grammatica in un municipio d'Africa, si recò suc-
cessivamente a Cartagine. Nel 549 o 550 pubblicò
un poema epico in 8 libri, intitolato Iohannis o De
bellis Libycis, in cui cantava le imprese compiute da
Giovanni, magister militum dell'Africa, nella guerra
dei Romani contro i Mauri, dal 546 al 548; l'VIII
libro è incompiuto. Pare che il poema abbia guada-
gnato a C. un posto alla corte di Costantinopoli. Più
tardi, ridotto in miseria, pubblicò, per ottenere aiuto
dall'Imperatore, un panegirico di Giustino, in 4 libri.
La scelta del soggetto non è facile nel poema epico,
che celebra episodi di storia contemporanea, tanto meno
nel panegirico, in cui i primi 3 libri cantano i primi otto
giorni dell'impero di Giustino, e il IV, incompiuto, tratta
dell'assunzione al consolato del protagonista e delle feste
che l'accompagnarono. L'autore considera dovere di poeta
cristiano rifiutare la materia mitologica, mentre inserisce
in più luoghi elementi cristiani, come preghiere a Dio,
a Cristo, alla Vergine, e anche un breve compendio della
fede cattolica. Artisticamente la sua importanza è ben ri-
dotta, specialmente nel panegirico; ha invece un interesse
notevole come fonte storica, per il racconto d'una fase
della guerra e per le descrizioni dei caratteri e degli usi
dei popoli mauri.