ASERBAIGIAN

ASERBAIGIAN. - La più estesa (85.500 kmq.), ma non la più popolata, delle tre Repubbliche federate sovietiche del settore transcaucasico. Entrata nella Federazione transcaucasica nel 1922, fu ammessa, nel dic. 1936, fra le maggiori unità dell'U.R. S. S.

L'Aserbaiian S. S. R. abbraccia l'estremità sudorientale della regione transcaucasica pertinente all'U.R. S. S., fino alla frontiera con la Persia, oltre la quale si stende, in questo Stato, la provincia d'egual nome (A. persiano), che ha avuto e continua ad avere stretti rapporti con i paesi passati da tempo sotto il dominio russo. Il territorio dell'Aserbaiian S. S. R. risulta in sostanza dal bacino del medio e basso Kura, che è regione per larga parte pianeggiante, e dai due plessi montuosi che lo delimitano a N. ed a S.; di questi il meridionale, che si continua nella finitura regione iranica, è di poco meno elevato (G. Kapudjikh, m. 3918) ed impervio dell'alta barriera caucasica (G. Bazar Dyuza, m. 4489). Al settore depresso corrisponde un territorio arido (meno di 200 mm. annui di pioggia, in media), cui l'irrigazione artificiale può tuttavia aprire larghe possibilità agricole (cereali, cotone, tabacco, frutta); ai due cerchi montani un paesaggio assai più vario e per giunta pieno di risorse minerarie (ferro, carbone, alluminio, argento, piombo, ecc.), fra le quali cospicui i giacimenti petroliferi che accompagnano, sui due lati, il diaframma caucasico, specie dove questo si protende nel Caspio (penisola di Apscheron).

L'economia dell'A., per quanto fondata ancora sull'agricoltura e la pastorizia, vien facendo un posto via via più largo all'attività industriale, in cui, accanto all'estrazione del carburante e alla sua lavorazione, figurano ormai l'impianto di centrali elettriche, ampi stabilimenti tessili e una grande varietà di imprese destinate all'alimentazione. Anche l'artigianato vi è in fiore, continuando tradizioni vetuste (tappeti, se-

terie. ceramiche, lavori in rame ed in argento). Le comunicazioni hanno avuto, nell'ultimo ventennio, un notevole impulso; tuttavia l'A. gravita piuttosto verso S. (Persia) che non sui vicini territori sovietici.

La popolazione è cresciuta da 2,3 a 3,2 milioni di ab. fra il 1926 ed il 1939; quella urbana dal 28 al 36% nello stesso periodo. È costituita per oltre 3/5 da elementi Turco-tartari (Turkmeni, Kirghisi, Ncga). Kumik, Karacai, ecc.), nomadi e sedentari, per ca. 1/10 di Armeni e per altrettanto di Russi. La capitale, Baku, che contava appena 13 mila anime ottant'anni fa, è oggi, per popolazione, coi suoi 800 mila ab., la terza città di tutta l'U. R. S. S. (dopo le distruzioni subite da Kiev e Kharkov). Il vecchio nucleo asiatico vi è ormai sommerso in un grande complesso di quartieri moderni, a carattere prevalentemente operaio; ma la città è divenuta in pari tempo un attivo centro intellettuale, di gran lunga il più notevole in tutta la regione caucasica.

Dipendono amministrativamente dall'A. il piccolo territorio (4160 Kmq. con 150 mila ab.) del Karabakh montano (Nagorno K.), abitato soprattutto da Armeni (8% e meno di 1% Russi) e tipicamente agricolo (capitale Stepanakert, con ca. 6 mila ab.) e la Repubblica autonoma del Nakhicevan (5480 Kmq. con 117 mila ab., di cui 9/10 Turchi e appena 2% Russi; la capitale è Nakhicevan con ca. 12 mila ab.), chiusa entro i confini della limitrofa Repubblica federativa armena.

Per la storia ecclesiastica V. GEORGIA.

BIBL.: M. V. Dechy, Kaukaus. Reisen und Forschungen in Kaukasischen Hochgebirge, Berlino 1905-1907; R. Blanchard, La morfologie du Caucase, in La Géographie, 27 (1913), pp. 459-74; S. Govi, Transcaucasia, in Universo, 1920, pp. 295-319; e 1921, pp. 5-40 e 81-120; A. Büdel, Transkaukasien, eine technischen Geographie (Peterm., Mittell. Ergzh., 189), Gotha 1926; C. Egger, Die Eroberung des Kaukasus, Basilea 1932; M. Azmoudeh, Le pétrole en U.R.S.S., Parigi 1934; A. Bihan, La civilisation caucasienne, trad. G. Montandon, Parigi 1936; R. Riccardi, I paesi del Caucaso, Roma 1942. Giuseppe Caraci