COLLI, BONIFACIO de'. - Confondatore dei Teatini, m. santamente a Venezia il 28 ag. 1558. Della nobile famiglia dei C. d'Alessandria, laureatosi in giurisprudenza e trasferitosi ancor giovane a Roma, fu, da laico, scudiere e famigliare di Leone X dal quale ebbe l'incombenza di portare il berretto cardinalizio a Tommaso Wolsey arcivescovo di York. Fu membro attivo dell'Oratorio del Divino Amore di Roma e guardiano nel 1524 dell'ospedale degli Incurabili. Fattosi sacerdote, si unì con s. Gaetano Thiene e fu, con G. Pietro Carafa e Paolo Consiglieri, suo compagno nella fondazione dell'Ordine dei Chierici Regolari (14 sett. 1524).
Nel 1528 lo si trova a Verona dove G. M. Giberti (v.) aveva chiamato i Teatini a collaborare con sé nel suo vasto piano di riforme. Nel 1530 fu mandato a Napoli dove il 25 giugno presiedeva all'apertura del monastero della Sapienza fondato da suor Maria Carafa (v.). Nel 1533 fu per la prima volta, eletto preposito di S. Nicolò di Venezia, allora prima casa dell'Ordine.
Il C. è autore di una importante lettera al Giberti che, coi brevi di Clemente VII e Paolo III, costituisce il primo nucleo delle Costituzioni teatine.
Francesco Andreu
COLLI. - FRANCESCO di PAOLA, barone, generale pontificio, n. ad Alessandria nel 1726, m. a Roma il 20 luglio 1802. Esperto conoscitore di artiglieria, entrò al servizio della S. Sede come tenente colonnello nel maggio del 1793, coadiuvando il bolognese generale Enea Caprara nella esecuzione di ampie riforme dell'esercito.
Figlio del barone Francesco fu ANGELO, cultore anch'egli di studi balistici, n. nella seconda metà del sec. XVIII in Piemonte, e m. a Roma in seguito agli stenti della ritirata di Russia nel 1812.
Occupata Roma dal Berthier, prestò i suoi servigi alla Repubblica romana come addetto al ministero della Guerra. Al ritorno di Pio VII venne nominato comandante del forte S. Angelo col grado di tenente colonnello (luglio 1802). A seguito della nuova occupazione francese fu dal generale Miollis, insieme con altri fedeli ufficiali pontifici, arrestato e detenuto in Castel S. Angelo (1° marzo 1808). Alla fine entrato nelle file francesi col grado di colonnello, partì per la Russia e nella disastrosa ritirata fu il solo ufficiale superiore dell'arma che riuscì a salvare il materiale a lui affidato.