BAVIERA

BAVIERA. - Regione storica della Germania meridionale che, dal piede delle Prealpi esterne (svizzere, bavaresi e salisburgesi), si estende a N. oltre il Danubio, fino alla Rhön ed alla Selva di Turingia; limitata ad Occidente dall'Iller, le colline di Franconia e lo Spessart e ad Oriente dalla Salzach, l'Inn, la Foresta boema e il Fichtelgebirge. A questo, che è il nucleo della B., si aggiunge, sulla riva sinistra del Reno, il cosiddetto Palatinato (Pfalz) bavarese, distaccato territorialmente dalla B. per mezzo del Baden e dello Hessen. A sua volta questa unità storica risulta da più regioni naturali distinte, cui corrispondono, almeno nelle grandi linee, regioni storiche minori.

Il clima accentua la sua continentalità e la sua relativa scarsezza di precipitazioni, verso Oriente (medio Danubio), facendosi naturalmente più aspro nelle zone di montagna e sull'altipiano svevo-bavarese, che si tiene in complesso sopra i 500 m. Monaco (525 m. di altezza) ha una temperatura media annua di 7,9 che oscilla fra -2,1 in genn., 17,7 in luglio.

La superficie della B. ammontava nel 1939 a 76.089 kmq., dei quali 5492 spettavano al Palatinato renano, 27.420 alla B. propriamente detta, 23.554 alla Franconia e 9.666 alla Svevia.

La sua popolazione ammontava, alla stessa data, a ca. 7.800.000 ab. (102 a kmq.); dopo la sconfitta tedesca la B. senza Palatinato renano, tutta compresa nella zona di occupazione americana (70.238 kmq.), conta 9.029.000 ab. (129 a kmq.). Di essi la gran maggioranza (70% nel 1933).

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sono cattolici e per meno di 1/3 (29% alla stessa data) cristiani evangelici.

La B. è paese essenzialmente agricolo forestale. Il 40% della sua popolazione attende ai lavori dei campi (49% della sua superficie) e dei boschi (22%). La produzione agricola (cereali, patate, luppolo; vino nel Palatinato re-nano, e sul basso Meno), supera il fabbisogno interno.

I pascoli ed i prati, che occupano il 24% del territorio, sono diffusi soprattutto nella zona alpina, dove fiorisce l’alle-vamento (bovini). Le industrie (33% della popolazione), sebbene comparativamente meno sviluppate che nel com-plesso della Germania, contavano, prima dell’ultimo grande conflitto, un vario ed imponente complesso di attività (birrificio, tessili, meccaniche, chimiche, giocattoli), con-centrandosi nei numerosi nuclei urbani. Di questi i tre maggiori corrispondono ai centri storico-amministrativi delle principali regioni: Monaco (760.000 ab.) nell’Alta B., al punto di incrocio delle grandi direttrici del commercio internazionale (Berlino-Roma e Parigi-Vienna-Co-stantinopoli); Norimberga (322 mila ab. nel 1947; 430 mila nel 1939), nella Francia, già importante cen-tro industriale e commerciale nel medioevo, ed Augsburg (Augusta Vindelicorum, 168.000 ab. nel 1947, 186.000 nel 1939) nella Svevia, uno dei più importanti centri indu-striali della Germania meridionale. Oltre a questi vanno ricordati Würzburg nella bassa Francia (107.000 ab.), Ludwigshafen (144.000 ab.) sul Reno, capitale dell’indu-stria chimica tedesca, Regensburg (Ratisbona, 118.000 ab.), nell’alto Palatinato, Fürth (80.000 ab.) presso Norimberga.

Baviera - Carta ecclesiastica storica.

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I. STORIA ECCLESIASTICA

Nelle province romane della Rezia e del Norico abitate da tribù celtiche, il cristianesimo penetrò insieme con la cultura latina, e alla fine del III sec. e ai primi del seguente si ebbero i martiri come s. Afra in Augusta, s. Floriano (Lorch sull’Enns), s. Massimiliano (Cilli). Vescovi di questa regione assistettero al Sinodo di Sardica (343). Nel sec. V, quando la dominazione romana era per tra-montare, s. Severino (m. 482) predicò per 30 anni la fede cristiana. Dalla sua biografia scritta da Eugip-pio, si può rilevare che vi era già una Chiesa orga-nizzata e a quest’epoca rimontano le sedi vescovili di Lauriacum (Lorch), Tiburnia (Sankt Peter im Holz), Petavium (Pettau), Augusta Vindelicorum (Augusta),

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Baviera - Carta ecclesiastica storica.

sono cattolici e per meno di 1 / 2 ( 29 \% alla stessa data) cristiani evangelici.

Sabiona (Säben). La maggior parte del territorio era sottomessa alla metropoli di Aquileia, una piccola parte a quella di Milano.

Dopo l'invasione bavara il primo duca storicamente accertato è Garibaldò I (560-90) della famiglia degli Agilolfingi, i quali si erano convertiti al cristianesimo. Missionari irlandesi prima e franchi poi a siero alla cristianizzazione del paese. Da Luxcuil vennero s. Eustasio (m. 629) ed Agilo (m. 650) che fondarono l'abbazia di Weltenburg. I santi vescovi Emmeramo (m. 652), Ruperto (m. 718) e Corbiniano (670-732) fondarono chiese e monasteri a Ratisbona, Salisburgo e Frisinga. Il duca Teodone II (690-717) cercò di organizzare la Chiesa bavarese e si adoperò a Roma in proposito presso Gregorio II (716). Il disegno di questo duca, cioè l'organizzazione di quattro diocesi (Passavia, Ratisbona, Salisburgo, Frisinga), fu compiuto nel 739 da s. BONIFACIO, SANTO (v.) che nel 741 fondò anche le diocesi di Eichstätt e Würzburg.

Il posto eminente che la Chiesa venne così ad occupare, appare anche nel diritto bavarese (codificato nella *Lex Bairuvarorum* tra il 730 e il 740), che le riconosce molteplici diritti. La disciplina ecclesiale stica fu regolata dai Sinodi di Ascheim (756) e di Dingolfing (774). Fra le numerose collegiate secolari e i monasteri fondati in quell'epoca sono da ricordare quelli tanto celebri durante tutto il medioevo ed anche dopo, di S. Emmeramo a Ratisbona (principio del sec. VIII), sul Domberg a Frisinga (744), Niederaltach (741), Mondsee (748), Altomünster (749), Benediktbeuren (752), Wessobrunn (753), Tegernsee (756-61), Schäftlarn (762), Ottobeuren (764), Kremsmünster (777), Herrenchiemsee (782), Metten (790), S. Florian (IX sec.), Altötting (876).

Nel 788 Tassilone III, ultimo degli Agilolfingi, fu deposto da Carlomagno e la B. entrò sotto il dominio dei Franchi e fece parte del regno di Germania. Il 20 apr. 798 il papa Leone III eresse Salisburgo in arcidiocesi con Passavia, Ratisbona, Frisinga e Särben come suffraganee. Nel 791 si tenne il primo sinodo provinciale della B. Sia sotto Carlomagno che sotto Lodovico il Germanico (817-76) il paese fiorì. Il duca Arnolfo il Malvagio (905-937) confisciò i beni ecclesiastici (908-914) per distribuirli ai suoi vassalli e così si ebbe la prima secolarizzazione della B. Il paese soffrì molto dalle numerose invasioni degli Ungari sconfitti poi da Ottone I (955).

Vescovi santi, come Ulrico di Augusta (890-973) e Wolfgang di Ratisbona (924-94) riformarono la Chiesa. L'imperatore Enrico II il Santo fondò la diocesi di Bamberg (1007). Sotto Enrico III tre bavaresi salirono al trono papale: Clemente II (la cui tomba nel duomo di Bamberg è l'unico sepolcro papale ancora esistente della Germania), Damaso II e Vittore II.
Nella lotta per le investiture la B. era divisa, ma il bavarese Guglielmo, abate di Hirsau (1069-91), fu un grande promotore della riforma papale insieme con gli arcivescovi di Salisburgo.

Dopo la costituzione della Carintia (1002), dell'Austria (1156) e della Siria (1180) in ducati indipendenti, Ottone di Wittelsbach ricevette la B. in feudo e i suoi discendenti la governarono fino al 1918, generosi con la Chiesa, come del resto tutto il popolo. Nel 1216 Chiemsee fu eretta in diocesi.

Nel sec. XIII la Chiesa bavarese fu da una parte turbata dai disordini causati da Federico II e dai Valdesi, dall'altra parte ricevette un nuovo impulso dagli Ordini mendicanti: i frati Minori (12

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(101. Kunstorickich. Seminar, Aursweg)
Baviera - Interno della chiesa di S. Giacomo (sece. xit-xiII). Ratisbona.

21 a Mo-

e conventi per i Cappuccini (Augusta 1601, Landshut 1610, ecc.) e per altri Ordini. Formò la lega degli Stati cattolici tedeschi (1609). Nella guerra dei Trent'anni la B. soffrì molto e dopo la pace di Westfalia (1648), Ferdinando Maria (1651-79) ricostruì molte chiese e conventi distrutti.

L'assolutismo dei principi diveniva sempre più forte, tendendo essi alla supremazia dello Stato sulla Chiesa. Nel 1717 fu proibita per legge l'erezione di nuovi conventi. Dotti come Giovanni von Ickstatt (1702-76) e Pietro von Osterwald (1718-76) propagarono l'idea di una Chiesa nazionale. Era il secolo del febrinianismo e giuseppinismo. Per eliminare difficoltà giurisdizionali, nel 1785 Pio VI eresse una nunziatura a Monaco, nonostante la protesta dei metropoliti di Salisburgo, Magonza e Treviri.

Come conseguenza della Rivoluzione Francese e dell'assolutismo dello Stato furono soppressi ai primi dell'Ottocento tutti i conventi e tutte le fondazioni religiose (ca. 97 abbazie, 200 conventi degli Ordini mendicanti, 400 altri conventi oltre i capitoli), e le loro proprietà temporali passavano allo Stato. I principi-vescovi privati del tradizionale principato, i canonici, i religiosi secolarizzati furono pensionati. Circa 50 biblioteche claustrali passarono alla biblioteca di Stato di Monaco. I protestanti (1800) e gli ebrei (1813) ottennero libertà di culto. Le diocesi e le numerose parrocchie senza pastore, le frontiere modificate della B., diventata un regno (1806), fecero sentire il bisogno di un nuovo ordinamento ecclesiastico: nel 1817 fu concluso un concordato con la S. Sede, e con la bolla Dei ac Domini del 1° apr. 1818 Pio VII fissò i confini delle diocesi. La pubblicazione del concordato da parte del governo avvenne nel 1818 insieme con l'editto riguardante la religione, che in molte parti contrastava con lo spirito del concordato.

Durante il governo di Luigi I (1825-48) la Chiesa poté riprendere vigore, poiché il re nominò vescovi eminenti, permise la restaurazione di abbazie e di Ordini religiosi (meno i Gesuiti). I vescovi radunati a Frisinga protestarono contro le ingerenze dello Stato e chiesero la piena osservanza del concordato (1850 e 1852). La vita ecclesiastica rifiò (letteratura, stampa e organizzazioni cattoliche) malgrado le nefaste attività del ministero liberale Lutz (dal 1869) che favorì i vecchi-cattolici, ma che non riuscì a propagare in B. il «Kulturkampf», per quanto il partito cattolico dei «patrioti» fondato nel 1869, ad eccezione degli anni 1893-99, avesse sempre la maggioranza nel parlamento. Nel 1883 la scuola pubblica cattolica fu riconosciuta dallo Stato. Durante la reggenza del principe Liutpoldo (1886-1912) la vita ecclesiastica seguitò a svilupparsi tranquillamente. La prima guerra mondiale, l'inflazione e i contrasti social-comunisti del dopo guerra arrecarono notevoli danni alla Chiesa; però la nuova costituzione della repubblica di B. del 1919 non le fu sfavorevole. Un nuovo concordato tra lo Stato e la S. Sede fu concluso il 29 marzo 1924 e approvato dal parlamento nel 1925 (rappresentante del Papa fu mons. Pacelli sin dal 1917 nunzio a Monaco, e dal 1925 a Berlino, l'attuale Pio XII). Questo concordato (AAS, 17 [1925], pp. 41-45) garantiva alla Chiesa molte libertà. Con l'avvento del nazionalsocialismo (1933) cominciò la persecuzione della Chiesa cattolica. Le associazioni cattoliche furono soppresse, le manifestazioni religiose (processioni, ecc.) proibite come sintomi di una Chiesa «politica». Nonostante le reiterate proteste del card. Michele Faulhaber, arcivescovo di Monaco, le scuole cattoliche furono chiuse (1935). At

tualmente in B. come in tutta la Germania, Chiesa e cattolici si vengono energicamente riprendendo.

II. STATISTICA

La B. è divisa in due province ecclesiastiche; l'arcidiocesi di Monaco-Frisinga con le suffragane di Augusta, Passavia e Ratisbona e l'arcidiocesi di Bamberga con le suffragane di Eichstätt, Spira e Würzburg. Nel 1945 su 9.354.293 ab. dei quali 6.598.631 erano cattolici, si contavano 8.432 chiese, 3904 parrocchie, 7273 sacerdoti secolari, 1700 regolari, 202 case religiose maschili con 2924 professi, 1071 case religiose femminili con 27.136 professe, 1759 istituti di assistenza con ca. 70.000 ricoverati.

Cesario van Hulst

III. ARTE SACRA

Si trova traccia di chiese preromane che in parte successivamente trasformate nelle antiche città bavaresi di fondazione romana, Ratisbona (v.), AUSTRIA (v.), Passavia, Altötting. Donazioni dell'Imperatore Arnoldo di codici miniati e pregevoli oreficerie importate al tesoro del duomo di Ratisbona, oggi nella Biblioteca e nella «Reiche Kapelle» del Residenz-Museum di Monaco, davano un forte impulso al fiorire di tali arti, specialmente a Ratisbona, dal sec. XI in poi; monasteri, come quelli di Wessobrunn, divennero pure centri artistici. Anche l'architettura ecclesiastica si sviluppa pienamente a partire dal sec. XI, specialmente ad Augusta, Tegernsee, Frisinga e ancora a Ratisbona. Le porte di bronzo del duomo di Augusta (metà del sec. XI) sono il più importante esempio di scultura romana.

Nei secc. XI e XII si moltiplicano le fondazioni e gli ampliamenti di chiese e monasteri: Prüfening (presso Ratisbona), Ratisbona (S. Giacomo, Tutti i Santi, Niedermünster, S. Emmeramo), Frisinga, Seeon, Altentadt, Steingaden, ecc. Dell'antica pittura parietale sono scarsi gli avanzi (Prüfening, Ratisbona,

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(frr. H. Wute, Monaco)
Baviera - Portale principale del Ducmo (sec. xiv-xv) - Ratisbona.

Perschen); le più importanti sculture sono a Ratisbona. Assai note le vetrate figurate nel duomo di Augusta, e importantissima la scuola di miniatura di Ratisbona.

Cominciano, nel sec. XIII, infiltrazioni di stile gotico; nell'architettura del '300, si accentua sempre più il carattere locale, che dura fino al relativamente tardo apparire di elementi rinascimentali. Ratisbona (Duomo attuale), Augusta (ricostruzione del Duomo) e Kaisheim forniscono esempi del gotico pieno; Amberg, Nördlingen, Straubing, Wasserburg, Ingolstadt, Passavia, Landshut, ed altre chiese di Monaco documentano lo stile tardo gotico, floridissimo, che si libera sempre più dai legami occidentali per l'opera di famosi architetti (ad es., lo Stettheimer). Contemporaneamente si moltiplicano le costruzioni profane (municipi, ecc.). La scultura, anonima, nei duomi di Augusta ('300), Ratisbona (principio del '400) ed altri, comprende nel '400 molte personalità ben distinte, che furono anche fra le più importanti nella scultura tedesca: lavorano in B.: il Kaschauer, H. MULTSCHEER, HANS (v.), Erasmus Grasser, H. Leinberger, Gregor Erhart, Adolf e Hans Dauer, Jörg Lederer, L. Hering, che furono, in gran parte, ancora «gotici», ma di uno stile movimentato, talvolta appassionato, che andava già preparando la nuova ondata rinascimentale. Lo stesso vale per la pittura: anonimi sono i maestri dell'altare di Paehl (Monaco), dell'altare degli Agostiniani di Monaco (museo Nazionale), il maestro della «Pollinger Tafel», l'altro della «Marientalf»; risultano attivi fino nel '500 F. Herlin (Nördlingen), H. Hol

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(fol. H. Watz, Monaco)
Baviera - Chiesa di S. Anna (secc. xv-xvi) - Augusta.

VECCHIAIA (v.), BURGKMAIR, HANS (v.), J. BREUGHEL (v.) e Chr. Amberger (Augusta); ALTDORFER, ALBRECHT (v.), W. Huber, Ostendorfer (Ratisbona); H. Strigel (Memmingen), M. Schaffner e B. Zeitblom (Ulm); G. Maaleskircher e J. Pollack (Monaco).

Soltanto nel tardo '500 lo stile gotico è definitivamente sorpassato, per il sopravvenire di forme rinascimentali, o piuttosto manieristiche, meridionali, che si trasformano poi in barocche. Tali forme giungono in B. già trasformate, nel tramite di maestri famminghi (F. Sustris [v.], Hubert Gerhard, Peter Candid de Witte, Adran de Vries). I più importanti monumenti (oggi distrutti per azioni belliche) erano alcune parti del castello reale e la chiesa di S. Michele di Monaco e il municipio di Augusta (Elias Holl). L'architettura profana assume importanza preponderante, come provano il palazzo dei Fugger ad Augusta, l'« Antiquarium» della reggia di Monaco (uno dei primi edifici costruiti appositamente per una raccolta di antichità), tutti decorati da pitture e sculture dell'epoca.

Nello pittura si delinea lo stesso sviluppo stilistico con prevalenza di temi profani (ritratto) per opera di H. Muelich, Christoph Schwarz (Monaco), fino a J. Rottenhammer, i due Loth (Monaco) e Joh. Matth. Kager (Augusta). Di questo stesso periodo i principali scultori sono: A. Daucher, Hubert Gerhard (fontana di «Augustusbrunnen», Augusta), H. Krumpfer (statua della «Patrona Bavaria», Monaco).

Nell'arte barocca, fino al tipico, ricco e chiaro rococo della Germania meridionale, si accresce grandemente il numero delle nuove chiese; tra le più notevoli vanno annoverate: quella di Maria Birnbaum; le chiese dei Teatini, della S.ma Trinità e di S. Giovanni Nepomuceno (Monaco), Benediktbeuern, Fürstenfeld, Weltenburg, Rohr, Rottenbuch, Berg am Laim, Rott am Inn, Wies, Andechs e molte altre; famosi fra gli architetti: Asam (v.), dei Dientzenhofer; Joh. Michael Fischer, J. e M. Guenther, Dom. e Joh. Zimmermann. Numerosi anche gli Italiani, attivi, talvolta per generazioni, in B.: i Viscardi, E. Zuccali, ecc. Suggestiva la posizione dei grandi monasteri di Benediktbeuern, Oberaltach, Metten, Ottobeuren (in parte con bellissime costruzioni di biblioteche). Influssi francesi cominciarono ad apparire nell'architettura profana: castelli di Schliessheim e Nymphenburg presso Monaco (J. Effner, Cuvillies).

Chiese e castelli contengono ricchi stucchi e pitture. Fra i grandi decoratori sono noti i Guenther, i Feuchtmayer, Joh. Zimmermann, fra i pittori J. Knoller, George de Marées, J. Zick, Chr. Wink; fra gli incisori il Riedinger; e tra gli scultori, infine, il Faistenberger, J. B. Straub e il Bustelli che fu uno dei più grandi creatori in porcellana, attivo nella fabbrica di Nymphenburg.

L'architettura del neo classicismo e del pieno '900 Monaco (v.). Ma anche la pittura si concentra sempre più nella capitale, tanto che si può parlare di una vera scuola di Monaco. I Kobell, P. V. Hess, i ritrattisti Stieler ed Edlinger e più ancora i paesaggisti Dillis, Dorner, Wagenbauer iniziano il naturalismo del '900, in parte sotto influsso francese. Schwanthaler è il più importante scultore classicista; il Klenze, il Gärtner ed altri diventano architetti dei re di B. Sotto la protezione della corte fiorisce la pittura monumentale (P. V. Cornelius, W. Kaulbach, Schnorr V. Carolsfeld), ma anche il paesaggio classico (Rottmann). Lo Spitzweg, lo Schleich, il Piloty, il Lenbach, il Lier, il

Loefiz e W. Dietz rappresentano varie correnti della pittura tedesca, culminando nel gruppo Leibl, Schuch, Truebner, Hölzel, L. Dill, Langhammer, Uhde; tipici rappresentanti di pittura monacense, come H. V. Habermann, L. Samberger, L. Herterich, influenzarono pittori dell'importanza di H. V. Marées, Uhde, Corinth. Tra i moderni nati o attivi in Monaco si elencano i pittori A. Weisgerber, K. Caspar, gli scultori Ad. Hildebrand, B. Bleeker, C. Casper, K. Fiedler e H. Wimmer.

Per l'arte della B. settentrionale (Franken) V. FRANCIA.

BIBL.: H. Sepp, Bibliographie d. Bayr. Kunstgesch., Strausberg 1906 e 1912; B. Richl, Bayerns Donautal, Monaco 1912; W. Pinder, Die Deutsche Plastik (Handbuch der Kunstwissenschaft), Berlin 1914 e Potsdam 1929; K. Groeber, Schreibische Skulptur der Spätgotik, Monaco 1920; M. Hautmann, Gesch. d. kirchl. Baukunst in Bayern ecc., 1921; R. Oldenburg e Uhde-Bernays, Münchener Malerei in 19. Jahrhundert, Augusta 1922; H. Karlinger, Romanische Steinplastik in Altbayern, Augusta 1924; W. Pinder, Die Deutsche Plastik des 14. Jahrhunderts, 15. Jahrh., 2 voll., Monaco 1924; A. Bockler, Die Regensburg-Prißinger Buchmalerei, 1924; E. Buchner e K. Feuchtmayer, Beiträge zur Gesch. d. deutschen Kunst, 2 voll., Augusta 1924-28; A. Feulner, Bayr. Rokoko, Monaco 1925; Ph. M. Halin, Studien zur süddeutsch. Plastik, Augusta 1925; B. H. Röttger, H. Mielich, Monaco 1925; A. Feulner, Die Deutsche Plastik des 16. Jahrh., des 17. Jahrh., 2 voll., 1926; H. Karlinger, Bayr. Kunstgeschichte, I, 1928; A. Feulner, Skulptur u. Malerei des 18. Jahrh. (Handbuch der Kunstwissenschaft), Potsdam 1929; G. Decio, Geschichte d. deutschen Kunst, 4 voll., Berlin 1930-34, passim; W. Pinder, Deutsche Barockplastik, Königstein-Lipsia 1933; H. Karlinger, München u. die deutsche Kunst im 19. Jahrh., Monaco 1933; G. Decio, Handbuch d. deutschen Kunstdenkmäler, III: Süddeutschland, Berlin 1934; G. Barthel, Barockkirchen in Altbayern u. Schweden, Berlin 1938; W. Hager, Bauten des deutschen Barocks, Jena 1942; C. Lamb, Die Wies, Monaco 1948, cf. anche le riviste Deutsche Kunst u. Denkmaldpflege, 1927-43, passim; München Jahrbuch der bild. Kunst, 1906 sgg.; Abhandlungen d. K. Bayr. Akad. d. Wissenschaften, 1893 sgg.; Sitzungsberichte d. K. Bayr. Akad. d. Wissenschaften, 1893 sgg.; Archiv f. Vaterl. Gesch., 1839; Das Bayerland, 1890 sgg.; Die Christliche Kunst, 1904 sgg.

Bernardo Degenhart

IV. ORDINAMENTO SCOLASTICO

Al momento del crollo del nazismo si passò al riordinamento scolastico e si tentò di fare della scuola bavarese un istituto per la rieducazione, pur mantenendo il carattere unitario-tedesco-nazionale si tentò di introdurre nelle scuole l'educazione morale laica con la quale si voleva arrivare alla solidarietà umanitaria e sociale fra tutti i popoli. Questa educazione morale dovrebbe essere indipendente da quella religiosa la quale fa parte delle materie scolastiche obbligatorie, ma non nella stessa misura come prima del nazismo. L'insegnamento della religione è curato dalle comunità religiose e confessionali; quello, previsto, della morale laica dovrebbe essere curato dai laici (professori di filosofia?). La supervisione, l'esposizione, come pure la direzione, dipende di nuovo dalla autorità centrale la quale, per il momento, è alle dipendenze delle autorità d'occupazione.

L'istruzione si divide in prescolastica e scolastica. La prescolastica si svolge nei giardini d'infanzia. La scolastica è obbligatoria, gratuita e ha la durata di 10 anni. In tutta la B. si hanno 7600 scuole elementari «Volkshaupstuhlen» delle quali 5347 seguono l'indirizzo cattolico, 1958 l'indirizzo protestante; 89 l'indirizzo misto e 27 l'indirizzo ebraico. La durata dell'insegnamento elementare è di 7 anni ed è seguito dal doposcuola elementare «Volksforbildungsschule» che è triennale ed obbligatorio. L'istruzione media ha corsi classici, scientifici, magistrali, professionali. L'istruzione superiore viene impartita nelle Università di Monaco (fondata nel 1472 a Ingolstadt, trasferita nel 1826 a Landshut e nel 1880 a Monaco), di Würzburg (fondata nel 1492 e rinnovata nel 1582) ed Erlangen (fondata nel 1743), nel Politecnico «Technische Hochschule» di Monaco (fondata nel 1836 e riorganizzato nel 1868), nell'Università agraria «Hochschule für Landwirtschaft» a Weihenstephan (fondata nel 1892), Università per il commercio «Handelshochschule» a Norimberga, Accademia delle belle arti a Monaco (fondata nel 1770), Accademia musicale «Staatsakademie der Tonkunst» a Monaco ed un Conservatorio a Würzburg.

L'educazione del clero cattolico viene curata nei seminari vescovili di Ratisbona, Spira, Würzburg e Miltenberg e nelle «Philosophisch-Theologischen Hochschulen» (Università di filosofia e teologia) a Amberg, a Amberg, Aschaffenburg, Augusta, Burgau, Augusta, Würzburg, dove si possono conseguire i titoli accademic

i. Per i membri dell'Ordine francescano esiste a Monaco una «Philosophisch-theologische Hochschule» fondata nel 1828; a Monaco si trova un Istituto per gli studi biblici e della storia della Chiesa retto dai Benedettini

Vedi T. LXVIII.

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