PIENZA, DIOCESI di. - Diocesi unita a quella di Chiusi, immediatamente soggetta, appartiene alla regione conciliare Etruria; comprende 5 comuni in provincia di Siena. Ha una popolazione di 30.282 ab., distribuiti in 36 parrocchie e 6 vicariati foranei,

I. ORIGINE E SVILUPPO DELLA DIOCESI
P., piccola città della Toscana, in provincia di Siena, da cui dista 52 km., a ca. 8 km. dalla Cassia, su una collina (m. 491), è una delle più caratteristiche città della regione, vero del primo Rinascimento. «Nata da un pensiero da un sogno di bellezza» (Pascoli) di Pio II (E. S. colomini [v.]) che vi nacque il 18 ott. 1405, quando P. era il modesto villaggio di Corsignano; sorse come per incanto in poco più di tre anni dal 1459 al 1462 dopo che il 22 febbr. 1459 Pio II, ritornato per la prima volta a Corsignano, concepì l'ardito disegno di trasformare il luogo natio in una città. Avutone l'incarico, il Rossellino si mise subito all'opera, coadiuvato dai più valenti senesi dell'epoca.Il Papa vi tornò di passaggio, nel suo ritorno da Mantova a Roma, nel sett. 1460. Nell'ag. del 1462 i lavori erano quasi ultimati e il Pontefice vi tornò ad inaugurare la realizzazione del suo sogno. Con la bolla Pro excellenti del 13 ag. 1462 chiamò P. il vecchio Corsignano e la elevò a sede vescovile. Il 29 successivo fu consacrata la Cattedrale e il 7 ott. P. ebbe il suo primo vescovo nel nobile senese Giovanni Cinughi.
Pio II con P. elevò a città e diocesi Montalcino facendole aeque principaliter unite sotto la diretta giurisdizione della S. Sede; furono formate con parrocchie staccate dalle diocesi di Arezzo, Chiusi e Grosseto. Rimasero ora unite, ora separate, finché Clemente VIII le separò definitivamente il 23 ott. 1594. Il 17 giugno 1772 Clemente XIV unì aeque principaliter P. con Chiusi; unione che ancora perdura, conservando la diretta dipendenza dalla S. Sede. La diocesi di P. fu PICCOLOMINI, FAMIGLIA (v.).
II. MONUMENTI RELIGIOSI
Pieve dei SS. Vito e Modesto. A 1 km. ca. dal centro (verso ovest). La chiesa dell'antico Corsignano: costruzione romanica del sec. XI-XII, in rozzi blocchi di tufo, restaurata nel 1925. Vi furono battezzati Pio II e Pio III. S. Francesco, chiesa romanico-gotica, preesistente alla creazione di P., restaurata nel 1905. La Cattedrale (dedicata all'Assunta), costruita sull'antica chiesa di S. Maria, della quale furono trovate vestigia nel 1932. È un connubio tra le forme classiche e albertiane nella facciata, forme gotiche e rinascimentali nell'interno, con abside a raggiera e tre navate di uguale altezza, sostenuta da colonne tetrastili. Tale la volle Pio II ad imitazione di chiese vedute in Austria. La chiesa è talmente luminosa che lo stesso Pontefice la chiamò «domus vitrea». Fatto forse unico nella storia, il 16 sett. 1462 il Papa, allo scopo di impedire qualsiasi alterazionedel tempio, di cui era rimasto entusiasta, emanò una bolla di scomunica contro chi avesse osato in futuro deturparlo in qualche modo. Purtroppo la fretta della costruzione impedì al Rossellino di assicurarsi della stabilità dei fondamenti, che nella parte absidale cedettero fin dal tempo della costruzione: così Gregorio XIII il 1º marzo 1583 dovette abrogare la bolla di Pio II. Vari sono stati nel corso dei secoli i lavori di consolidamento dell'abside. I più importanti, quelli iniziati il 10 sett. 1911 e terminati nel 1934, che hanno assicurato la stabilità della chiesa e le hanno ridato l'originale bellezza. A destra della Cattedrale sorge il Palazzo papale, ispirato a quello Rucellai di L. B. Alberti a Firenze, e che è il capolavoro del Rossellino. Sulla Piazza, insieme con la Cattedrale e il Palazzo papale sorgono pure il Palazzo vescovile, un preesistente palazzo gotico, adattato al nuovo stile dal card. Borgia, poi Alessandro VI, e su un portico di ordine ionico il Palazzo comunale, elegante nella sua austera potenza; più in là il Palazzo Ammannati. A sinistra della Cattedrale, presso l'agile campanile ottagonale cuspidato, vi è la canonica, con il piccolo ma ricco museo, dove possono ammirarsi il celebre piviale, ricchi arazzi fiamminghi, corali, tavole di
Sano di Pietro, di Bartolo di Fredi, del Sassetta, di Matteo di Giovanni, di Giovanni di Paolo e del Vecchietta (il cui capolavoro, L'Assunta, è nella Cattedrale). Annessa al museo una pregevole sala archeologica di oggetti di scavo etruscoromani.
Nei dintorni interessante l'ex-monastero di S. Anna in Camprena, con i primi affreschi del Sodoma, il Castello di Spedaletto (sec. XV), e Monticchiello per la sua importanza storica e artistica. - Vedi tav. XC.