COCLE, CELESTINO

COCLE, CELESTINO. - Arcivescovo, n. a S. Giovanni Rotondo (Foggia) il 23 nov. 1783 e m. a Napoli il 2 marzo 1857, fu quinto superiore generale dei Missionari redentoristi, fra i quali entrò il 21 sett. 1799. Fu il primo a dare alla dottrina teologica di S. Alfonso una sistemazione in un'Epitome, restata inedita, come altri suoi scritti, tra cui il *Diario* del suo generalato (1824-31). Il collegio napoletano dei teologi, contro le consuetudini, l'elesse decano perpetuo, l'accademia Ercolanese di archeologia e quella Gioenia di scienze naturali lo vollero socio onorario. Simili onori gli tributò anche l'accademia archeologica di Atene.
Gregorio XVI nel 1831 lo nominò arcivescovo titolare di Patrasso. Il C. è più noto come confessore di Ferdinando II, re delle due Sicilie. Mentre L. Settembrini nelle *Ricordanze* lo presenta come avversario dell'unità italiana, saturo di furba improntitudine e nuovo Torquemada, altri in senso opposto lo ritiene un «car-

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Cocle. Celestino - Ritratto. Litografia disegnata da J. Jovine, dal busto conservato nella chiesa dei Redentoristi di S. Antonio in Tarsia - Napoli.

bonaro " traditore dei Borboni. In verità C. seppe usare la sua influenza presso la corte, promovendo gl'interessi della religione e tutelando la moralità pubblica con dispetto dei liberi pensatori, che nel 1848 riuscirono a confinarlo a Malta, donde tornato l'anno seguente, visse da modesto religioso, munifico con tutti. L'8 ott. 1849 accompagnò a Pagani l'esule pontefice Pio IX con alcuni membri della famiglia reale, facendovi ammirare la ricca lipsanoteca, in cui con l'opera di d. Placido Baccher aveva ricomposte le ossa di s. Alfonso. E sepolto nella chiesa redentorista di S. Antonio a Tarsia, ove il nipote gli eresse un marmoreo ricordo.

Bibl.: F. Saverio Pecorelli, Ultimi uffici resi alla vener. memoria di mass. C. C., Napoli 1857; A. Amante, Maria Cristina di Sassoiu, Torino 1933, pp. 134-44; M. De Meulemeester, Les évêques de la Congrég. du T. S. Rédempteur, in La voix du Rédempteur, 47 (1938), pp. 239-40; id., Bibl. générale des écrivains rédemptorieter, I, Lovanio 1932, pp. 69-70; III, ivi 1939, D. 273 .
Oreste Gregorio