CORINTI, EPISTOLE I E II ai. - Lettere indirizzate da s. Paolo CERINTO (v.), due delle quattro maggiori dell'epistolario paolino. Sono le più strettamente connesse con l'attività dell'Apostolo e con le vicende della comunità destinataria, nondimeno irte d'incertezze concernenti i fatti da cui esse (II C. particolarmente) sono state provocate.
Il primo periodo di lavoro apostolico di Paolo a Corinto, il periodo più lungo, va dal 50 o 51 al 52 o 53 d. C. Una maggiore precisione non è possibile, stante l'incerta data Gallione (v.) in Acaia, data da cui principalmente dipende la cronologia del secondo viaggio missionario e di buona parte della vita di Paolo.
L'Apostolo giungeva a Corinto dopo la dolorosa esperienza di Atene, che lo consigliava ad attenersi fermamente a quella che era stata, anche prima, la sostanza del suo apostolato: la rude predicazione dello «scandalo della Croce». Per diciotto mesi lavorò a
Corinto, prima di venire deferito al tribunale di Gallione. Le conquiste furono assai limitate nell'ambiente giudaico, ma numerose in quello pagano. Che non fosse, però, molto facile per questi convertiti di Corinto entrare nello spirito e nella disciplina della nuova religione, dovette ben capirlo Paolo nella sua prolungata permanenza in mezzo a loro, e ne ebbe conferma dalle notizie che gli pervennero durante il suo soggiorno ad Efeso, nel corso del terzo viaggio missionario.
I. PRIMA E. AI C.
SOMMARIO:
I. Occasione
II. Divisione e contenuto
III. Data di composizione
IV. Autenticità paolina.Occorrerebbe anzitutto toccare la questione se questa sia stata veramente la prima lettera inviata da s. Paolo a quella comunità. Il problema è posto da I Cor. 5, 9-11, che oggi molti intendono nel senso che la I C. canonica sia stata preceduta da un'altra lettera, la quale aveva dato occasione all'equivoco di cui nel testo citato. I fedeli di Corinto avevano capito che Paolo proibisse ogni rapporto con qualsiasi categoria di fornicatori, e ciò era sembrato impraticabile in quella città dedita
