speranza che per la Chiesa si preparassero giorni migliori.
Il pontificato di C. fu troppo breve perché egli potesse svolgere una vasta attività. Preoccupato di riformare la Chiesa, nel genn. del 1047 riunì a Roma, alla presenza dell'Imperatore, un concilio volto a rimuovere diversi abusi, e specialmente la simonia. In esso punì con la scomunica chiunque avesse ricevuto danaro per consacrare una chiesa, conferire Ordini sacri e benefici. Chi invece avesse ricevuto gli Ordini sacri da un vescovo convinto di simonia, ma non simoniacamente, era punito con una penitenza di quaranta giorni. Per troncare i contrasti di preminenza tra gli arcivescovi di Ravenna, Milano ed Aquileia, C. decise che il
primo posto alla destra del Papa, in assenza dell'Imperatore, spettasse all'arcivescovo di Ravenna. Dopo aver accompagnato l'Imperatore nell'Italia meridionale e in Germania, egli moriva a Pesaro il 9 ott. 1047. La sua salma venne portata a Bamberga e qui sepolta nel coro della Cattedrale. Il monumento sepolcrale è del 1237.