MONACO. - È questo, prescindendo dallo Stato del Vaticano, il più piccolo Stato del mondo.
Consta di un'esile striscia litoranea sulla riviera ligure di ponente, fra Roia e Varo, ad 11 km. dal confine italiano francese, con superficie di kmq. 1580 e 19.242 ab. (nel 1946).
Vive agglomerato quasi tutto in un unico nucleo urbano, costituito dai centri di Montecarlo, La Condamine e M. Quest'ultimo è sede del Governo. Nota per l'eccezionale dolcezza del clima, la regione è centro di intensa industria alberghiera, a carattere internazionale. M. è un Principato costituzionale ereditario.
I. STORIA
Il «portus Herculis Monocci» fu fondato, in territorio ligure, probabilmente, da coloni focesi emigrati da Massilia (Marsiglia) e occupatopoi dai Romani. Ecateo di Mileto lo ricorda fin dal sec. VI a. C.; Strabone e Servio accennano al santuario, che si ergeva sull'areo in onore di Ercole Monceo (o Solitario), così chiamato perché il suo culto non era connesso con quello di Ashtoret. Il suo porto «sub Herculeo sacratus numine», esposto ai venti di sud-ovest, era troppo piccolo ed inadatto a ricoverare navi numerose o di notevoli dimensioni, così che presto decadde, appena fu fondata col suo porto la città di «Forum Iulii» (Fréjus). Sul monte sopra M. (La Turbie) fu lanciata da Augusto la grande «via Iulia Augusta», e vi fu da lui cretto il «Tropaeum Alpium» in commemorazione delle vittorie riportate sui popoli delle Alpi. Nell'alto medioevo M. fu sottoposta a scorrerie da parte dei Saraceni, fu concessa nel 1191 in feudo alla Repubblica di Genova dall'imperatore Enrico VI.
Durante le lotte tra ghibellini e guelfi i Grimaldi, guelfi, fin dal 1297 riuscirono ad impadronirsi di M., e dopo alterne vicende, per cui furono anche spodestati, la loro sovranità fu infine successivamente riconosciuta dai duchi di Savoia, dai papi, dagli imperatori. M. si trovò sotto il protettorato della Spagna fino al 1641, quando con un colpo di mano il principe Onorio II espulse la guarnigione spagnola, si allocò strettamente con i Francesi e ne accettò la protezione. Durante la Rivoluzione Francese, nel 1793, M. fu annessa alla Francia, ma nel 1814 i Grimaldi, con Onorio IV, ritornarono al potere. Il Congresso di Vienna stabilì che il protettorato sul Principato spettava al Regno di Sardegna. Il Principato strinse nuovamente forti legami (nel 1860) con la Francia, che, con un trattato del 1919, ne garantì l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale.
II. DIOCESI DI M
La diocesi di M. conta 4 parrocchie, servite da 20 sacerdoti diocesani, 15 regolari, 6 comunità religiose maschili e 9 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 274).La più antica memoria cristiana della diocesi è costituita dal priorato benedettino di S. Devota a St-Pontes, eretto nel 1075 (Cottineau, II, col. 1876). Del 1078 è la chiesa di S. Maria e poco posteriore quella di S. Donato. Fino al 1868 M. fece parte della diocesi di Nizza. Il 30 apr. 1868 il papa Pio IX eresse in M. l'abbazia nullius dei SS. Nicola e Benedetto. Il papa Leone XIII creò la diocesi di M. il 15 marzo 1887 assegnandole gli stessi confini civili del Principato e come immediatamente soggetta alla S. Sede. Primo vescovo ne fu mons. Carlo Francesco Bonaventura Theuret (1887-1901). La Cattedrale è dedicata all'Immacolata Concezione. Il vecchio Palazzo Ducale contiene affreschi di Annibale Carracci e di Orazio Ferrari. Nel 1910 fu fondato in M. un museo oceanografico.
III. CONDIZIONE GIURIDICA DELLA CHIESA
La condizione giuridica della Chiesa nel Principato di M. è regolata dalla bolla Quemadmodum di Leone XIII, emanata il 15 marzo 1886.Il documento, che è, in sostanza, una convenzione tra il Sommo Pontefice e il principe sovrano di M., intesa a regolare l'organizzazione della diocesi monégasca eretta con la medesima bolla, fu mandato ad esecuzione l'anno dopo (28 sett. dal Principato, 10 ott. dalla S. Sede).

a con la medesima bolla, fu mandato ad esecuzione l'anno dopo (28 sett. dal Principato, 10 ott. dalla S. Sede).
La diocesi, che è immediatamente soggetta alla S. Sede, comprende tutto il territorio del Principato, già sottratto alla giurisdizione spirituale del vescovo di Nizza ed eretto in abbazia nullius da Pio IX nel 1868. È riconosciuta la personalità giuridica, oltre che alla diocesi, a tutti gli enti ecclesiastici e istituiti religiosi, esistenti e futuri. Lo Stato prende a suo carico tutte le spese del culto. La S. Sede concede al Principe un diritto di patronato assai esteso: presentazione alla S. Sede di una terra di persone per la nomina del vescovo, nomina di tutti i canonici, eccetto uno, di tutti i parroci e vicari parrocchiali, eccetto il parroco ed i vicari parrocchiali della chiesa di S. Carlo a Monte Carlo, affidata in perpetuo alla Congregazione dei Chierici regolari della Madre di Dio. Al vescovo è riservata naturalmente la provvisione canonica e il diritto di ricusarla per gli indegni. Il 4 ott. 1934 fu pubblicata una ordinanza sovrana regolante il diritto alla pensione dei sacerdoti che occupano un ufficio o esplicano una funzione retribuita dallo Stato.
Anche nel Principato di M. esiste tuttavia l'istituto del divorzio, regolato dalle ordinanze 3 luglio 1907 e 11 giugno 1919.
Il Principato di M. mantiene relazioni diplomatiche con la S. Sede, presso la quale è rappresentato da un ministro plenipotenziario. Ippolito Rotoli