COMPUNZIONE (LAT. COMPUNCTIO, IGNOTO AI CLAS- SICI; GR. BIBLICO ΚΑΤΑΝΥΞΕΙΣ)

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COMPUNZIONE (lat. compunctio, ignoto ai clas- sici; gr. biblico κατανυξεις). - Sentimento di dolore e di confusione dovuto alla consapevolezza della propria indegnità morale. La dottrina della c. è una delle più importanti nella storia della spiritualità. Il vocabolo si trova già nella S. Scrittura, adoperato metaforicamente per significare il pentimento e il vivo dolore per l'offesa di Dio e i peccati commessi (Act. 2, 37; Rom. 11, 8 «spirito di c.» equivale a «stordimento»). Questo è rimasto il senso fonda- mentale, ma con il tempo varie sfumature vi si sono aggiunte, modificandolo.

Così alla tristezza e alle lagrime per i propri peccati si unirono quelle provocate dalla miseria di questo po- vero mondo, «lacrimarum vallis», suscitando nell'anima del cristiano fervente il disprezzo per i suoi falsi piaceri ma anche la paura di lasciarsi sviare dal cammino della vera vita. Quindi il timore del divino giudizio e un vivo desiderio di Dio, amato come il sommo bene e la fonte di ogni felicità. In questo stato, il pensiero del cielo e delle sue vere gioie invade l'anima e la raccoglie in se stessa lungi dalle preoccupazioni di questo mondo. La tristezza, il dolore d'aver offeso un Dio così buono e grande resta sempre il principale carattere della c. cristiana ma le altre idee di disprezzo del mondo, di devozione e amore intenso di Dio e desiderio della vita eterna si uniscono senza difficoltà con quella, di modo che nello sviluppo della spiritualità, ai primi secoli, nei monaci del deserto, nei Padri della Chiesa, come s. Giovanni Crisostomo, s. Agostino e soprattutto s. Gregorio Magno, e in tutto il mediceo, la c. raccoglie in sé alcune delle idee essen- ziali della perfezione cristiana.

Dal sec. XVI in poi si parla e si scrive molto meno di c. probabilmente, come osserva il p. Pegna, perché con lo sviluppo e la sistemazione della teologia le varie idee aggruppate intorno al pensiero primitivo della c. da un punto di vista pratico, si sono naturalmente disgregate e andate a formare nuovi complessi. Finalmente benché l'uso del termine c. sia diventato più raro, le antiche idee che raccoglieva in sé sono rimaste vive e oggi ancora fi- niscono sotto altri nomi (la contrizione, l'idea di riparazione, l'umanesimo cristiano ecc.).

BIBL.: G. de Guibert, La compunction du coeur, in Revue d'act. et de mystique, 15 (1934), pp. 225-40; P. Regamey, La com- ponction du coeur, in Soufflement de la Vie spirituelle, la duolio 1935 a dic. 1936; I. Hausherr, Penthes. La doctrine de la com- ponction dans l'Orient chrétien, Roma 1944; J. Pegon, Com- ponction, in DSP, fasc. 12 (1949), coll. 1312-21.

Ferdinando Cavallera

COMPUTO ECCLESIASTICO. - È definito da- gli scrittori: «notizia del corso della luna e delle ca- lende, o scienza di determinare il tempo secondo il corso della luna e del sole». Comprende le nozioni occorrenti a determinare la Pasqua e cioè i cicli: di- cianonvennale, lunare e solare, le capite, le concor- renti. Da Carlomagno fu imposto come una delle ma- terie d'insegnamento nelle scuole. S. Beda il Venera- ble vi dedicò due libri delle sue opere didascaliche (De temporum ratione e De ratione computi: PL 90, 295-578, 579-600).