VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, DETTO IL

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-84.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-85.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-86.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-87.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-88.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-89.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-90.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-91.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-92.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-93.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-94.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-95.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-96.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-97.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-98.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-99.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-100.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-101.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-102.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-103.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-104.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-105.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-106.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-107.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-108.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-109.

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BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-110.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-111.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-112.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-113.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-114.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-115.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-116.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-117.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-118.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-119.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-120.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-121.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken, in LTHK, I, coll. 318-22; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, 2a ed., Brescia 1944, pp. 277-122.

VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, detto il. - V. c. si innestarono anche vari altri movimenti scismatici a sfondo nazionale: così la Chiesa nazionale jugoslava, sorta dopo la prima guerra mondiale (Marco Kalogjera), e la Chiesa nazionale polacca, sorta nel sec. XIX fra i polacchi d'America e poi trapiantata anche in Europa.

BIBL.: J. Troxler, Altkatholiken

Article illustration
(fol. Graesi)
Vecchietta, Lorenzo di Pietro, detto il - S. Bernardino, buato in terracotta - Siena, chiesa di Fontegiusta.

abbia maggiormente contribuito a destare il sentimento del divino, il radioso splendore del sole e dell’aurora, o lo scatenarsi dell’uragano. I maggiori dèi invocati negli inni del Rgveda sono indubbiamente deificazioni di fenomeni naturali, più o meno antropomorfe secondo la maggiore o minor trasparenza del sostrato naturalistico, che serve loro di base. Di Agni (ignis) si parla come del dio dai capelli d’oro, dalle mille corna, dalle forti ganasce, ma i passi che attribuiscono al Fuoco forma umana, sono molto più rari che nel caso d’Indra, il dio della tempesta, armato di folgore. L’aspetto del fuoco era davanti agli occhi di tutti, e si vedeva che non era figura d’uomo, mentre nessun occhio mortale giungeva a scoprire l’effetto d’Indra. La fantasia del poeta restava perciò libera di prestare al dio le fattezze di un gigante che quando non era chiamato a elargire la pioggia squarciando le nubi, esercitava altrove la sua potenza. A lui son dedicati 250 inni, ad Agni 200. Col nome di Agni incominciano tanto il I che il II mangdala o «ciclo» del Rgveda, ma il I cronologicamente posteriore al II ch’è, a sua volta, il primo d’una serie di sette, attribuiti ad altrettante famiglie di rsi o «veggenti» i quali ne avrebbero avuto la rivelazione. Dei 12 cicli, che comprendono 1028 inni, l’VIII è pure attribuito a due famiglie di profeti, e il II, il IX e il X contengono inni, di cui è singolarmente indicato l’autore. Ma si tratta di personaggi mitici: i autori restano sconosciuti. I cicli I e X, composti di parti eterogenee, sono i più recenti della raccolta. L’età del Rgveda è incerta e impossibile a determinare con sicurezza: a. il 1800 a. C. è una delle date più probabili. Al tempo della composizione del Rgveda, gli Ariò-indiani erano ancora insediati nel Panjab, la regione dei 5 fiumi (Hunt) dell’Indo; dediti alla pastorizia, coltivavano l’oro, non ancora il riso (vrihi), e il lupo era per loro più feroce animale. Nel Rgveda l’elefante è ricordato un paio di volte soltanto, la tigre mai. La lingua degli inni, elaborata nelle scuole sacerdotali, rappresenta una fase arcaica del sanscrito, che rimase probabilmente una lingua dottata, ad uso dei brahmani e delle persone colte, accanto al volgare, parlato dal popolo. Gli inni erano in parte recitati e in parte cantati durante i sacrifici. Il corale del sacerdote cantore (udgitar) è il Sāma-veda o «V. delle melodie» che contiene 1549 strofe tutte, meno 75, (desunte dal Rgveda, specialmente dal ciclo IX, dedicato al dio Soma. Manca la notazione musicale, la costante associazione delle strofe con le loro melodie suppliva a cotesta mancanza. Anche oggi, nelle chiese cattoliche, le parole di un inno come Tantum ergo o Te Deum, bastano a far ricordare ai fedeli «l’aria» del canto. Ab love principium, ma Dyaus pitar (Diespiter, Iuppiter), «il Cielo padre», è una divinità secondaria nel Rgveda, il primato spetta a Vāruṇa, il dio del cielo sidereo, che vede e punisce le colpe degli uomini. In compagnia di Mitra, deità solare, sale, all’alba, sopra un trono sostituito da colonne di bronzo e osserva, con l’occhio del sole, le azioni, palesi ed occulte, dei suoi sudditi. I due dèi sono i custodi del rta, «l’ordine» tanto morale che «cosmico». O re Mitra e Vāruṇa, dice l’inno V, 62, 33, «voi sostenete la terra e il cielo con la vostra potenza; voi fate crescere le erbe e affluire il latte alle gioventù; pronti donatori, fate cadere la pioggia a torrenti». Vāruṇa regna anche su gli dèi, ma uno di essi gli contende il primato: Indra, il dio delle battaglie, armato di folgore, signore del cielo atmosferico. La sua figura è completamente antropomorfa, con qualche tratto comico, di schietta origine popolare. L’inno Rgvedico I, 32, 1-8. 15, celebra così la liberazione delle acque (le fiumane del Panjab) che il drago Vrta teneva prigioniere nelle caverne dei monti: «Voglio celebrare le imprese d’Indra, le prime ch’egli ha compiuto armato di folgore: uccise il drago, aprì il varco alle acque, squarciò il ventre alle montagne. — Uccise il drago che giaceva sul monte; il fulmine to- nante glielo aveva fabbricato Tvāṣṭar. Come vacche muggenti, le acque corsero tosto a precipitarsi in mare. — Con l’avidità di un toro, bramò il soma: beve (il succo) spremuto nei tre mastell

i. Il Munifico afferrò l’arma da getto, il fulmine; uccise quel primonato dei draghi

Quando uccidesti, o Indra, il primonato dei draghi e di-

struggesti pure le malie dei fattucchieri, allora creando il sole, il cielo, l’aurora, non trovati davvero più nemici. — Col fulmine, la grande sua arma, Indra colpì Vrta fierissimo nemico (e) Vyaṇṣa. Giace il drago, disteso in terra come ramaglia tagliata con la scure. — Come un ebbro incapace di combattere, sfidò il grande eroe sterminatore, pronto all’assalto. Il nemico d’Indra non sostenne l’urto dei colpi di lui; schiacciò (nel cadere) le fiumane. — Senza piedi né mani, combatté contro Indra; (questi) gli scagliò il fulmine nel dorso. Castrato che voleva tener testa a un toro, Vrta giacque qua e là, fatto a pezzi. — Sopra lui, che così giaceva come una canna rotta, passano le acque, facendosi coraggio. Giacque il drago Vrta a piè di quelle che teneva rinchiusc con la sua potenza. — Indra ceruanoforo regna su ciò che cammina e su ciò che sta fermo, sul (bestiame) cornuto e su quello sprovvisto di corna. Da re, egli governa gli uomini; ha abbracciato queste cose come il cerchio (della ruota) i raggi. — Gli esegni non sono d’accordo sull’interpretazione del mito; per alcuni le montagne simboleggiano i cumuli di nubi, e le acque scarcerate sono le piogge.

All’aurora, la figlia del cielo, che ridona ogni giorno agli uomini la benefica luce del giorno, dedica il Rgveda una trentina d’inni. Questo (VII, 77) è uno dei più caratteristici: «Raggiante si appresso come giovane sposa, incitando a muoversi ogni vivente. Agni diventò fiamma per gli uomini; essa portò la luce volgendo in fuga le tenebre. — Ampiamente estendendosi, salì rivolta all’universo; portando una luminosa, splendida veste, rifluse. Color d’oro, di bell’aspetto, brillò la madre delle vacche, conduttrice dei giorni. — La benedetta che porta l’occhio degli dì (il sole), che guida il bel cavallo bianco (il sole), l’Aurora adorna di raggi, è apparsa e si è diffusa per tutto (l’universo) con i suoi doni risplendenti. — Stando vicina con i beni, allontana il nemico mediante i tuoi raggi; procurati un ampio, sicuro pascolo. Rimuovi l’ostilità, portaci ricchezze, affretta il dono al cantore, o generosa! — Per noi risplendi, dea Aurora, con i più fulgidi raggi, prolungando la nostra vita e concedendoci (tu che possiedi ogni bene) cibo e doni di vacche, di cavalli e di carri. — O Aurora, bennata figlia del Cielo, tu che i Va- siştia esaltano con le preghiere, concedici alta, grande ricchezza. Voi (dèi), proteggeteci sempre col benessere».

Nella religione vedica i sacrifici agli dèi erano di due specie: domestici, ai quali accudiva il padre di famiglia servendosi del focolare domestico, e «conformi alla rivelazione (śrauta)», che richiedevano tre fuochi e l’opera di quattro sacerdoti principali: il Hotar o «Invocatore» che recitava gl’innali lodativi e invitava gli dèi al banchetto sacrificale; l’Udgitar o «Cantore» che accompagnava con canti (ānu) le libazioni; l’Adharyu o «Esecutore» che curava la parte manuale del rito e recitava le form’le sacrificali (yajus) e il Brahman, l’ispettore del sacrificio, che doveva curare il perfetto andamento delle cerimonie. Mentre ai tre primi sacerdoti era sufficiente la conoscenza del solo V. relativo al proprio ufficio (quella del Rgveda al Hotar, del Sīma-veda all’Udgitar e del Yajur-veda all’Adharyu). Il Brahman doveva esser profondo conoscitore di tutti e tre i V., della traviodya o «triplice scienza», considerata come un’unità ed equiparata al Brāhman (v.). Il quarto V., di contenuto magico, non aveva alcun rapporto col sacrificio propriamente detto. Non esistevano nell’età vedica templi né immagini, né v’era un sacerdozio di Stato, malgrado l’importanza del culto. I sacrifici pubblici si facevano all’aria aperta, in comunione con la natura, ma non pro populo né a spese pubbliche. Avevano carattere privato anche se celebrate per ordine e in vantaggio del re. Il sacrificio primaverile di soma era particolarmente solenne e così costoso, che solo un ricco yajamāna, «patrono del sacrificio», se lo poteva permettere. La cerimonia, alla quale attendevano sedici sacerdoti, è così descritta. Tre fuochi vengon accesi sopra un’altura: quello del «padron di casa», che rappresenta il fuoco domestico; quello che riceve le oblazioni e quello meridionale, destinato a tener lontani gli spiriti maligni. I fuochi ricongono la vedi, un luogo quadrilatero scavato nel terreno e tappezzato di erba kuśa, i cui lati maggiori, rientranti, s’incurvano a guisa di mezzaluna.