COLOMBIA. - Stato dell'America meridionale; l'unico del continente che si affacci insieme al Pacifico ed al Mar Caraibico.
I. GEOGRAFIA
È un paese assai vasto (kmq. 1.100.000, quasi 4 volte l'Italia), ma ancora non tutto ben noto e di cui solo una piccola parte è messa in valore. A parte l'esile cimosa litoranea sul Pacifico, importuosa e poco abitata, la C. consta di una sezione occidentale, montuosa (Ande), con interposte ampie vallate (Atrato, Maddalena, Cauca) e di una orientale, pianeggiante, solcata dagli affluenti dello Orinoco e del Rio delle Amazzoni. Quest'ultima abbraccia da sola più di metà del paese, rivestita di foreste a S., di savana a N., ma è quasi deserta.La popolazione si addensa invece nella regione andina, dove l'altitudine (nelle cosiddette Tierra templadas, 1000-2000 m., vive il 50% degli ab.) tempera gli eccessi del clima tropicale caldo-umido e talora piovosissimo (7000 mm. annui di precipitazioni sul versante del Pacifico). La C. ha immense possibilità naturali, ma la loro valorizzazione è ritardata e inceppata dalla debole densità del popolamento (9 ab. a kmq.; come in Norvegia), dalla difficoltà delle comunicazioni (per lo più fluviali; vi sono 3440 km. di ferrovie) e dalla relativa instabilità del governo. Quest'ultima è in rapporto con la scarsa omogeneità della popolazione (oltre 10 milioni di anime nel 1946), della quale, il 40% è rappresentato da meticci, il 15% da mulatti, il 10% da negri, il 7% da amerindi e poco più del 25% da bianchi puri (vi sono fra gli stranieri, 2000 italiani). L'agricoltura e l'industria estrattiva si bilanciano come attività produttive. Caffè e petrolio sono gli articoli sui quali si basa l'esportazione, ma la C. si presta bene, fra l'altro, alle colture del banano, del tabacco, del cotone e della canna da zucchero, che ormai vi prosperano, mentre il sottosuolo dà anche oro, argento, platino, carbone, pietre preziose, ecc.; l'allevamento conta già sopra un patrimonio zootecnico cospicuo (12 milioni di capi di bovini) e la foresta (più del 50% della superficie territoriale) si può dire ancora intatta.
La C. è una repubblica unitaria con rappresentanza bicamérale. Il paese ha la seguente divisione amministrativa.
La capitale è Bogotá (600 mila ab. nel 1948), a 2640 m. sul livello del mare.
Religione di Stato è la cattolica romana; fra le tribù indigeni dell'interno si conservano tuttavia culti pagani.
II. STORIA ECCLESIASTICA
I. Evangelizzazione
Dal principio del sec. XVI la costa settentrionale della C. attuale fu occupata dagli Spagnoli e furono fondate le città di S. Marta (1525) e di Cartagena (1533). Dal sud il conquistatore di Quito, Sebastiano di Benalcázar, si spinse avanti verso nord fondando nel 1537 la città di Popayán e arrivando nel 1538 nello Stato degli Chibchas ovvero Muyskas sull'alta tipiano di Boyacá e Condimarca. Contemporaneamente irruppero in questo Stato degli Chibchas Gonzalo Ximénes de Quesada da S. Marta e Nicolás Ferdermann provenendo da Coro (Venezuela). Le rivendicazioni del Quesada furono riconosciute e si fondò la provincia (audiencia) della Nuova Granada con la capitale S. Fé de Bogotá. La Nuovaa) Dipartimenti:
1. Antioquia 67 1 405,5
2. Atlántico 3 366,5
3. Bolivar 60 968,3
4. Boyacá 65 777,5
5. Caldas 13 1006,4
6. Cauca 30 427,4
7. Chocó 47 112,1
8. Cundinamarca 24 1 390,2
9. Huila 21 233,8
10. Magdalena 54 426,4
11. Nariño 30 537,4
12. Santander N. 21 409,7
13. Santander S. 32 718,5
14. Tolima 23 691,4
15. Valle del Cauca 21 889,6
16. Mete 85 521,1
17. S. Andrés y Providencia 0,06 6,6
c) Commissariati:
18. Amazonas 12 4,3
19. Arauca 26 11,3
20. Caquetá 103 21,1
21. Goajira 12 53,9
22. Putumayo 26 15,8
23. Vaupés 150 7,8
24. Vichada 103 9,2
TOTALE 11 40 10 5 4 7
Granada, al principio «audiencia» del vicegromo di Perú, nel 1739 fu elevata a vicegromo comprendendo la C., il Panama, l'Ecuador e il Venezuela. Nel 1860 cominciò il movimento d'indipendenza, il quale dopo qualche contraccolpo condusse alla fondazione della Repubblica di C. nel 1819.
Con la fondazione di S. Marta s'iniziò l'evangelizzazione degli indiani della costa settentrionale. I Domenicani si fissarono a S. Marta e a Cartagena, create diocesi nel 1534, formando così i centri di azione missionaria tra le tribù indiane della regione. In Cartagena si aprì un collegio per i figli dei capi. Fu a Cartagena che il domenicano s. Lodovico Beltrán nel sec. XVI sviluppò la sua benefica attività tra gli indiani. I primi missionari di Popayán (eretta in diocesi nel 1546) furono i Mercedari, mentre con Quesada i Domenicani di S. Marta vennero a Bogotá (elevata ad arcidiocesi nel 1564 con le suffragane di Popayán, Cartagena e S. Marta). Nel 1566 i Domenicani amministravano nella Nuova Granada 170 «doctrina» e fondarono una provincia indipendente nel 1577. Dal 1550 i Francescani lavoravano nella Nuova Granada, che cressero in provincia nel 1565. Si trovano inoltre nel paese i Romantani di S. Agostino con la loro prima fondazione a Bogotá nel 1575, e i Recolletti di S. Agostino, i quali dalla loro prima fondazione «El Desierto de la Candelaria» nel 1597, furono denominati Candelarios.
Durante i secc. XVI-XVII la missione si limitava generalmente alle regioni montagnose per il loro clima saburo, avendo i sunnomati Domenicani, Francescani, Agostiniani, Romantani e Recolletti organizzato le loro «doctrinas» tra i Chibchas e le numerose altre tribù del paese. Nel sec. XVII si iniziarono le missioni anche tra gli indiani delle pianure, poco salubri, della costa e dei fiumi e le pianure (Llanos) dell'est. Furono principalmente i Gesuiti, i quali in un primo tempo, dal 1598, avevano lavorato nei collegi delle colonie spagnole. Nel 1604 fondarono la vice provincia della Nuova Granada. Dal 1624, e, dopo un primo scacco, di nuovo dal 1659 iniziarono le missioni dei Llanos, fondando specialmente nel sec. XVIII riduzioni nel Casanare, sul Meta e sull'Orinoco, le quali nel 1754 comprendevano 10.000 indiani e, più a sud, le famose riduzioni di Mainas, che si estendevano in parte sul territorio odierno di C. I Gesuiti si occuparono pure dei numerosi schiavi neri
sbarcati a Cartagena; e fra loro si distinse s. CLEVE (v.). Gli Agostiniani, Domenicani e Francescani continuarono in quest'epoca a intraprendere, accanto alle "doctrines " esistenti, nuove missioni. I Francescani fondarono due collegi missionari: Pamasqui (nel 1699) trasferendolo nel 1747 a Popayán, e Cali (nel 1756) per gli indiani del Caquetá, Chocó e Urabá. I Cappuccini iniziarono nel 1693 la missione di Goajira la quale continuò fin alle guerre per l'indipendenza.
L'espulsione dei Gesuiti nel 1767, le cui missioni furono amministrate in un primo tempo dai Domenicani e Francescani, e lo scompiglio delle lotte per l'indipendenza, ostacolarono grandemente l'opera missionaria, la quale nel sec. xix crollava completamente. Nei primi tempi della Repubblica di C. i conventi, principali cen-
tri dell'attività missionaria, cominciarono in parte a sparire mancando il concorso dalla Spagna.
Con il concordato (1887) cominciò pure la riorganizzazione dell'opera missionaria tra gli indiani a metà civilizzati e tra i non civilizzati. Per la loro evangelizzazione furono eretti i seguenti vicariati e prefetture: Goajira, Cappuccini (tornati nella missione nel 1883, 1905 vicariato apostolico); Casanare, Agostiniani Recolletti ( 1893 vicariato apostolico); Caquetá, Cappuccini (iniziata nel 1895 , 1904 prefettura apostolica; 1930 vicariato apostolico); pianure (Llozos) di S. Martino, Montfortani (1903-1904 due prefetture apostoliche; 1908 unico vicariato apostolico); Tierradentro, Lazzaristi (dal 1905, 1921 prefettura apostolica); Chocó, Claretiani ( 1908 prefettura apostolica); San Andrés y Providencia, Mill Hill dal 1912, Cappuccini

dal 1927; Urabá, Carmelitani scalzi (1918 prefettura apostolica soppressa e unita alla diocesi di Antioquia nel 1941); Arauca, Lazzaristi (1915 prefettura apostolica); S. Jorge, istituto spagnolo di S. Francesco Saverio di Burgos (1924 prefettura apostolica di Sinú, dal 1931 nuovo nome S. Jorge); Tumaco, Agostiniani Recolletti (1927 prefettura apostolica); Fiume Maddalena, Gesuiti (1928 prefettura apostolica); Labateca, seminario di Yarumal di C. (1945 prefettura apostolica).
2. Storia moderna
Al Congresso di Angostura, il 17 dic. 1819, sorse la Repubblica di C. Ne fu il primo presidente Simon Bolivar, "Libertador de C., padre de la patria, terror de los tiranos". Il nuovo Stato (Gran C.) comprendeva non solo l'odierna C., ma anche il Venezuela e l'Ecuador. L'assemblea costituente di Cucuta del 1821 si mostrò assai favorevole alla religione cattolica, e la neo-repubblica cercò immediatamente di stringere legami con la S. Sede, ma a tale intento era d'ostacolo il diritto di patronato che il re di Spagna aveva sulle diocesi sudamericane. Falli pertanto nel sett. del 1824 la missione a Roma dell'inviato colombiano Tezada. Solo dopo la battaglia di Ayacucho ( 9 dic. 1824) che segnò il definitivo tramonto del dominio spagnolo in America meridionale, ed il riconoscimento del nuovo Stato da parte della Gran Bretagna, Leone XII deliberò il 18 genn. 1827 di procedere motu proprio alla provvista delle sedi episcopali vacanti. Questo provvedimento, salutato con gioia dai cattolici della C., riscosse il particolare gradimento di Bolivar, il quale emanò in seguito una serie di leggi favorevoli alla Chiesa. Dopo l'assassinio di Sucre, il discepolo prediletto del «Libertador» (4 giugno 1830), e le dimissioni e la morte di Bolivar ( 17 dic. 1830), la Repubblica di C. si suddivise nei tre Stati di Venezuela, Ecuador e Nuova Granata, e il nome nel 1861 fu mutato in quello vigente di C. Poiché la Convenzione del nuovo Stato aveva formulato voti fervidissimi di allacciare regolari rapporti con la S. Sede, il presidente Santander incaricò delle relative trattative il già menzionato Texada, che ottenne nel nov. del 1835 il riconoscimento della Repubblica da parte delle S. Sede e l'istituzione di una rappresentanza diplomatica pontificia a Bogotá. Sotto la presidenza del generale Herran fu promulgata nel 1843 una nuova costituzione; la religione cattolica fu riconosciuta religione dello Stato e la Compagnia di Gesù, espulsa ai tempi di Carlo III, fu riammessa sul territorio della Repubblica. I due decenni successivi, fino al 1867 , videro il trionfo del radicalismo ed il predominio settario di Mosquera, che esilio i vescovi, confisco i beni dei conventi e cercò in ogni modo di sottomettere i ministri ecclesiastici all'autorità statale : infatti la nuova costituzione del 21 maggio 1853 e la legge 15 giugno dello stesso anno avevano sancito la separazione della Chiesa dallo Stato. La vita interna della Repubblica era turbata da continue rivolte e dalle lotte dei partiti. Liberali e conservatori, federalisti e centralisti si contendevano senza posa il potere, finché la costituzione del 5 ag. 1886 segnò il trionfo dei conservatori, e dei centralisti. Il nome di Stati Uniti di C., in uso dal 1861, fu sostituito dall'altro di Repubblica di C., e gli Stati federali, perduta la loro autonomia, divennero dei dipartimenti alle di-pendenze dell'autorità centrale. Il 31 dic. 1887 si procedette a Roma alla firma di un concordato con la S. Sede che proclamava la religione cattolica religione dello Stato, assicurava piena libertà alla Chiesa, garantiva che l'insegnamento sarebbe stato attuato in conformità ai dogmi ed alla morale cattolica: il concordato era stato reso possibile dalla nuova costituzione del 6 ag. 1886 (cf. soprattutto artt. 51 e 56 , questo ora modificato dagli artt. 13 e 34 della legge 5 ag. 1936). Nel 1892 si ebbe inoltre una convenzione suppletiva sul fòro ecclesiastico, sui cimiteri e sullo stato civile; e il 29 dic. 1902 fu stipulato un accordo per l'erezione di nuove prefetture apostoliche. Nel 1903 scoppiò una rivolta nel dipartimento di Panama che le truppe del governo centrale non furono in grado di reprimere: ne segui che il dipartimento, con l'appoggio degli Stati Uniti, si costitui in repubblica indipendente. Durante la prima guerra mondiale la rappresenzanza diplomatica della S. Sede fu elevata al grado di nunziatura. Il 5 maggio 1928 fu stipulato tra la S. Sede e la C. un accordo relativo ai luoghi di missione, in cui tra l'altro si stabilisce (art. 12) che le nomine dei funzionari civili nei luoghi di missione saranno fatte previa intesa col nunzio apostolico, in modo da garantire che si tratti di persone favorevoli alle missioni. Una convenzione recante aggiunte e modifiche al concordato del 1887 sulla nomina dei vescovi, sul pieno riconoscimento degli effetti civili al matrimonio canonico e sul passaggio della amministrazione dei cimiteri dall'autorità ecclesiastica a quella civile, fu firmata a Roma il 22 apr. 1942.

2005