CONGREGAZIONI RELIGIOSE MISSIONARIE MASCHILI E FEMMINILI. - Nella conversione dei popoli dell'Europa settentrionale i monaci benedettini ebbero una parte importantissima mentre, dal sec. XII, i Domenicani ed i Francescani nell'Africa e nell'Asia lavorarono con zelo, suscitando il movimento missionario, che dopo le grandi scoperte geografiche dei secc. XV e XVI ebbe uno sviluppo maggiore.
Agli inizi della S. Congregazione di Propaganda Fide nei territori di missioni, che comprendevano non solo l'Asia, l'Africa, l'America, ma grande parte dell'Europa, non escluse alcune zone della Francia e dell'Italia infestate dall'eresia, esercitavano l'apostolato i seguenti istituti religiosi, di cui si trova l'elenco nel vol. XIV degli Atti della S. Congregazione di Propaganda Fide, ff. 231-34, dove si parla della riforma delle facoltà che si concedevano ai missionari: i Benedettini in India e Inghilterra; i Cistercensi in Irlanda; i Domenicani in Europa, Asia, Africa e America (cioè nelle Indie orientali e occidentali); le famiglie dei Francescani o dei Minori dell'Osservanza nelle medesime regioni; i Gesuiti nelle stesse regioni; gli Agostiniani in Asia e nelle Indie orientali e occidentali; i Riformati di S. Francesco in Europa e Asia; i Minori conventuali solo in Europa; i Minimi in Inghilterra e Scozia; i Cappuccini in Europa, Asia e Africa; i Teatini in Asia, Europa e Indie orientali e occidentali; i Mercedari nelle Indie occidentali; le Scuole Pie solo in Germania; gli Eremiti di S. Paolo solo nell'Europa; i Carmelitani calzati nell'Europa; i Carmelitani scalzi in Asia e Indie orientali.
L'elenco, che comprende sedici istituti religiosi, enumera Ordini e C. R., eretti non molto tempo prima del 1622, in cui fu istituita la S. Congregazione di Propaganda Fide. Nessuno di quegli istituti religiosi era stato fondato esclusivamente o prevalentemente per le missioni. Gli stessi Gesuiti, che inviarono subito s. Francesco Saverio e altri in missione, non avevano unicamente lo scopo della propagazione della fede. Quindi prima di Propaganda non si può parlare di vere e proprie C. R. M., che abbiano avuto come scopo esclusivo la propagazione della fede tra gli infedeli. Questa nuova esigenza si venne determinando dopo la istituzione di Propaganda, la quale comprese subito la necessità di avere alle sue dirette dipendenze e a sua completa disposizione tutto il personale missionario. A questa opera di riorganizzazione si opponevano le due potenze colonizzatrici, Spagna e Portogallo, che accampavano i diritti di patronato, concessi in altri tempi dai papi. Ne seguì una lotta in cui ebbero parte anche i missionari che appartenevano tutti a C. R. Si venne così maturando l'idea di avere personale del tutto indipendente da pretesi diritti di patronato e dedito esclusivamente all'opera missionaria. Per evidenti motivi l'idea non poteva essere attuata né in Portogallo né in Spagna, ma essa fu realizzata in Francia dove nel 1650 si dette principio al Seminario delle Missioni Estere di Parigi, che raccoglieva sacerdoti dalle diocesi francesi per inviarli nelle missioni, da Propaganda affidate agli Ordinari francesi nell'Asia orientale. Non si trattava di una c. r. istituita con caratteristiche differenziali, ma di una iniziativa per superare la difficile situazione in cui si trovavano specialmente le missioni dell'Asia orientale. L'esempio del Seminario di Parigi non fu seguito da altri, anche perché le vicende storiche attraversate dalle missioni nel sec. XVIII, non fecero sentire la necessità di inviarvi un sempre maggiore numero di missionari.
Invece durante la ripresa dell'attività missionaria, iniziatasi con il pontificato di Gregorio XVI nel secolo scorso, si ebbero numerose C. R. e altri seminari del tipo di quelli di Parigi con scopo esclusivamente missionario e dipendenti dalla S. Congregazione di Propaganda Fide. Di questi istituti religiosi la grandissima maggioranza sorse nei territori stessi di missione per opera di vescovi e di anime pie, e gli altri in Europa. In tal modo si ebbero due categorie di C. R. M. di cui la prima comprendeva le C. R. che erano nate in terre di missione per collaborare direttamente alle opere di apostolato; la seconda abbracciava le
altre, che, sebbene erette in Europa, avevano lo scopo di inviare i propri soggetti solo in territori di missione con esclusione di altri fini. Queste C. R. possono dirsi propriamente missionarie a differenza delle altre, in cui l'apostolato missionario è una parte delle molteplici attività di bene, che esse esplicano nella Chiesa universale. Ben presto divennero molto numerose e non poche ancora oggi sono in pieno sviluppo.
La S. Congregazione di Propaganda, nel regolare l'ordinamento interno delle suddette C. R., non ebbe bisogno di speciali autorizzazioni ma fece uso delle sue ordinarie facoltà, tanto più che anche gli altri missionari religiosi dipendevano in tutto da essa. Per mezzo della cost. Sapienti consilio del 1908, non solo grandi territori furono sottratti alla giurisdizione, ma anche le fu tolta la competenza sui missionari in quanto religiosi e quindi tutte le C. R. passarono in blocco sotto la nuova S. Congregazione de' Religiosi. Ma a distanza di un anno parecchi istituti furono di nuovo posti sotto la giurisdizione di Propaganda consacrando ancora una volta il principio che questi istituti, aventi scopi specificamente missionari, dovessero dipendere in tutto da Propaganda. Questo principio prevalse anche dopo il Codice, che nel can. 252 § 5 ripete letteralmente le disposizioni della costituzione del 1908. In tal modo anche oggi si è determinata di nuovo la situazione anteriore alla suddetta costituzione, e cioè che le C. nate in territori di missione per aiutare l'apostolato locale dipendano da Propaganda e così pure le C. o società che sono erette altrove con lo scopo specificamente missionario. Si fa però osservare che il primo criterio non è stato sempre applicato in tutti i casi, specialmente per i paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda.
Attualmente dipendono da Propaganda un grande numero di istituti religiosi di diritto diocesano fondati quasi tutti in territori di missione. Alcuni sono stati fondati in diocesi di diritto comune, cioè: Piccole Serve del S. Cuore (diocesi di Nizza, udienza pontificia 24 apr. 1933); Suore delle Missioni Estere (diocesi di Tolosa, udienza pontificia 8 maggio 1933); Domenicane missionarie di Namur (diocesi di Namur, decr. 21 nov. 1937); Medical Missionaries of Mary (diocesi di Armagh, decr. 21 maggio 1940); Medical Mission Sisters (Filadelfia, U. S. A., Lett. Segr. di Stato, 30 dic. 1941).
Dipendono ancora da Propaganda varie C. di diritto pontificio. Le C. maschili (1949) sono 7, le femminili 20.
Oltre alle suddette C. R. da Propaganda dipendono anche altri istituti missionari, che pur avendo costituzioni particolari sono società senza voti e al presente (1949) sono 13. Nelle missioni, oltre alle C. R. e società senza voti, che sono specificamente missionarie, lavorano più di ottanta C. maschili e più di duecento C. femminili, di cui alcune hanno un numeroso stuolo di missionari. - Vedi tav. XV.