COSMA INDICOPLEUSTE. - Scrittore bizantino della prima metà del sec. VI. N. in Egitto, fu dapprima mercante, e verso il 520 viaggiò nell’Africa orientale, in Arabia e fino nelle Indie: di qui il suo appellativo di I. ossia navigatore delle Indie. Più tardi si fece eremita, e visse ad Alessandria e forse anche

Cosenza - Tomba d'Isabella d'Aragona (fine del sec. xiv). Cattedrale.
al monte Sinai. Dotato di spirito d'osservazione e di larga cultura, lavorò per un ventennio, dal 535 in poi, alla sua opera Χριστιανική τοπογραφία («Topografia cristiana»), in 12 libri e corredata da disegni geografico-cosmologici, particolarmente apprezzati.
Scritta con stile pesante, l'opera vale oggi come disordinato repertorio delle più disparate notizie, specialmente per la storia della geografia e della cosmologia, ma anche per la letteratura cristiana greca, la liturgia, l'archeologia, ecc. Come appare già dal titolo, scopo principale di C. I. fu di dimostrare che un cristiano deve seguire i concetti astronomico-cosmologici che si ritrovano nella Bibbia (ossia quelli dell'ebraismo antico), ripudiando assolutamente i concetti greci (ossia, in sostanza, quelli di Tolomeo) come falsi ed eretici. Infatti C. I. fa dell'universo uno smisurato baule, il cui coperchio è il cielo superiore: sotto esso esiste un piano che divide longitudinalmente in due l'universo ed è il firmamento o cielo in feriore; lo spazio tra i due cieli è la dimora di Dio e degli eletti, e la terra, ch'è sotto il firmamento, è la dimora dell'uomo.