CLAVIO, CHRISTOPH

CLAVIO, CHRISTOPH. - Celebre matematico gesuita, n. a Bamberga nel 1538, m. a Roma il 6 febbr. 1612. Entrato nella Compagnia a Roma nel 1555, fece gli studi a Coimbra nel Portogallo e tenne poi la cattedra di matematiche al collegio Romano quasi senza interruzione dal 1565 fino alla sua morte. Prese parte attiva alla preparazione della Ratio studiorum della Compagnia ed influì fortemente sullo sviluppo rigoglioso che presero allora le scienze matematiche nell'Ordine. Le sue opere, destinate principalmente all'insegnamento, contarono numerose ristampe: In sphaeram Ioannis de Sacro Bosco commentarius (Roma 1570); Gnomonica libri VIII (ivi 1581); Epitome arithmeticae practicae (ivi 1583); Astrolabium (ivi 1593); Computus ecclesiasticus (ivi 1597); Geometria practica (ivi 1604); Algebra (ivi 1608). La più rinomata Euclidis elementorum libri XV (ivi 1574, con un libro XVI del C.) ebbe un largo influsso anche fuori d'Europa; fu tradotta, ad es., in cinese dal p. Matteo Ricci, già scolaro del C. Ne fu fatta una bella edizione d'insieme: Opera mathematicae (5 voll. in-fol., Magonza 1612). Ci si meritò il nome di «Euclide del sec. XVI», non per originalità di scoperte o di teorie, ma per il meraviglioso dono di sintesi con il quale chiarificò ed unificò tutto l'acquisto delle scienze matematiche al suo tempo. Fu anche un maestro incomparabile e rimase in corrispondenza scientifica non solo con i suoi antichi alunni, ma con i principali scienziati del suo tempo. Sono ben note le sue relazioni con il Galileo, di cui seguì ed appoggiò con benevolenza le prime scoperte.
C. fu uno dei principali collaboratori della riforma gregoriana del calendario (1577-82) e sembra che a lui se ne debba la redazione definitiva. Fu poi incaricato da Gregorio XIII e da Clemente VIII di spiegare il nuovo calendario e di diffonderlo contro gli attacchi dei protestanti: Novi calendarii romani apologia adversus Michaelem Maestlinum (Roma 1588); Romani calendarii a Gregorio XIII P. M. restituiti esplicati S. D. N. Clementis VIII P. M. iussu edita (ivi 1595); scrisse altre apologie contro lo Scaliger (ivi 1595 e 1609) e contro Giorgio Germano (ivi 1610). Manca ancora, sul C., la monografia che meriterebbe.

BIBL.: Sommervogel, II, coll. 1212-24; M. Cantor, Vorlesungen über Geschichte der Mathematik, II, Lipsia 1913, pp. 555-557; E. C. Phillips, The Correspondence of Father Christopher Clausius S. I., preserved in the Archives of the Pont. Gregorian University, in Archivum historicum S. I., 8 (1939), pp. 193-222. Edmondo Lamalle