GALLIONE

GALLIONE. - Fratello di Seneca; proconsola e Corinto: mandò via i Giudei accusatori di s. Paolo, rifiutandosi di interessarsi delle loro questioni religiose (Act. 18, 11-17).

Marco Anneo Novato, primogenito del retore Seneca, fu chiamato Giunio Anneo G. dopo l'adozione da parte di Lucio Giunio Gallione. Seneca ne celebra la mansuetudine: «fu molto amato, anche da quelli che poco eran capaci d'amare» (Natur. quaest., 4, prol.); Stazio lo dice dulcis (Silo. 2, 7, 3). Di vasta cultura, entrò giovane nella magistratura e fece rapida carriera (Seneca, Dial. 12, 7). Nel 51-52 proconsola a Corinto (iscrizione di Delfo; cf. Seneca, Epist., 104, 1); al ritorno in Italia consulti sujectus.

Abile funzionario e fine diplomatico, fu sempre per una politica di compromesso e di adattamenti. Da buon romanzo condivideva le prevenzioni contro i giudei, che suo fratello chiamava gens sceleratissima (Seneca, frag., ed. F. Haase, III, p. 427). Prima di partire per Corinto era stato testimone dei torbidi scoppiati a Roma, che motivarono l'espulsione dei giudei da parte di Claudio (Svetonio, Claud., 25). Ciò spiega la sua condotta diplomatica e sprezzante in Act. 18, 11-17. Di costituzione debole, fu presto preso dalle febbri i lasciò Corinto: «in ore erat domini mei Gallionis, qui cum in Achaia febrem habere coepisset, protinus navem ascendit clamitans non corporis esse sed loci morbi» (Seneca, Epist., 104, 1).

Dalla iscrizione di Delfo, scoperta da L. Bourguet nel 1912, appare che G. fu eletto proconsolo dall'Imperatore (lin. 6: «amico mio»), in Acaia, allora provincia senatoriale (Svetonio, Claud., 25); e che Claudio scrive in maggio-giugno del 52 (lin. 1-3: acclamato imperatore per la 26 volta), dato che all'inaugurazione dell'acquedotto che porta il suo nome (1 ag. 52: Frontino, De aguis, I, 13), si era già alla 27 acclamazione (iscrizione, portale S. Maria Maggiore, Roma). Se l'Imperatore (lin. 6, ricostruzione di A. Deissmann) risponde ad un rapporto di G. bisogna rimettere al maggio del 51 l'arrivo di G. a Corinto (E. Jacquier, D. Ploij). In tal caso G. sarebbe rimasto in Acaia poco più di un anno. Molti non riten-

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Gallipoli, procese di - Castello, attribuito a F. di Giorgio Martini (1522).

ristretta ai 18 mesi di Act. 18, 11, considerata indicazione complessiva (T. Zahn, W. Larfeld), dai secondi è estesa a ca. 2 anni (Act. 18, 11, 18): nov. soad ag. sett. 52 (E. Ruffini, A. Tricot, W. M. Ramsay, B. Allo, L. Hennequin).

BUL.: L. Hennequin. Delphes (inscription de), in DB, II, coll. 358-72; F. Prat, Chronologie, ibid., I, coll. 1287-91; id., La chronologie de l'âge apostolique, in Recherches de sciences religieuses, 3 (1912), pp. 374-92; L. Coccolo, L'anno del proconsolato di G. e data della prima missione di S. Paolo a Corinto, in Didascalieon, 1 (1912), pp. 285-94; id., La cronologia paolina, ibid., 1 (1912), pp. 261-306; A. Braessac, Une inscription de Delphes et la chronologie de S. Paul, in Revue biblique, nuova serie, 10 (1913), pp. 30-33 e 207-17; W. M. Ramsay, St. Paul the Traveller, 14a ed., London, 1920, pp. XIII-XX; A. Wiskinshauser, Die Apostelgeschichte und ihr Geschichtswort, München, 1921, p. 349 seq.; W. Larfeld, Die Delphischer Gallioneschrift und die paulinische Chronologie, in Neue kirchliche Zeitschrift, 1923, pp. 638-47; L. Cantarelli, G. Proconsolato di Aenia e S. Paolo, in Rendiconti della R. Accademia nazionale dei Lincei, Roma 1923, pp. 157-75; E. Ruffini, Chronologia Veteris et Novi Testamenti, 1924, pp. 179-82; T. Schlatter, Gallio und Paulus in Korinth, in Neue kirchliche Zeitschrift, 1925, pp. 503-513; E. Jacquier, Les Actes des Apôtres, Paris, 1926, pp. CCLXXXVII-CCLXXXIX e 551-58; A. Tricot, in Initiation biblique, 1919, pp. 445-56.

Francesco Spadafora