CORSIVA, SCRITTURA

CORSIVA, SCRITTURA. - Per s. c. s'intende quella tracciata rapidamente, *currenti calamo*, in opposizione a quella dritta o posata.

I. Nella paleografia greca

Nell'antichità greca, dal sec. III a. C. in poi, accanto all'*onciale* (v.) si trova un tipo di scrittura più corrente, che serviva per la corrispondenza ordinaria, per contratti, testamenti, ricevute, appunti e, in breve, per tutti gli affari della vita giornaliera. Questo tipo di scrittura, detta c., si distingue dall'*onciale* per il fatto che le lettere presentano determinate caratteristiche derivanti dalla noncuranza dello scriba o dal desiderio di sollevare il meno possibile la penna, per scrivere con maggiore celerità; così che alcune lettere risultano tracciate con un minor numero di tratti di quelle onciali corrispondenti (*leta* in due tratti, invece che in tre: h per H; il *tau* in un sol tratto, invece che in due: v per T); altre si legano tra loro mediante un tratto che unisce l'ultima parte di una lettera con la prima di quella successiva; gli angoli a volte si arrotondano, a volte si restringono o scompaiono; alcuni tratti si semplificano, si accorciano o vengono addirittura soppressi. Ma, a parte le deformazioni che logicamente ne derivano, la forma fondamentale delle lettere nella s. c. rimane la stessa che in quella onciale: è essenziale,
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(da Pupuri Greco-Egizi pubbl. dall' Arcad. dei Lineri sotto la dir. di D. Comperetti e G. Vicilli, II, fasc. 10, Milano 506, p. 61, taz. Ida CORSIVA SCRITTURA - Lettera di Alipio a Heronino frontista di Thraso, in data 29 ott. 264 a. C.

(da Papini Greco-Egizi pubblic. dall'Accad. dei Lincei sotto la dir. di B. Comparetti e G. Vitelli, II, fasc. 2, Milano 1916, p. 55, tav. 1:31)
Corsiva scrittrusa - Lettera di Alipio a Heronino frontista di Thraso, in data 29 ott. 264 a. C.

perciò, non confondere la s. c. con la *minuscola* (v.), che è un prodotto prettamente bizantino.

I più antichi esempi databili di s. greca c. a noi pervenuti, risalgono all'*incirca* alla metà del sec. III a. C., ma è assai difficile, se non addirittura impossibile, fissare un limite netto di demarcazione tra la scrittura onciale e quella c., perché il passaggio tra i due tipi è insensibile. Alcuni papiri in onciale del sec. III a. C. presentano anche caratteristiche della s. c.: H e T nella forma già accennata (h e v) e diverse legature tra le lettere. Si può, quindi, solamente affermare che nel sec. III a. C. la s. c. è in pieno sviluppo.

Come si trova in papiri, ostraka, tavolette cerate, ecc., la s. c. suole essere distinta in tre fasi, corrispondenti alle tre diverse dominazioni che subì l'Egitto dopo la caduta dell'*antico impero egiziano: la tolemaica, dal 323 al 30 a. C.; la romana, dalla conquista di Augusto sino alla fine del sec. III; e la bizantina, fino alla data della conquista araba (640-43) ed oltre. A ciascun cambiamento di dominazione corrispondente un cambiamento nel carattere generale della s. c., per l'influenza della scrittura ufficiale del tempo (cf. E. M. Thompson, p. 151). Tentare, però, una classificazione delle s. c. dal sec. III a. C. al sec. VIII d. C., è un'impresa pressoché vana, come per le scritture dei nostri giorni, perché la c., tranne che negli atti ufficiali, negli altri documenti, com'è naturale, ha carattere troppo soggettivo, per cui anche nei secoli più recenti, accanto alle forme nuove delle lettere, s'incontrano quelle antiche. Comunque, in linea assai generale, la s. c. dell'età tolemaica, come si vede in papiri del sec. III e II a. C. (non si ha materiale per giudicare i caratteri generali di quella del sec. I a. C.) presenta delle forme assai semplici e inconfondibili, rispetto a quelle dell'*epoca romana, arrotondate e flessuose. La s. c. del periodo bizantino, invece, è caratterizzata da un'artificiosità di forme, che si rivela nella lunghezza esagerata dei tratti di alcune lettere, proiettati in alto o in basso tra gli spazi delle righe: si nota, in chi scriveva, lo sforzo verso l'origine. Dalla s. c. di stile bizantino nascerà poi la minuscola.

II. Nella paleografia latina

S'incontrano forme

CORSIVA SCRITTURA - CORTÈS HERNÀN

corsive quasi per ogni tipo di scrittura. Si rinvia perciò alle singole voci, e, in particolare, a minuscola c.

BIBL.: W. Wattenbach, *Anleitung zur griechischen Paläographie*, 3a ed., Lipsia 1895, p. 43 sgg.; F. G. Kenyon, *The palaeography of Greek papyri*, Oxford 1899, p. 34 sgg.; E. M. Thompson, *An introduction to Greek and Latin palaeography*, 1912, p. 148 sgg.; V. Gardthausen, *Griechische Paläographie*, II, Lipsia 1913, p. 159 sgg.; P. Maas, *Griechische Paläographie*, in Gercke e Norden, *Einl. in die Altersuntersuchungen*, 3a ed., I, IX, 1912, p. 75 sgg.; W. Schubart, *Griechische Paläographie*, Monaco 1925, p. 18 sgg.; A. Sigalas, *Istorica*, 3a ed., *Istorica*, 3a ed., *Istorica*, 3a ed., *Istorica*, 3a ed.