CORDARA, GIULIO CESARE. - Gesuita, n. ad Alessandria di Piemonte il 16 dic. 1704, m. ivi, il 6 marzo 1785. Dedicatosi agli studi letterari, dopo un periodo di insegnamento in vari collegi, ebbe affidata la continuazione della storia, in latino, della Compagnia di Gesù, già iniziata e proseguita per vari volumi dai pp. F. Sacchini e J. Jouvaney; colto poi dalla soppressione dell'Ordine (1773), tornò in patria e vi continuò fino all'estremo la sua arte di scrittore.
La sua produzione in italiano e in un latino cesariano squisito è molto abbondante; storia, biografia, poesie, satire, drammi; le satire, soprattutto, sollevarono molto scalpore per tutto il sec. XVIII; ma le due opere più importanti sono: Historiae Societatis Iesu pars VI (2 voll., che abbracciano tutto il generalato del p. Muzio Vitelleschi [1615-33]; dei quali il I fu edito a Roma nel 1750; il II, lasciato incompiuto, fu condotto a termine e pubblicato dal p. P. Ragazzini [ivi 1859]) e De suis ac suorum rebus, aliisque suorum temporum usque ad occasum Societatis Iesu commentarii, pubblicati postumi, prima ad estratti da vari, poi integralmente da G. Albertotti e A. Faggiotto (Torino 1933). Da quest'opera il C. stesso aveva stralciato i tratti e i capitoli concernenti la soppressione dei Gesuiti e, collegatili opportunamente, ne aveva formato come un lavoro a parte: De suppressione Societatis Iesu commentarii, editi da G. Albertotti (Padova 1923). Nella Historia si trova maggior eleganza che nei suoi predecessori, ma minore senso critico; nei Commentarii insieme con molte preziose notizie di sé, dei confratelli, dei tempi, l'autore appare incostante e incoerente, e pur mostrando per gli episodi dolorosi dell'Ordine uno spirito di comprensione, non sempre pronuncia sulle persone e sui fatti giudizi equanimi; il suo spirito bizzarro lo spinge anzi al paradosso e non di rado all'aperta contraddizione. Vanta anche accennate, per la ricchezza di notizie e di giudizi sulle opere e sui personaggi del tempo, le sue lettere, parte delle quali pubblicate da G. Albertotti.