VÁZQUEZ (err. Vásquez), GABRIEL. - Gesuita teologo tra i primi del sec. XVI, accanto al Suárez, n. a Villasecuela del Haro, presso Belmonte del Tago (donde l'appellativo di « Bellemontanus ») nel 1549, m. ad Alcalá il 30 sett. 1604.
Entrato nell'Ordine nel 1569, finiti appena gli studi, insegnò morale ad Ocaña (1575-77), teologia scolastica a Madrid (1577-79), Alcalá (1580-85), a Roma nel Collegio Romano (1585-91), succedendo al Suárez. Non trovandosi bene con il carattere degli Italiani, tornò nel 1551 ad Alcalá, dove attese alla sua opera fino al 1593, quando successe di nuovo al Suárez, fatto passare a Salamanca, rimanendovi fino alla morte, che lo colse improvvisa.
Esordì con il De cultu adorationis (Alcalá 1594), inserito poi nell'opera seguente, quella in cui lasciò la sua forte impronta e che gli acquistò fama universale: Commentarii et disputationes in 1° partem s. Thomae (2 voll., IV, 1598); in 2°-2° (2 voll., IV, 1599-1605); in 3°-4° voll., IV, 1609-1615, seguiti da Opuscula moralia (IV, 1617), dove si contengono alcuni trattati da lui preparati sulla 2-2°a. Come appare dalle date, il V. non vide stampati che i primi tre volumi; tutti gli altri furono pubblicati postumi dai manoscritti già pronti, senza ritoccarli. I suoi trattati filosofici furono poi estratti dai Commentarii riuniti nelle Metaphysicae disputationes ex variis locis suorum operum, a cura di Murcia de la Llama (Madrid 1617).
Il contemporanei chiamarono il V. l'Agostino spagnolo non solo per la conoscenza profonda del santo Dottore, ma anche per l'erudizione biblica e patristica e conciliare. Conciso, chiaro, geniale, di straordinaria prontezza di spirito e vivacità di parola, strappava spesso gli applausi degli alunni; ma, se supera il Suárez nel metodo e nell'acutenza, gli resta inferiore nella profondità ed estensione della dottrina e nella moderazione dei giudizi. Propri del V. sono infatti l'audacia di talune affermazioni ricercate e sottili, che lo portarono non di rado a sentenze ingiuste e ardite, e il difetto di indugiarsi su questioni secondarie e di nessuna utilità. Molto si è anche parlato dei suoi dissensi e delle discussioni con il Suárez, le quali, se potevano dare vivacità alla scuola, poco o nulla giovarono al progresso della scienza teologica; chi, però, sfondi la questione dalle molte esagerazioni, frutto di fantasia, constaterà che tutto in fondo si riduce ad una certa intolleranza delle reciproche idee, anche se talora espressa dal V. in maniera troppo accesa e irruente. Nella questione della Grazia sostenne contro il Bellarmino molinismo (v.); tra i sistemi morali si attiene al probabilismo, ma con una certa discrezione.
Molti altri scritti, anche di valore, del V. restano inediti; altri uscirono postumi, tra cui: Paraphrasis et compendiaris explicatio ad nonnullas Pauli epistolas (Romani, Efesini, Filippesi, Colossesi, I e II Tessalonicesi, Ebrei [Madrid 1612]).
C. Celestino Testore

Vaughian, Herbert - Ritratto.