CORDOBA, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi nella Repubblica argentina sul Rio Primero. Nel 1700 fu trasferito a C. il vescovato di Tucumán. La sede restò vacante dal 1819 al 1830 e dal 1841 al 1858; fu suffraganea di Buenos Aires.
Il papa Pio XI la eresse ad arcidiocesi il 20 apr. 1934, con suffraganee La Rioja e Rio Cuarto.
Si estende per 114.460 kmq., comprendendo gli Stati di C. e di La Rioja. Ha una popolazione di 1.112.000 ab., dei quali 985.000 cattolici; conta 86 parrocchie con 403 chiese, 156 sacerdoti diocesani e 195 regolari; un seminario (1948). La Cattedrale è dedicata a Maria S. Assunta e a S. Pietro.
Altre chiese notevoli in C. sono quelle di S. Domenico che contiene il santuario di N. Signora del Rosario, detto la Madonna del Miracolo; di N. Signora della Merced, di S. Teresa di Gesù, di S. Caterina da Siena, di S. Francesco, di S. Rocco. La città di C. venne fondata il 6 luglio 1573 da Luis Jeronimo de Cabrera.
Nel 1613 i Gesuiti crearono in C. il collegio S. Francesco Saverio che il papa Gregorio XV eresse ad Università maggiore di S. Carlo. Il vescovo di Tucumán Ferrando de Trejo y Sanabria lasciò all'Università tutti i suoi beni. Attigua al collegio fu eretta una chiesa e una stamperia. Oggi l'Università è nazionale.
La popolazione è dedita specialmente all'agricoltura e all'allevamento del bestiame. Gli Italiani vi sono molto numerosi.