CICLI BIOLOGICI. - Non v'è fondamentale differenza con il concetto di ritmo. La vita si manifesta ritmicamente (v. BIORITMI): tali appaiono i processi fisiologici, quali la respirazione, la pulsazione cardiaca, la circolazione, la secrezione, ecc. Ma nei fenomeni della vita si manifestano dei ritmi più complessi, a periodo più lungo, che vengono meglio definiti quali c. b. La vita di un organismo dalla nascita alla morte si compie con un c. b. più o meno complesso. Esso presenta diverse fasi o periodi. L'organismo animale, ad es., che si origina dalla cellula uovo, presenta una prima fase detta di segmentazione durante la quale l'uovo si segmenta in un gran numero di cellule senza accrescersi. A questo periodo succede quello embrionale in cui avviene l'organogenesi ed una prima fase di accrescimento; segue un periodo di accrescimento più o meno lungo postembrionale che porta, con il cessare di questo, alla condizione adulta. Nella fase di accrescimento postembrionale può succedere un ac-

(dis. Enc. Catt.)
Possono essere considerati gli ambienti in cui l'organismo passa le varie fasi del suo ciclo vitale. Particolarmente interessanti sono queste condizioni negli animali in cui vi è una vita larvale ed una metamorfosi della larva: negli anfibi anuri, ad es., dalla condizione di vita acquatica della larva si passa a quella di vita terrestre dell'adulto. In alcuni animali, come molluschi, crostacei, vermi ecc., vi possono essere diverse condizioni larvali che si susseguono con habitat diverso. Particolarmente complesso è questo fenomeno in quei parassiti in cui il c. b. si compie anche attraverso diversi ospiti (ospiti intermedi: quelli in cui il parassita non è in condizione adulta; ospite definitivo: in cui il parassita matura gli elementi germinali: V. PARASSITISMO).
Altra condizione importante nel ciclo della vita è l'alternanza di generazione riferita alla condizione di un solo assetto (condizione aploide: n) e di due assetti (condizione diploide: 2n) di cromosomi nelle cellule del corpo. Nelle piante si parla di uno sporofito diploide; esso matura le spore aploidi da cui germinano i gametofiti aploidi che producono le cellule germinali maschili e femminili (gameti). Dalla unione dei due gameti si ha lo zigote diploide da cui germina lo sporofito. Nei vegetali lo sporofito e il gametofito possono essere rappresentati da due piante con aspetto morfologico assai diverso, come ad es. nelle felci (fig. 1) pur essendo il gametofito (protallo) assai meno appariscente dello sporofito. Il meccanismo per cui nei vegetali da cellule diploidi dello sporofito si formano le spore aploidi è rappresentato dalla meiosi (v. GAMETI). Nelle piante superiori il protallo molto ridotto si sviluppa sullo sporofito stesso, senza una vita indipendente, nei fiori.
Negli animali la generazione diploide è rappresentata dall'individuo stesso. Nelle gonadi di questo, con la meiosi, si ottengono i gameti (uova e spermatozoi) aploidi che sono i soli rappresentanti della generazione aploide. Dalla loro unione, con i processi di fecondazione, si ottiene lo zigote o uovo fecondato, diploide, da cui si origina, con lo sviluppo, l'animale diploide (fig. 2).
Collegate con i c. b. sono le combinazioni cicliche che subiscono gli elementi componenti la materia vivente, o elementi biogenetici, che dal mondo minerale passano a quello organico e vivente. Particolarmente importanti sono i cicli del carbonio, dell'azoto, del fosforo e dello zolfo (v. ORGANICAZIONE). In questi cicli, la materia organica viene costruita dagli organismi autotrofi (piante verdi) che utilizzano gli elementi del mondo minerale, con reazione sintetica
endotermica, sfruttando l'energia del sole (v. BOTANICA). Gli organismi eterotrofi analizzano le sostanze organiche così formate liberando l'energia in esse accumulata (reazione esotermica) e rimettendo al mondo minerale gli elementi che erano stati organici. Tale processo di analisi si compie per lo più con le ossidazioni (respirazione; fig. 3).