COSTA RICA. -
I. GEOGRAFIA
La più piccola delle Repubbliche centroamericane affacciate su ambedue gli oceani: 50 mila kmq. (le cifre relative sono poco sicure), con meno di 800 mila ab. (472 mila nell'ultimo censimento, che risale al 1927). Della popolazione il 90% è rappresentato da creoli, il 6% da amerindi e meticci, il 4% da negri e mulatti. Il paese è costituito da due zone pianeggianti, prossime al mare, separate da un esile diaframma montano interno. Il clima è tropicale, caldo, uniforme, umido, con differenze locali dovute all'altitudine. L'economia nazionale è essenzialmente impamiata sulle piantagioni e soprattutto sul caffè (di qualità pregiata) e sulle banane (esportate negli Stati Uniti), cui seguono il cacao, la canna da zucchero, la frutta, ecc. Tra i minerali l'oro e l'argento. Anche le foreste consentono buoni profitti (legnami per costruzioni aeronautiche). Le industrie sono appena agli inizi.C. R. è una repubblica unitaria rappresentativa con un'unica Camera. La capitale, São José (80 mila ab.) è unita per ferrovia ai due porti di Limón sul Mar Caraibico e di Puntarenas sul Pacifico. Appena un 5% della popolazione professa culti pagani; religione dello Stato è la cattolica.
| Province | Superficie in 1000 kmq. | Popolaz. 1945 (in 1000 ab.) | Capoluogo popolaz. (in 1000 ab.) |
|---|---|---|---|
| Alajuela | 9 | 157 | Alajuela (10) |
| Cartago | 3 | 111 | Cartago (13) |
| Guanacaste | 11 | 90 | Liberia (4) |
| Heredia | 3 | 55 | Heredia (11) |
| Limón | 9 | 40 | Limón (10) |
| Puntarenas | 10 | 50 | Puntarenas (9) |
| São José | 4 | 283 | São José (80) |
| Totale | 49 | 786 |
II. EVANGELIZZAZIONE DI C. R. - Scoperta da Colombo nel suo ultimo viaggio nel 1502, fu colonizzata gradualmente dagli Spagnoli dopo il 1526. Faceva parte della provincia (Audiencia) messicana di Guatemala, e della diocesi di León di Nicaragua. Gli indiani, divisi in numerose piccole tribù, tra i quali i principali erano i Talamancas e i Guaymis, resistettero accanitamente nelle inaccessibili montagne di Talamanca alla colonizzazione e alla evangelizzazione. Soltanto a forza di grandi sacrifici i Francescani riuscirono nei secc. XVII e XVIII a creare poche riduzioni, ma gli sforzi per ridurre gli altri indiani rimasero infruttuosi. Al principio del sec. XIX la missione andò sempre più in decadenza, per cessare completamente nel 1829 con la secolarizzazione dei Francescani. Nel 1850 fu eretta la diocesi di di São José di C. R. La missione fu riaperta da mons. Bernardo Augusto Thiel C. M., vescovo di San José (1880-1902) tra le tribù indiane diminuite considerevolmente nel frattempo. Visitò a varie riprese gli indiani dei monti Talamanca, pubblicando studi

III. STORIA CONTEMPORANEA
Dopo la proclamazione dell'indipendenza messicana, anche la capitaneria di Guatemala, di cui faceva parte C. R., si dichiarò sciolta dalla sovranità spagnola il 15 sett. 1821, e proclamò la propria unione al Messico (5 genn. 1822). Alla caduta di Iturbide, un'assemblea costituente proclamò gli Stati Uniti dell'America centrale, comprendenti le cinque Repubbliche del Guatemala, Honduras, Nicaragua, Salvador e C. R. Ben presto si ebbero però delle divergenze tra l'autorità federale e quella dello Stato di Guatemala: risultato ne fu la dissoluzione della confederazione, decretata dal congresso federale il 14 nov. 1838. Venuto nel 1842 l'ex presidente federale Morazán nella C. R. con l'intenzione di ricostituire gli Stati Uniti dell'America centrale e di spodestare R. Carrera, presidente del Guatemala, la C. R. si adoperò ancora una volta in favore dell'assetto federale centro-americano, ma dopo la sconfitta e l'uccisione di Morazán, si costituì definitivamente in repubblica autonoma. La presidenza di Juan Rafael Mora, che durò quasi un decennio sino al 1859, segnò per C. R. un periodo di rilevante progresso economico, politico e sociale. Si procedette allora anche alla firma di un concordato con la S. Sede il 7 ott. 1852, in base al quale la religione cattolica divenne la religione ufficiale dello Stato, e le autorità ecclesiastiche ottennero un controllo sull'insegnamento e piena libertà di comunicare conRoma. Sebbene fin dalla seconda metà del secolo scorso abbia avuto luogo in C. R. un rafforzamento delle correnti anticattoliche, le relazioni con la Chiesa si sono mantenute in complesso buone. La religione cattolica è tuttora considerata religione ufficiale dello Stato, ed il rappresentante del Pontefice è circondato della massima stima. Durante i torbidi del 1948, l'abile azione svolta dal nunzio mons. L. Centoz, condusse ad una cessazione della lotta e ad un accordo tra i contendenti.
San Francisco 1889, passim. Sul periodo più recente cf. M. de Perigny, La République de C. R., Parigi 1918, e M. de Peralta, C. R., in M. A.-F. Franquis, Dictionn. diplomatique, I, ivi 1933, pp. 273-76. Sui rapporti con la Chiesa cattolica cf. J. Schmidlin, Papalgesch. der neuesten Zeit, Monaco di Baviera 1933-39, passim. Il testo del Concordato del 1852 trovasi nella Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la S. Sede e le autorità civili, a cura di A. Mercati, Roma 1919, pp. 800-809. Silvio Furlani