BEIRUT. - L'antica Βερύτης ο Βεργίτης, Berito (v.). Attualmente capitale della Repubblica del Libano. Il territorio, che prima era mandato francese, insieme con la Siria, raggiunse, dopo la seconda guerra mondiale, la propria indipendenza (1946). Situata alle pendici del Monte Libano, nella baia di S. Giorgio, è il primo posto della Siria. La città odierna è sorta sul sito di quella romana; è costituita da una città vecchia, al centro, e da una parte più recente, e possiede i resti di un tempio romano, chiese erette dai Crociati e moschee, che ne testimoniano le vicissitudini storiche.
Nei primi secoli cristiani ebbe una celebre scuola di Diritto, nella quale studiò s. Gregorio Taumaturgo e più tardi il giurista Triboniano. Patria di s. Panfilo poi vescovo di Cesarea, B. fu almeno dagli inizi del sec. IV sede vescovile. Nel 448 si celebrò a B. la conferenza preparatoria a quella di Tiro nella causa del vescovo Iba. Teodosio II (449) dichiarò, fino a quel tempo suffraganza di Tiro, metropoli, ciò che non fu ammesso dal Concilio di Calcedonia (451). Nel 555 B. fu distrutta da un terremoto. La restaurata città fu invasa dagli Arabi nel 635, il re di Gerusalemme, Baldovino I, la conquistò nel 1110, con l'aiuto di 40 navi genovesi, e la fece signoria franca, finché nel 1291 non cadde in mano ai mamelucchi. Secondo la statistica del 1932 B. ha una popolazione di 160.947 ab., di cui 92.722 cristiani.
B. È sede di parecchi vescovati, così distinti: I. B. degli Armeni. - B. diventò un centro importante armeno soltanto dopo la prima guerra mondiale a causa dell'emigrazione dalla Turchia. La città è sede del patriarca cattolico di Cilicia dal 23 giugno 1928, ed è anche la sua diocesi particolare. Si contano ca. 7000 fedeli, 16 sacerdoti, 5 chiese, 5 scuole. Fioriscono le opere di azione cattolica.
II. B. dei Maroniti. - Un vescovo maronita di B. viene già ricordato nel 1577. Probabilmente ne fu uno ancora prima. Dal 1691 comincia la serie ininterrotta dei vescovi. Si contano ca. 15.000 fedeli, 125 sacerdoti, 150 parrocchie, 12 conventi, 58 scuole. Vi sono fiorenti confraternite e opere di azione cattolica (v. Maroniti). Poco prima della seconda guerra mondiale è stato fondato a Gázir, non lontano da B., il seminario centrale maronita.
III. B. dei Melkiti. - Un metropolita dei Melkiti cattolici inviò il 1701. Si contano 20.000 fedeli, 12 sacerdoti, 37 parrocchie, di cui 5 nella stessa città, 12 case religiose, di cui 8 maschili, 20 scuole. Fioriscono le opere di azione cattolica.
IV. B. dei Siri. - B. soltanto nei nostri giorni è diventata sede di un vescovo giacobita. I Siri cattolici, convertiti dal monofisismo dei giacobiti, vi istal-

Beram, Hans Sebald - S. Girolamo, Incisione.
l'aronu un vescovo per la prima volta nel 1817. La serie fu però talvolta interrotta. Dal tempo della prima guerra mondiale la residenza del patriarca siro-cattolico di Antiochia si trova a B. Si contano 2600 fedeli, 7 chiese, 26 sacerdoti, 13 scuole. Esistono confraternite fiorini.
V. | UNIVERSITÀ DI S. GIUSEPPE di B. - Uno dei principali centri culturali non solo della Siria, ma di tutto il prossimo Oriente, fondato e diretto dai Gesuiti. Il nucleo iniziale fu un seminario interrituale proposto dal p. Ryllo dopo un'intesa con i patriarchi armeno, maronita, greco e siro. La proposta fu subito approvata da Gregorio XVI, e, grazie alla diligenza del p. Riccadonna, il seminario trovò un primo alloggio a Gazir nel 1843.
Esso fu in principio scuola di arabo e italiano; poi acquistò un così buon nome che si pensò a trasferirlo a Beirut, dove, con l'aiuto dei cattolici americani sorde, gettò nel 1875 l'attuale edificio dell'università. Leone XIII concesse nel 1881 al seminario orientale la facoltà di conoscere ferie gradi in filosofia e teologia, elevandolo alla categoria di università pontificia. Secondo le ultime statistiche (1948) il seminario, che attualmente ha 71 studenti, ha dato alla Chiesa 4 patriarchi, 28 vescovi e 437 preti secolari.
Accanto al seminario si sono andate erigendo le facoltà di medicina, diritto, letterature orientali e ingegneria, i cui titoli vengono riconosciuti dallo Stato francese, con un insieme (1948) di 1853 alunni. Diversi professori dell'università si sono specialmente distinti nella storia, nella linguistica e nell'archeologia della Siria. Ricordiamo i nomi del p. Cheikhò autore di antologie arabe, del p. Belot con il suo vocabolario arabo, del p. Bruns con quello siriano, del p. Lammens, celebre per gli studi sugli arabi prima dell'Islamismo, del p. de Jerphanion (v.). Un'ottima tipografia con i fini caratteri arabi fatti fondere dal fr. Antun stampa le numerose riviste dell'università fra le quali segnaliamo i Mélanges in francese e al-Masfirq in arabo. Fino all'anno 1947 pubblicava anche il quotidiano arabo al-Bašir.