ANGOLA. -
1. GEOGRAFIA
È la più ampia (con Cabinda e Landana a N. della foce del Congo, 1,2 milioni di kmq.), ma non la più popolata (3,7 milioni di ab., meno di 3 a kmq.) delle colonie portoghesi. Alle spalle della ristretta cimosa costiera sull'Atlantico, per lo più bassa ed inospite e sormontata da un orlo montuoso, dilata un vasto altopiano, che meglio si presta all'insediamento dei coloni europei, e perciò alle pratiche agricole e all'allevamento. L'altitudine (un migliaio di m. in media) vi tempera glieccessi del clima tropicale e soprattutto l'aridità di questo, che va aumentando verso S. La popolazione comprende, accanto ai Bantu che ne formano la massa, ca. 45 mila bianchi e 30 mila mulatti. I cattolici sono oltre 500 mila, il resto pagani.
La produzione agricola è varia; di essa si esportano soprattutto caffè, granturco, zucchero, cotone e tabacco. L'allevamento è volto per lo più ai bovini. Valori anche più alti raggiungono nelle esportazioni i diamanti, il cui centro di raccolta è Malange, nel bacino del Cuanza.
Le comunicazioni hanno avuto impulso anche perché l'A. rappresenta lo sbocco del Catanga, che una ferrovia (1344 km.) raggiunge da Lobito, attraversando da O. ad E. tutta la colonia.
I centri più importanti sono Loanda (61 mila ab.), dove ha sede il Governo (un alto commissario assistito da un consiglio consultivo), e Lobito (14 mila ab.), sulla costa.
Giuseppe Caraci
2. STORIA DEL CRISTIANESIMO
Col nome di «A. e Congo» si de-
soppressione degli Ordini religiosi in Portogallo, e poi per causa della Rivoluzione Francese, sì che, a mezzo il sec. XIX, il vescovo di Loanda non disponeva che di cinque preti, e l'interno era del tutto abbandonato: i Cappuccini italiani s'erano ritirati tra il 1830 e il 1840. L'essere la colonia, perché portoghese, sottoposta al patronato di quella nazione, rese difficili le pratiche per avviarvi missionari dello Spirito Santo (francesi), che, assistiti dalla Propaganda, aspiravano a rilevare quelle missioni, sì che nel 1873 si risolsero a stabilirsi a Landana, fuori del dominio portoghese. In seguito le difficoltà si appianarono, per questo rispetto, avendo la Congregazione dello Spirito Santo aperto in Santarem (1867) una casa per il reclutamento delle vocazioni portoghesi; ne subentrarono però altre, per la concorrenza dei protestanti che vi affluirono dopo il viaggio di Stanley (1878); ma, allargandosi l'apostolato, si svilupparono le quattro missioni di Cunene, del Basso Congo, di Cubango in A. e di Lunda, autonome, sì, ma comprese - salvo qualche piccola zona - entro il raggio della diocesi di A., dalla quale i prefetti apostolici delle singole missioni erano riconosciuti come vicari generali per il rispettivo territorio. Nel periodo 1910-24 esse ebbero a soffrire il contraccolpo della lotta religiosa in seguito all'instaurazione della repubblica in Portogallo. Ultimamente le missioni erano assai fiorenti. In tutta la colonia, nel 1940, v'erano 167 sacerdoti (32 preti secolari portoghesi, 124 della Congregazione dello Spirito Santo, 11 Benedettini portoghesi), 125 fratelli e 150 suore (61 della Congregazione di S. Giuseppe di Cluny, 8 Francescane missionarie di Maria, 20 Dorotee, 17 del S.mo Salvatore, 3 Benedettine di Tutzing, tutte europee, più 41 indigene). Il totale della popolazione cattolica, d'origine europea e indigena, era di 530.000 anime.
Con l'Accordo missionario del 7 maggio 1940 tra la S. Sede e il Portogallo, tutto l'ordinamento ecclesiastico venne mutato: decadute le antiche circoscrizioni missionarie, la colonia di A. fu ripartita in tre diocesi, Loanda, Nuova Lisbona e Silva Porto, tutte già erette il 4 sett. dello stesso anno dell'Accordo (1940); una quarta, S. Tommaso, fu eretta in seguito; l'Accordo prevedeva pure, in colonia, un rimaneggiamento della missione, con la creazione di nuove circoscrizioni missionarie che, per le circostanze attuali, non si è ancora avuta.