VECCHI CATTOLICI (ALTKATHOLIKEN)

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VECCHI CATTOLICI (Altkatholiken). - Così si denominarono i membri della Chiesa scismatica sorta dall'opposizione al Concilio Vaticano e alla proclamazione dell'infallibilità pontificia. Il nome significava l'atteggiamento di ripulsi verso i dogmi allora proclamati e la volontà di tener fede alla Chiesa antica, intesa come la Chiesa dei primi otto concili ecumenici.

La costituzione della nuova comunità fu decisa nel Congresso che gli oppositori del Concilio Vaticano, tedeschi e di altre nazioni, tennero a Monaco nel sett. 1871 sotto la presidenza del canonista J. F. von Schulte (v.). I professori Friedrich e Messmer di Monaco, Reusch, Langen Hilgers, Knodt di Bonn, Baltzze e Reinkens di Breslavia, Michelis e Menzel di Braunsberg vanno ricordati fra i principali fautori dell'azione, DÖLLINGER, IGNÁZ VON (v.) ammoniva a non erigere altare contro altare. Nel 1873 la nuova Chiesa si clesse un vescovo nella persona del prof. Reinkens, che ebbe la consacrazione episcopale da un Utrecht (v.). L'organizzazione giuridica della nuova Chiesa fu stabilita nel primo Sinodo generale tenutosi a Bonn nel 1874 ed è opera principalmente dello Schulte. I V. c. delle varie nazioni formano singole Chiese nazionali autonome, collegate fra loro soltanto nella conferenza generale dei vescovi (da quando nel 1889 i V. c. si collegarono stabilmente con la Chiesa di Utrecht la conferenza viene presieduta dall'arcivescovo di questa sett.) Somma autorità nelle singole Chiese nazionali è il sinodo, composto anche di laici: ad esso spetta eleggere i vescovi ed emanare leggi.

La dottrina dogmatica dei V. c. è più tradizionale del protestantesimo, ma è lontana dal conservare l'intero patrimonio delle verità professate nella Chiesa cattolica fino al Concilio Vaticano. Il concetto di Chiesa visibile è ridotto all'insieme delle confessioni cristiane, delle quali nessuna realizza in pieno la vera Chiesa di Cristo. La liturgia, che conserva oltre la Messa anche il culto dei santi e i sacramentali, viene celebrata generalmente nella lingua delle rispettive nazioni.

Le principali comunità di V. c. si hanno oggi in Germania (ca. 25.000 fedeli, con un vescovo residente a Bonn), in Svizzera (30.000 fedeli con un vescovo residente a Berna), in Austria (dal 1913, con sede a Vienna e ca. 30.000 fedeli). Alla comunità dei V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-84.