COSTANZO II (FLAVIUS IULIUS CONSTANTIUS), IMPERATOR

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COSTANZO II (Flavius Iulius Constantius), IMPERATOR. - Figlio di Costantino il Grande e di Fausta, n. il 7 ag. 317, probabilmente a Sirmio, nominato Cesare l'8 nov. 324, divenne Augusto non ancora ventenne alla morte del padre, il 22 maggio 337, insieme con i suoi fratelli Costantino II e Costante. Il padre gli aveva assegnato, come parte dell'Impero, l'Egitto, la Siria e l'Asia Minore. Subito dopo la morte di Costantino, vennero uccisi dai soldati il fratellastro di lui, Giulio Costanzo, con i suoi figli Dalmazio Cesare, Annibaliano re del Ponto ed altri parenti. Non consta se C. sia stato l'autore di questi crimini o soltanto consapevole, ma tutti lo credettero colpevole e lui stesso ne sentì rimorso per tutta la vita (Gregorio Naz., Orat., 21, 26).

I tre fratelli si incontrarono nel sett. 337 a Viminacium sul Danubio e stabilirono la spartizione dell'Impero. La parte dell'ucciso Dalmazio, la Tracia con Costantinopoli, venne assegnata a Costante, poi (339) a C. Nei primi anni C. risiedette per lo più ad Antiochia, sempre occupato nella lotta contro i Persiani. Alla morte di Costantino II, nel 340, C. dominò d'allora in poi tutto l'Oriente, in questo tempo la parte più potente dell'Impero. Nel 350 l'usurpatore Magnenzio con l'uccisione di Costante s'imparò della Gallia, dell'Italia e dell'Africa. C. creò Cesare suo cugino Gallo, figlio di Giulio Costanzo, ucciso nel 337. C. vinse Magnenzio nella sanguinosa battaglia di Mursa (28 sett. 351) e lo perseguitò in Gallia, dove Magnenzio finì suicida (Lione, 10 ag. 353). Nel 354 C. fece giustiziare anche Gallo e nominò Cesare Giuliano, fratellastro del defunto (6 nov. 354). Dal 350 in poi C. risiedette per lo più a Sirmio. Nel 357 fece l'unica sua vi

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sita a Roma. Quando nel 361 le truppe di Giuliano a Parigi lo proclamarono Augusto, C. sospese la sua spedizione contro i Persiani e si mosse a combattere il ribelle, ma la morte lo colse a Mopsucrene in Cilicia il 3 nov. 361, battezzato dal vescovo ariano Euzoio, all'età di soli 45 anni.

Benché sia possibile seguire i passi di C. quasi anno per anno, sulla personalità e sul carattere di lui si è meno informati che sulla personalità e sul carattere di Costantino. C. appare piuttosto mediocre, senza slancio, né fascino personale; sotto di lui il prestigio dell'Impero cala sensibilmente. Superava però suo padre nell'ostinazione della politica religiosa. Costantino voleva apparire e essere il benefattore della Chiesa, C. voleva esserne il padrone; e fu il primo vero rappresentante del cosiddetto cesaropapismo.

Era ariano convinto, grazie alla formazione religiosa ricevuta negli ultimi anni di Costantino, quando l'influaso di Eusebio di Nicomedia dominava alla corte. Finché visse suo fratello Costante, che aderiva al Concilio di Nicea, si dovette sentire alquanto costretto, benché già in questo tempo proteggesse Macedonio di Costantinopoli e combattesse Amasino. Ma dopo la morte del fratello (350) e la vittoria sull'usurpatore Magnenzio (351), si attribuì gli epiteti *Aeternitas mea* (Ammiano, *Rer. gest.*, XV, 13) e *Episcopus episcoporum* (Lucifero, *Moriendum esse pro Dei filio*, 13), terrorizzato i Sinodi di Arles (353) e di Milano (355) LIBERISMO (v.). Dopo il 358, sotto l'influsso di Basilio d'Ancira, C. si staccò dagli ariani estremisti (anomei), anzi si diede a perseguitarli, senza però allentare la pressione sugli ortodossi nei Sinodi di Rimini e Seleucia. Con la scomparsa di C. l'arianesimo dell'Impero svanì rapidamente, segno che egli ne era stato il principale sostegno.

Sulla portata delle leggi di C. contro i sacrifizi pagani (Cod. Theod., XVI, 10, 2 del 341; 10, 4 del 356; 10, 5 del 353) e contro gli indovini e astrologi (Cod. Theod., IX, 16, 4, 5, 6) gli autori moderni sono di opinioni divergenti (cf. Filche-Martin-Frutaz, III, nn. 172, 184-87). La loro ripetizione sembra indicarne la scarsa efficacia. C., come il padre Costantino, ritenne il titolo di *Pontifex Maximus*.

Bibl.: Fonti: sono quelle generali del sec. IV, Ammiano Marcellino, Socrate, Sozomeno, Teodoro, e per la politica religiosa in specie, i *De synodi* di Atanasio e di Ilario. Non c'è studio monografico moderno su C. Per la cronologia; O. Seeck.

(da J. Burckhardt, *Die Zeit Constantins des Grossen*, Vienna s. d., tav. III)

COSTANZO I, CLORO - Testa in bronzo (sec. III-IV). Monaco di Baviera, ghiptoteca.