CORK, DIOCESI DI

CORK, DIOCESI di. - Nell'Eire (Irlanda), suffra-
ganea di Cashel. Il nome deriva dal gaelico corcach
(mercato).

L'origine della diocesi risale ai primi decenni del
sec. VII quando s. Fionnbarf fondò un monastero
e una scuola accanto al mercato presso l'estuario
del fiume Laoi (inglese Lee). Questa fondazione diede
origine alla città di C. S. Fionnbarf, primo vescovo
e patrono della diocesi, ebbe fra i suoi successori

Dopo quasi due anni di lavoro, veglie e preoccupa-
zioni d'ogni sorta (anche da parte di altre comunità
fondate in antecedenza), Paolo giudicò la Chiesa di C.
sufficientemente formata, si da potersene allontanare
temporaneamente. C'erano, però, gravi residui degli
antichi vizi con abusi e turbolenze, come ci fanno sa-
pere le due lettere canoniche ai Corinti (v. CORIBANTI,
EPISTOLE ai) e la lettera da Clemente Romano indi-
rizzata alla stessa comunità circa un quarantennio più
tardi.

BIBL.: Th. Lenschau, Korinth, in Pauly-Wissowa, Suppl.,
IV, coll. 277-323; G. Porzio, C., Lecce 1908; Autori vari, s. V. ENOCH. Ital., XI (1931), pp. 403-406; H. Leclercq, Corinthe, in DACL, III, II, coll. 2959-66; E. Le Camus, Corinthe, in DB, II, coll. 974-83; H. Clavier, Corinthe, in Dict. Encyclop. de la Bible, I, p. 236 sg.; E. B. Allo, La Première Epître aux Corin- thiens, Parigi 1935, pp. x-xiii. Sugli scavi eseguiti a C. sotto la direzione della American School of Classical Studies di Atene, notevoli sono la collezione Corinth, pubblicata a Cambridge (Massachusetts) dal 1929 e i frequenti resoconti apparsi in The American Journal of Archaeology, specialmente 37 (1933), pp. 554- 572; 39 (1935), pp. 537-75; 40 (1936), pp. 21-45, 460-84; 41 (1937), pp. 539-52; 42 (1938), pp. 362-70; 44 (1940), pp. 255-77, 592-600. Teodorico da Castel San Pietro

ARCHEOLOGIA. - Eusebio ricorda (Hist. eccl., IV,
23) il vescovo Dionigi, che esercitò il suo zelo anche
verso altre comunità mediante le lettere scritte alla
Chiesa dei Lacedemoni, agli Ateniesi, a quei di Ni-
comedia, di Gortina e delle altre chiese di Creta,
alla Chiesa di Amastris e a quelle del Ponto, agli
abitanti di Cnossos; sua è poi la nota lettera al ve-
scovo di Roma Sotero (166-75), nella quale dichiara
che nei giorni di domenica la Chiesa di C. soleva
leggere la prima lettera scritta ai Corinti dal papa
Clemente. Il vescovo Perigene di C. era al terzo
Concilio d'Efeso (431); il vescovo Pietro al quarto
Concilio di Calcedonia.

I martiri di C., Leonida e compagni, figurano
non solo nel Martirologio siriaco e nel geronimiano ma
anche nella tradizione liturgica dei Greci; tutti presen-
tano la data del 16 apr. (H. Delehaye, Synaxarium
Ecclesiae Constantinopolitanae, Bruxelles 1902, p. 605).

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(da Atti del III Congresso Internazionale di arck. erist., Città del Vaticano III, p. 231
Corinto - Pianta della basilica cristiana (fine sec. iv, inizio sec. v).