COSTITUZIONI APOSTOLICHE

COSTITUZIONI APOSTOLICHE. - Scritto
preso apostolico. Vi si legge (VI, 18, 11) che fu inviato alla Chiesa dagli Apostoli per mezzo di Clemente e di altri discepoli. Secondo le C. a. (VIII, 10, 7) esistevano nell'inizio della Chiesa quattro vescovi: Giacomo (Gerusalemme), Clemente (Roma), Evodio (Antiochia) ed Annianos (Alessandria). In VIII, 47, 85 (p. 592, 6 sg., ed. Funk) il compilatore delle C. aggiunge i suoi 8 libri alle 2 epistole di Clemente nell'elenco degli scritti canonici ordinando tuttavia di non dare pubblicità a loro, per i misteri (ibid., p. 592, 9) ivi contenuti. Quest'ultimo testo attribuisce dunque la paternità delle C. non agli Apostoli, come in VI, 18, 11, ma a Clemente.

Il falsario conosceva certamente la letteratura pseudoclementina, e questo spiega, in parte almeno, l'importanza attribuita a Giacomo e Clemente. L'autore dell'apocrifo scrisse in Siria (contrario H. Lietzmann, Geschichte der alten Kirche, III, Berlino 1938, p. 293), probabilmente ad Antiochia, e presuppone forse l'attività di s. Gio-

vanni Crisostomo in questa città. Lo scopo di questo falso non è chiaro. L'affermazione di Ed. Schwartz (Über die pseudo-apostolischen Kirchenordnungen, Straßburger 1910, p. 20) che lo scritto fosse diretto contro il monachesimo sembra erronea. I primi 6 libri sono una rilevazione della Didascalia siriaca (v. DIDASCALIA). Il settimo libro è nella prima parte un ampliamento della Didascalia. I capp. 33-38 sono una collezione di preghiere giudicative, leggermente cristianizzate, di massima importanza per la storia della liturgia e della teologia antiochena. I testo contiene fra l'altro un Trishagion nella sua forma giudaica (VII, 35, 3) ed una preghiera per il sabato (cap. 36). I capp. 39-45 sono precetti per l'insegnamento dei catecumeni (cf. Drews, in Zeit. für Neustadt, Wissenschaft, 1907, p. 226 sg.) e per il Battesimo. Il capp. 46 contiene liste dei più antichi vescovi; il capp. 47 l'inno angelico (Gloria in excelsis Deo) per l'Ufficio della mattina (per il testo V. A. Baumstark, in Hundert Jahre Marcus und Weber Verlag, Bonn 1919, p. 86 sg.); il capp. 48 il Laudate pueri Dominum per l'Ufficio della sera; il capp. 49 una preghiera per il pranzo. L'ottavo libro è basato sulla Costituzione di Ippolito. I capp. 5-15 contengono la famosa liturgia generalmente chiamata Clementina (12, 5-6 anche in un papiro, cf. S. G. Mercati, in Aegyptus, 8 [1927], pp. 40-42), probabilmente un formulario liturgico ideale che nei suoi rapporti con preghiere giudicative è stato studiato da W. Bousset, in Nachrichten der Götting. Gesellschaft der Wissenschaften, 1915 (passim). Seguono capitoli sulla consacrazione dei vari gradi della gerarchia ed altri ordini liturgici. Il capp. 47 contiene 85 Canones apostolorum (v. CANONI APOSTOLICI).

L'autore delle C. a. non è identico all'autore della recensione lunga delle lettere di Ignazio. Nella sua teologia non è né ariano, né apollinarista, rappresenta invece un tipo della teologia antica siriaca, che per la sua affinità con la teologia giudaica dà l'impressione di arianesimo. Il Sinodo Trullano nel 692 dichiarò una falsificazione le C. a.; ma non ebbe influsso sulla loro autorità, perché, malgrado la condanna, furono introdotte nelle collezioni delle Chiese orientali.

Edizione: Didascalia et Constitutiones apostolorum, ed. F. Funk, Paderborn 1906. Per il testo del libro VIII V. Turner, in Journ. Theol. Studies, 31 (1930), p. 128 sg.

Bibl.: F. X. Funk, Die apostolischen Konstitutionen, Rottenburg 1891; Ed. Schwartz, Über die Pseudopostolischen Kirchenordnungen (Schriften der wissenschaftlichen Gesellschaft in Straßburg, 6), St. Barbara 1910; F. Nau, s. V. in DTHC, III, coll. 1520-37; H. Leclercq, s. V. in DACL, III, coll. 2732-2795; Kohler, s. V. in Jev. Enc., III, p. 593; Elbogen, s. V. ENOCH. Jud., III, p. 15 sg. Per la cristologia dell'autore V. I. A. Jungmann, Die Stellung Christi im liturgischen Gebet, Münster 1925, p. 143 sg. Per la collezione giudaica nel VII libro V. BOUSSET, WILHELM, in Nachrichten der Götting. Gesellschaft der Wissenschaften, 1915, p. 435 sg.; A. Baumstark, in Jahrbuch für Liturgiewissenschaft, 3 (1923), p. 18 sg.; K. Kohler, in Hebr. Studien Colloque Annual, 1 (1924), p. 410 sg.; E. Peterson, in Ephemer. Liturgicae, 61 (1947), p. 339 sg.; id., in Miscella-nea Jakobberg, Roma 1948, p. 413 sg. Cf. anche F. X. Funk, Das Buch der Apostolischen Konstitutionen und die verhandelten Schriften, Tubinga 1893; A. Baumstark, Die nichtgriechischen Parallelen zum VIII. Buch der Apostolischen Konstitutionen, in Oriens Christianus, 1 (1901), p. 117 sg. Erik Peterson.