VECCHIAIA. - Biologi e medici tendono oggi a differenziare il concetto di senescenza da quello di senilità o V. Così, secondo Pende, con il primo termine si deve intendere il processo di declinazione funzionale e di deformazione strutturale dell'organismo che colpisce naturalmente tutte le parti in vario tempo e grado a una certa epoca della vita; mentre per senilità o V. si intende la fase vitale in cui i fenomeni della senescenza si sono già stabiliti in forma evidente e definitiva.
senescenza (v.) è una proprietà caratteristica ed essenziale della vita (v. CICLI BIOLOGICI). Comunque a tutti gli organismi complessi. Essa, morte (v.) fa parte delle proprietà più nettamente specifiche della sostanza vivente organizzata, altrettanto essenziali quanto il metabolismo al quale del resto sono intimamente legate. La conoscenza sempre più profonda della vita degli elementi unicellulari, la cognizione della trasmissione della vita attraverso l'uovo fecondato, CARROLL (v.) che è riuscito a conservare per 28 anni in vita un frammento di miocardio embrionale coltivandolo in particolari condizioni ambientali, hanno sempre più avvalorato l'ipotesi che il fenomeno della senescenza e della morte non va considerato come specifico della materia vivente, ma piuttosto come un appannaggio particolare del processo di organizzazione con cui si costituisce l'individuo superiore.
La senilità veniva un tempo considerata come un fenomeno direttamente patologico (senectus ipsa morbus); oggi, invece, si considera un evento fisiologico, proprio degli organismi viventi, in quanto, pur essendo aggravata ed affrettata dai postumi di malattie pregresse e da innumerevoli altre ragioni fisiche e psichiche di decadimento, che accompagnano l'esistenza umana, essa inizia a una data epoca della vita (60-70 anni per l'uomo, 55-65 per la donna) indipendentemente da ogni fattore morboso concomitante, con un insieme di fenomeni di involuzione e degenerativi che investono tutto l'organismo, modificando profondamente sia dal punto di vista morfologico che da quello biochimico e fisiologico. Pende sostiene che la senilità è caratterizzata da molteplici fenomeni deficitari: stasi circolatoria; stasi tossica nel sistema lacunarie interstiziale degli organi; stasi gastro-intestinali con autointossicazione dell'organismo da fumo, da prodotto di incompleta digestione delle albumine, da tossine dalla flora batterica intestinale; alterato equilibrio neurovegetativo (v. NEUROVEGETATIVO SISTEMA) e metabolico (v. METABOLISMO) con tendenza all'iperfunzione del simpatico, all'acidosi, all'accumulo nel sangue di colesterina, glucosio, azoto, acido urico, diminuzione del calcio; ENDOCRINE, GLANDOLE (v.), del fegato, del rene; e altri ancora.
Tali fenomeni sono dovuti o si accompagnano ad alterazione di alcuni tessuti, sistemi, apparati, che più precocemente degli altri sono colpiti dal processo involutivo della senescenza. Così l'atrofia del tessuto elastico, sia della cute (rugae del volto), sia dei vasi (arteriosclerosi), sia dei polmoni (enfisema senile), sia delle pareti intestinali e addominali (protrusione del ventre); l'ipofunzione del sistema reticolo-endoteliale, regolatore del tromboso, della vitalità, dei poteri di difesa dell'organismo dagli agenti esterni, è colpevole della senescenza dei tessuti più specificamente differenziati degli organi; tutto l'apparato delle ghiandole endocrine viene scosso nei rapporti di correlazione ormonica con fenomeni di ipofunzione (glandola insulare, timo, gonadi) o di iperfunzione (surrender soprattutto corticale, porzione basofila dell'ipofisi, tiroide) o alternativi variabili (iper- o ipo-paratiroidismo).
Secondo Viale i fenomeni fisiologici e biochimici caratterizzano la senilità sono principalmente: la diminuzione quantitativa delle funzioni e la minore capacità di adattabilità alle variazioni ambientali.
Varie sono state le ipotesi formulate per spiegare l'insorgenza della V. Alcune considerano a base del processo di senescenza una tossicosi di origine intestinale (Metchnikoff) ed extraintestinale (Jeckel-Ewald); altre una
turbà endocrina ipofisaria, surrenale o complessa (Simmonds, Lorand, Gley), altre un disturbo metabolico più o meno complesso (Bornstein, Pende); altre la differenziazione fisico-chimica dei tessuti per disidratazione e precipitazione dei colloidi protoplasmatici; altre ancora, come quella suggestiva di Carrel, considerano come causa diretta della senilità un'alterazione dell'ambiente umorale delle cellule che verrebbero private del 'quid' necessario al normale accrescimento (trefoni) di Carrel).
Sulla possibilità di prolungare la vita e di rendere meno gravosa la senilità Legrand afferma che 'il n'y a pour vivre vieux, ni règle, ni méthode, ni hygiène spéciale'. Hufeland tuttavia nel 1796 pubblicò la Macrobiotica o arte di prolungare la vita e Lorand nel suo libro Rin-giovaniere (Torino 1926) elencò lo cattivo abitudini come causa di una senescenza e morte precoce (alcool, soverchia nutrizione, tabacco, abuso sessuale, sudiceria, ambizione, avarizia, collera, vanità, pratiche tendenti ad evitare la prole). L'importanza di questi e di altri fattori, quali l'ozio, l'insonnia, la stitichezza, è indubbia; ma nell'instaurarsi della V. a un'epoca più o meno precoce della vita giocano anche fattori extraindividuali quali l'ereditarietà, la razza, il clima, la temperatura, per cui si può affermare che ogni individuo invecchia a modo suo, presentando a una data epoca della vita questo o quel particolare organo più predisposto all'involuzione senile.
Secondo Marinesco 'la v., come la morte, sono fatalmente iscritte nella curva vitale dei colloidi e implicitamente nell'evoluzione delle cellule. Vita e morte sono fenomeni naturali e necessari e le ipotesi degli autori che vedono nei fenomeni della senescenza un accidente rimediabile, sono in discordanza con la legge universale che governa la vita dei colloidi (volume giubilare in onore di L. Bianchi, Catania 1913). Molti sono stati tuttavia gli autori che in tutti i paesi hanno affrontato il problema della possibilità di un ringiovanimento dell'individuo, risolvendo in modo talvolta suggestivo anche se, almeno per ora, solo transitorio.
Il primo a destare l'interesse per il problema del ringiovanimento, come ritorno delle condizioni del corpo e dello spirito del vecchio verso la gioventù, è stato Brown-Séquard, il quale pensò di iniettare sottocute a vecchi e malati il succo estratto dai testicoli di animali, facendo prima con successo la prova su sé stesso oramai 72enne. Da allora numerosi altri ricercatori si sono occupati dello stesso problema risolvendo in vario modo: Steinach e Lichycenstern mediante legatura del deferente, Döppler mediante simpaticotomia periarteriosa, Zucchi con un procedimento diatermico ecc., fino ai giorni nostri che hanno visto strenui difensori e accaniti oppositori del metodo proposto dal Voronoff e sviluppato dal Dargues, fondato sul trapianto del testicolo di scimmia nell'uomo. Giova anche ricordare altri due metodi recenti: quello di Jawerski basato sulla introduzione per via endovenosa di sangue giovanile e quello di Cavazzi che propugna l'iniezione di sangue venoso testicolare prelevato da animali giovani e sani.
Al momento attuale, però, nessun metodo proposto ha dato risultati costanti e definitivi. Secondo Marinesco, anche se vi è un indubbio rapporto tra la vita e la ghiandole sessuali, non si può assolutamente dire che la vecchiaia dipenda dallo stato di queste ghiandole. Per l'autore la decadenza delle gondi non è la causa, ma piuttosto uno dei segni della vecchiaia.
Dell'impossibilità di ottenere un ringiovanimento dell'individuo mediante cure opoterapiche ed ormoniche è convinto anche Kotsawski il quale sostiene (Riv. Biol., 12 [1930], p. 40) che per ringiovanire l'organismo non c'è altro che sostituire gli organi lesi e malati con altri più sani.
Secondo Pende, prolungare la vita umana, attiva e senza acciacchi, cioè aggiungendo vita agli anni e non anni alla vita, almeno per un quarto di secolo, è cosa scientificamente possibile, ma è un problema di medicina costituzionale, individuale, biopolitica, che per la risoluzione richiede igiene e una complessa e multipla terapia medicamentosa e opoterapia. In rapporto alla aumentata età media della vita (65-67 anni) e alla cre-
scente percentuale dei vecchi nella popolazione, la medicina attualmente s'interessa sempre più del problema della V. cura, dando luogo al crescente sviluppo di due nuove sue branche: la «gerontologia» e la «gerontiatria».