COCLEO (DOBENECK), GIOVANNI

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COCLEO (Dobeneck), Giovanni. - Eminente polemista cattolico, n. nel 1479, m. a Breslavia l'1 i genn. 1552. Fu detto C. dal paese Wendelstein (Cochlea) dove nacque. Combatté i riformatori contemporanei.
Finiti i suoi primi studi a Norimberga, entrò nel 1504 all'Università di Colonia, ove nel 1507 ottenne il grado di «magister artium». Nel 1515 accompagnò i nipoti di Pirckheimer a Bologna e si addottorò nel 1517 a Ferrara; fece quindi un viaggio a Roma. Ritornato in patria, in principio non fu alieno dall'attività di Lutero, credendola utile a togliere alcuni abusi introdottisi nella Chiesa, ma ben presto intui fin dove poteva condurre quella ribellione, alla distruzione cioè dell'unità religiosa e di tutta la legislazione ecclesiastica; si cambio allora in uno dei più forti avversari delle nuove dottrine, anzi, per poter continuare la sua lotta, rinunziò ad un posto vantaggioso che gli veniva offerto a Roma.
Nel 1524 accompagnò il card. Campeggio a No-
rimberga e, nel 1529, il card. Alberto di Brandeburgo alla Dieta di Spira. In questo stesso anno fu chiamato dal duca Giorgio di Sassonia per succedere al suo segretario, Girolamo Emser. Alla morte del duca, nel 1539 , si ritirò a Breslavia; fu compagno del vescovo Hutter di Eichstätt alla Conferenza di Ratisbona; nel 1549 lo si trova a Magonza, dedicato a scrivere; e nel 1549 a Breslavia, dove rimase fino alla morte.
La sua lotta contro i cosiddetti "riformatori» fu instancabile; non passo anno dal 1522 fino alla sua morte in cui non pubblicasse qualche scritto contro di essi. La sua vasta erudizione teologica lo dirigeva con sicurezza nei giudizi che dava delle nuove dottrine; pratico nel maneggio della S. Scrittura, aveva sempre alla mano i testi necessari per ribattere gli argomenti degli avversari; osservatore attento, delle molte diete e riunioni alle quali partecipò seppe valersi per penetrare a fondo nelle intenzioni dei riformatori. La sua storia degli hussiti i tuttora apprezzata; i suoi commenti degli atti e scritti di Lutero del 1517 al 1546, lo dimostrano meglio informato di molti altri scrittori, ad es. sul vero motivo del viaggio di Lutero a Roma nel 1511, e sulla guerra civile di Francoforte (1525). Gli estratti poi che egli dà dei fogli volanti e degli scritti polemici del suo tempo sono di grande valore. Nel 1529 nell'opera contro Lutero: Adversus cucullatum Minotaurum Wittenbergensem, dimostra le contraddizioni nelle quali incorre l'eresiarca. Dello stesso anno è il suo scritto sulle 29 ragioni che giustificano la Comunione sotto una sola specie. Nel 1540 presentò al re dei Romani Ferdinando I le sue osservazioni sui ventotto articoli della Confessione di Augusta e cominciò la sue Filippiche contro Filippo Melantone del quale confessa che le escandescenze erano bensì meno rudi di quelle di Lutero ma più odiose per le fallacie, l'appariscente dolcezza e per l'ipocrisia serpentina dell'autore. Contro Calvino scrisse sul culto delle reliquie, e contro Musculus e Bullinger sul Sacerdozio e Sacrificio della Nuova Legge. Negli scritti del C. vi sono pure delle ombre; amici e nemici criticeno il suo stile non sempre corretto, talvolta violento e incoerente. Il titolo che dà a Lutero di Minotaurus cucullatus e lo stile di tutto l'opuscolo indica che sapeva rispondere per le rime ai suoi avversari e com'essi, all'occorrenza, pungere e burlare, senza però mai discendere al loro livello volgare e ignobile. La necessità di rispondere in fretta e senza preparazione immediata ai fogli e opuscoli che Lutero profusamente gettava al pubblico, seminando le sue false dottrine, spiega in qualche maniera i difetti degli scritti del C., imposti dall'urgenza di illuminare ed orientare ecclesiastici e laici, i quali tutti s'interessavano con passione alle questioni allora dibattute.

Bibl.: V. L. Sockendorf, Commentarius historicus et apologeticus de luthoronimos, Lipsia 1694: H. Malus, Historia Reformationis ex B. D. Martini Lutheri aliorumque dignorum scriptorum eruta in digesta, Francoforte s. M. 1710; J. Janssen, L'Allemagne et la Réforme, trad. dal tedesco di E. Paris, 8 voll., Parigi 1889; A. Hertz, Die Lutherbiographie des 7. C., Münster 1915; H. Jedin, Das 7. C. Streitschrift De libero arbitrio hominis (1525), Breslavia 1927; A. Hertz, Die Lutherhommentare des 7. C. (Reformationseschichtliche Studien und Texte, 33), Münster 1935; id., Das neue Lutherbild im Bann der Lutherhommentare des Cochldus, Münster 1943.
Camillo Crivelli