CODEX HERMOGENIANUS

CODEX HERMOGENIANUS. - È una raccolta privata di costituzioni imperiali compilate, come si ritiene dai più, tra il 314 e il 323 d. C., poiché alcune costituzioni dovute agli imperatori Costantino e Licinio mantengono ancora in esso la menzione di quest’ultimo imperatore, menzione che venne in seguito soppressa, come appare nelle corrispondenti costituzioni del Codex Theodosianus. Ciò avviene con disposizione del 323 d. C., con la quale vennero annullati tutti gli atti dell’imperatore Licinio.
Il C. H. è dovuto a un giureconsulto di nome Ermogeniano, che non si sa se sia quello stesso di cui sono riportati frammenti nel Digesto.
La stesura dell’opera abbraccia un solo libro diviso in più titoli, sotto i quali vennero raggruppate le costituzioni relative. La più parte delle costituzioni sono datate dall’Oriente e dovute all’imperatore Diocleziano, onde fu supposto che tale raccolta avvenisse nel territorio orientale. Ciò che potrebbe pure indurre un soggetto sul luogo d’origine del collettore del codice.
Alla stessa guisa del Codice gregoriano, il C. H. non introduce diritto nuovo, ma tende ad assicurare il diritto già ricevuto, ed entrato ormai nell’uso comune. L’unico l’altro codice sembra abbiato avuto anche lo scopo di informare i pratici e di iniziare gli studiosi delle leggi.
Anche il C. H. non è conosciuto direttamente nella sua stesura originale, ma in base ai VATICANO (v.), Collatio legum Mosaicarum et Romanarum (v.), nella Collatio veteris cuiusdam iurisconsulti (v.), e nelle leggi romano-barbariche dei Visigoti e dei Burgundi.
Il Krüger dette di questi frammenti una nuova edizione nel vol. III della Collectio librorum iuris anteuistiniani (Berlino 1900).
Il C. H. dovette comprendere nella sua composizione originaria anche costituzioni di materia religiosa. Ciò induce a ritenere la serie numerosa di costituzioni di natura religiosa, comprese poi nel Codice teodosiano, per il periodo di tempo corrispondente. Tuttavia, nei frammenti conservativi indicativamente nelle raccolte posteriori in cui vennero ricompresi, non s’incontrano disposizioni di carattere ecclesiastico.

Bibl.: P. Krüger, Hist. des sources du droit romain, vers. france de L. Brissaud, Parigi 1894, p. 371 ssq.; S. Perozzi, Istituzioni di diritto romano, Roma 1928, p. 72; P. De Francisci, Storia del diritto romano, III, Milano 1936, pp. 197-200 (con la biografia).