CONGO BELGA. - Anticamente sotto il nome C. si comprendevano l'attuale Africa Equatoriale Francese, i possedimenti portoghesi di Angola e C. e quelli della Corona del Belgio. Attualmente si dà il nome di C. B. al vasto (2,3 milioni di kmq., 80 volte il territorio della metropoli) dominio coloniale del Belgio in Africa che si estende, a cavallo dell'Equatore, dai laghi Alberto e Tanganica all'Atlantico, abbracciando i 4/5 dell'area totale del bacino del gran fiume che gli dà nome.
I. GEOGRAFIA
Il bacino corrisponde ad un alto-piano depresso nella parte centrale a mo' di conca e recinto sui margini da rilievi o da alte terre, bastionate di regola in forma di gradini. La regione ha clima equatoriale con precipitazioni costanti nelle zone basse, tropicale con piogge periodiche nelle alte; ciò che determina nelle prime il prevalere della foresta, della savana nella seconda. Il gigantesco fiume (4,6 mila di km. di lunghezza; 3,7 milioni di kmq. di bacino), per quanto costituisca, con i suoi numerosi affluenti, una estesa rete fluviale atta alla grande navigazione, non ha l'importanza dell'Amazzoni, perché interrotto nel suo corso da rapide e cateratte che sono aggirate con tronchi ferroviari. Il C. B. è uno dei paesi più ricchi del mondo, ma la sua valorizzazione è ritratata soprattutto dagli ostacoli che clima e ambiente oppongono alla colonizzazione europea. L'agricoltura indigena, pur consentendo qualche eccedenza sul fabbisogno interno (mais, arachidi, sesamo, ricino), rimane arretrata; scarsa è anche l'importanza dell'allevamento (caprini soprattutto), al quale il diffuso flagello della mosca tse-tse sottrae larghissime zone. Più che la foresta, che copre metà della superficie territoriale e fornisce legnami pregiati e noci di palma e alimenta una attiva industria olearia, più che le piantagioni (cotone e caffè in forte sviluppo), dominano oggi l'economia del C. B. le immense risorse minerarie, che hanno fatto del suo settore sud-orientale, il Catanga, il centro industriale più attivo di tutto il continente (rame, ferro, cobalto e stagno; altrove, e soprattutto nel Cassai, diamanti, oro, argento, uranio, carbone, ecc.). Le comunicazioni hanno avuto un notevole impulso nell'ultimo ventennio (4662 km. di ferrovie; 94.476 km. di strade; aviolinee con 167 aerodromi; accresciuta attrezzatura dei porti di Matadi, Banana, Boma e Léopoldville), si da rendere ormai abbastanza agevole la penetrazione dell'immenso paese, la cui valorizzazione è tuttavia limitata ancora a settori relativamente ristretti.Dei 10,7 milioni di ab. della colonia la quasi totalità è rappresentata da negri Bantu, con Sudanesi a N. e Pigmei nelle foreste. I bianchi ammontano a 36.000 dei quali 24.000 Belgi, 2000 Portoghesi e 1500 Italiani, in massima parte funzionari e missionari. I centri abitati hanno solo in pochi casi carattere urbano. Léopoldville (o Léo-Kin), la capitale, conta oggi ca. 120.000 ab. (di cui 7244 bianchi), Elisabethville 69.000; vi sono poi altri cinque insediamenti con più di 10.000 ab. ognuno.
Gli indigeni inclinano di regola a culti feticisti, e verso N. si nota una cospicua penetrazione musulmana. I cattolici si fanno ammontare a 2.179.303 (31 dic. 1946), i protestanti a 446.805 ed i musulmani a 70.000 ca.
Il C. B., che era sorto come « Stato indipendente del C. » nel 1882, per iniziativa del re del Belgio Leopoldo II, fu nel 1908 convertito in colonia del Belgio, amministrata da un governatore generale di nomina regia. Contiguo al C. B. è il territorio di mandato

Suddivisione amministrativa della colonia :
| Province | Superficie in 1000 kmq. | Popolaz. (1939) in 1000 ab. | Capoluogo (popol. in 1000) |
|---|---|---|---|
| Léopoldville | 354 | 2066 | Léopoldville (117) |
| Conquilhatville | 409 | 1566 | Conquilhatville (9) |
| Stanleyville | 510 | 2380 | Stanleyville (14) |
| Costermansville | 226 | 1310 | Costermansville (3) |
| Elisabethville | 484 | 1043 | Elisabethville (69) |
| Lusambo | 353 | 1961 | Lusambo (7) |
| TOTALE | 2336 | 10326 |
Bruxelles 1938; A. Bollati, Il C. B., Milano 1939; C. Monheim, C. Bibliographie, Anversa 1942; A. François, C., terre d'héroïsme, Bruxelles 1943; A. Robert, Le C. physique, Liegi 1946; D. Denuit, Le C. d'aujourd'hui, Bruxelles 1948; L. G. Pugh, The Changing C., Londra 1948. Giuseppe Caraci
II. STORIA DELL'EVANGELIZZAZIONE DELLA REGIONE GIÀ COMPRESA SOTTO IL NOME DI C
1. Missione antica. - Scoperto il fiume Congo (Zaire) nel 1482 (Padrão al Cabo Agostinho) da Diogo Cão ben presto cominciò l'evangelizzazione del regno del C. al sud del fiume. Non ancora è ben chiaro quali siano stati i primi missionari, Francescani, Terziari francescani, Domenicani, Canonici regolari di S. Giovanni Evangelista, denominati Lojos.È più che probabile che la prima spedizione missionaria del 1490 sia stata composta di frati di diversi Ordini e « outros clerigos », dunque clero secolare. Informazioni più precise si hanno sull'attività dei Lojos: nel loro convento di Lisbona furono educati e battezzati negli trasportati lì da Cão dopo la seconda spedizione del 1485-86. Tre spedizioni di Lojos nel 1490, 1509 e 1521 sono accertate. Già nel 1491 il re del C. si fece bat-
tezzare, per apostatare dopo breve tempo. Soltanto sotto il suo successore Alfonso, cristiano convinto e zelante, il cristianesimo poté radicarsi. Mandò nel 1513 una ambasciata a Leone X, inviò pure suo figlio Henrique e parecchi figli di capi in Portogallo, dove, dopo conveniente formazione, furono ordinati preti; Henrique anzi fu consacrato vescovo titolare di Utica. La loro attività nel C. è poco conosciuta. Damião de Goes nella sua Chronica do felicissimo Rey Dom Emmanuel (Lisbona 1619) ci parla del loro zelo per la propagazione della fede. Nella seconda metà del sec. XVI Gesuiti e Carmelitani si adoperarono per la diffusione della religione cristiana nel C. Dopo parecchi vani sforzi per avere una diocesi nel paese, nel 1596 si eresse la diocesi di São Salvador do C. Nel frattempo, però, il centro della colonizzazione portoghese si era spostato nell'Angola dove già dal 1560 i Gesuiti lavoravano e ne battezzarono il re nel 1584. Nel 1626 la sede vescovile de facto, se non de iure, fu trasportata a São Paulo de Loanda, dove i Gesuiti ebbero un collegio nel sec. XVII. Dal 1645 i principali missionari furono i Cappuccini italiani, mandati da Propaganda, ai quali venne affidata la prefettura eretta nel 1640 e per ca. due secoli la missione del C. e dell'Angola rimase nelle loro mani. Nel 1653 il p. Giorgio van Gheel vi fu martirizzato. I Cappuccini riuscirono ad estendere la loro attività ai regni di Matamba, la cui regina Zinga si convertì nel 1656 e al regno di Loango, dove pure per breve tempo (1766-76), alcuni preti secolari francesi tentarono una missione. Nel sec. XVIII, però, la missione dei Cappuccini andò sempre più declinando, riducendosi in fine a poche stazioni. Nel sec. XIX cadde completamente in rovina e fu da loro abbandonata. Rimase solo la sede vescovile di Loanda con poche città marittime dove il clero secolare portoghese esercitava il ministero parrocchiale. La sede di Loanda oltre a ciò rimase vacante dal 1826 al 1852.
2. La missione moderna. — La missione moderna fu iniziata dai missionari della Congregazione dello Spirito Santo, o piuttosto della Congregazione del S. Cuore di Maria del p. Libermann, la quale nel 1848 si riunì con quella dello Spirito Santo. Nel 1844 il p. Giovanni Renato Bessieux (1803-76) fondò la prima stazione di S. Maria del Gabon; nel 1849 fu nominato vicario apostolico delle due Guinee. Nel Gabon l'attività si limitò sul principio ai dintorni della città di Libreville, fondata nel 1849 dai Francesi. Ivi crearono una grande azienda agricola con annesse scuole e ospedale, allo scopo di ridurre a vita meno selvaggia gli indigeni e fondare delle famiglie cristiane. Gabon divenne in seguito il punto di partenza delle missioni della Congregazione dello Spirito Santo nella Nigeria e nel C. Nel 1865 Propaganda affidò l'antica prefettura del C. a questa Congregazione. L'opposizione del governo portoghese impedì in un primo tempo ogni feconda attività; soltanto nel 1873 i missionari poterono fissarsi in Landana, territorio indipendente al nord del fiume del C., visitando con ardite escursioni il campo missionario.
Le esplorazioni di Henry Stanley (1841-1904) e di Pietro Savorgnan di Brazzà (1852-1905) ebbero come risultato la divisione del territorio congolese. Nel 1884-85 fu fondato lo Stato indipendente del C. e ne furono stabiliti i confini con trattati con la Francia e il Portogallo (1885). Di conseguenza nel 1886 si rese necessaria la riorganizzazione dell'attività missionaria. Il territorio di Landana, assegnato al Portogallo, costituì la prefettura del C. inferiore, insieme alla parte settentrionale del possedimento portoghese al sud del fiume. Nella parte francese, accanto al vicariato delle due Guinee fu eretto il vicariato del C. Francese. Lo Stato indipendente del C. divenne missione autonoma, elevata a vicariato nel 1888, con il nome di C. indipendente o B.
a) Il C. Portoghese (v. ANGOLA).

(fot. E. Lebied)
(Int. J. Mulders)
c) Il C. B. - Nel 1880, con rescritto della S. Congregazione di Propaganda Fide al card. Lavigerie, furono autorizzati due centri di missione dei Padri Bianchi, uno del C. superiore meridionale e l'altro del C. superiore settentrionale, che comprendevano tutta la regione congolese ad est di Stanley Pool e le regioni confinanti a nord e a sud. Soltanto nel 1885 i primi tre missionari del card. Lavigerie fondarono la prima stazione missionaria, penetrando nell'interno dall'ovest. Ma già dal 1879 i Padri Bianchi avevano iniziato la loro attività nella regione del Lago di Tanganika. Dopo la fondazione dello Stato indipendente del C. re Leopoldo II ottenne dalla S. Sede che quelle missioni fossero riservate agli istituti religiosi del Belgio. Perciò nel 1886 fu creata la missione
del C. indipendente o B. che nel 1888 divenne vicariato apostolico, costituita dal territorio di questo nome, escluso soltanto il tratto orientale assegnato al vicariato apostolico del C. superiore per i Padri Bianchi. La nuova missione del C. B. fu affidata ai padri di Scheut, che posero il centro della loro attività a Léopoldville. Più tardi altre congregazioni sopraggiunsero dal Belgio: nel 1891 i Gesuiti, nel 1894 i Trappisti, nel 1897 i Sacerdoti del Sacro Cuore, nel 1898 i Premostratensi, nel 1899 i Redentoristi, nel 1905 la Società di Mill Hill, nel 1907 la Congregazione dello Spirito Santo, nel 1910 i Benedettini e i Cappuccini, nel 1911 i Domenicani e i Salesiani e, dopo la guerra del 1914-18, altri istituti. Così le circoscrizioni ecclesiastiche del C. B. e del C. superiore, mediante successive divisioni, divennero sempre più numerose e oggi sono affidate a 19 istituti missionari. Parimenti numerose congregazioni femminili vi fondarono case. Nel 1891 le suore e de la Charité de Jésus et de Marie e di Gand arrivarono nel C. B.; seguirono numerose altre; fino al 1935 erano già 52 congregazioni. Nel 1888 fu concessa la personalità civile alle associazioni religiose, scientifiche e caritatevoli e per la convenzione del 26 maggio 1906 fra lo Stato indipendente e la S. Sede si ebbe una intima collaborazione tra missione cattolica e governo coloniale, la quale non impedì che negli anni susseguenti si scatenasse una vera campagna di attacchi e calunnie contro i missionari nel Belgio stesso. Il precipuo difensore delle missioni fu il noto moralista gesuita Arturo Vermeersch. In contraccambio la missione del C. B. si radicò sempre più profondamente nel cuore dei cattolici della madrepatria. Ne risultarono, cooperando il governo e il popolo belga, per le missioni grandi progressi, sia nel campo religioso, dove il numero dei cattolici si è elevato a 3.247.597 (1948) e quelli dei catecumeni a 848.270 (1948), sia nel campo sociale, economico e igienico, e principalmente nel campo scolastico. Cospicue sono pure le pro-
duzioni etnologiche e linguistiche dovute ai missionari, vista la molteplicità delle tribù congolesi. Vi sono 27 vicariati apostolici e 3 prefetture apostoliche.
Nel 1929 fu creata per le missioni del C. B. e del Ruanda-Urundi una delegazione apostolica. Si sono avute tre conferenze di tutti i superiori ecclesiastici delle missioni negli aa. 1932, 1936 e 1945 ove si trattarono le questioni principali dell'attività missionaria circa il clero indigeno, matrimonio, scuole, questione sociale, Azione Cattolica, ecc., e furono emanate direttive comuni. - Vedi tav. XIII.