CILE. -
I. GEOGRAFIA
Stato dell'America meridionale costituito dallo stretto versante occidentale delle Ande, e perciò chiuso fra queste e il Pacifico in una striscia larga fra i 150 ed i 200 km. ed estesa per 4300 km. da N. a S. Il grande sviluppo in latitudine determina condizioni climatiche diverse nelle diverse sezioni. Di regola si distinguono: una regione settentrionale arida (deserto di Atacama), ma ricca di risorse minerarie; una meridionale, umida e relativamente fredda, con buoni pascoli, ampie foreste ed una zona di mare adatta alla pesca; e, fra le due, il C. mediano, con clima temperatocaldo, e discreta piovosità, vaste superfici piane irrigate od irrigabili. Ne risulta un paese di larghe possibilità economiche, sia nel campo agricolo (cereali, tabacco, canapa e soprattutto vite), zootecnico (6.100.000 di capi ovini; 2.500.000 di bovini, ecc., con conseguenti industrie delle carni e della lana) e forestale (1/5 della superficie territoriale è coperto di boschi, ma quasi tutti nel C. meridionale ed ancora poco sfruttati), come in quello minerario, che allinea, accanto alle enormi risorse di nitrato sodico del C. settentrionale (e dei sottoprodotti, come il borace e lo iodio), quelle del rame (2° posto nella produzione mondiale), del ferro, dell'oro, del carbon fossile, del salgemma, ecc. L'industria, di fresca data, è impari alle possibilità e ai bisogni del paese, ma ha fatto, negli ultimi anni, notevoli progressi (specie nei rami tessile, alimentizio e siderurgico). Il commercio è prevalentemente marittimo, e conta su numerosi porti, il principale dei quali è Valparaiso, che assorbe da solo metà del traffico di importazione.
La popolazione del C. è abbastanza omogenea dal punto di vista etnico, risultando nella sua grande maggioranza di oriundi spagnoli. Gli Amerindi (Changos, Fuegini ed Araucani) ne rappresentano oggi appena il 2% e possa poco altrettanti sono gli stranieri (dei quali 11.000 italiani; 35.000 calcolando anche i figli nati nel C.). La densità (7 ab. a kmq.) varia di molto da zona a zona: sul 28% del territorio, nel C. mediano, si accentra l'86% della popolazione totale. La capitale, Santiago, è ormai una grande metropoli (1.300.000 ab. nel 1947), ma solo un'altra città, Valparaiso, supera i 100.000 ab. La religione cattolica è professata dal 95% degli ab.; ma gran parte degli Amerindi è ancora pagana; vi sono poi piccoli nuclei di evangelici e di israeliti.
Il C. è una Repubblica unitaria, con rappresentanza bicamerale. Ecco la sua attuale suddivisione amministrativa:
| Province | Superficie in kmq. | Popolazione 1-1-1947 | Densità a kmq. | Capoluoghi (Popolazione in 1000 ab. cens. 1940) |
|---|---|---|---|---|
| Tarapacá | 55 287 | 107 279 | 2 | Iquique (38) |
| Antofagasta | 123 063 | 164 468 | 1 | Antofag. (50) |
| Atacama | 79 883 | 81 573 | 1 | Copiapó (16) |
| Coquimbo | 39 889 | 236 527 | 6 | La Serena (21) |
| Aconcagua | 10 204 | 117 548 | 12 | S. Felipe (16) |
| Valparaiso | 4 818 | 507 567 | 505 | Valpar. (212) |
| Santiago | 16 988 | 666 680 | 98 | Santiago (949) |
| O'Higgins | 7 112 | 208 608 | 29 | Rancagua (22) |
| Colchagua | 8 865 | 130 630 | 15 | S. Fern. (13) |
| Curicó | 5 735 | 85 412 | 15 | Curicó (20) |
| Talca | 9 640 | 159 914 | 17 | Talca (45) |
| Maule | 5 626 | 62 113 | 11 | Cauquenes (11) |
| Linares | 9 820 | 128 572 | 13 | Linares (17) |
| Nuble | 14 211 | 219 511 | 15 | Chillán (39) |
| Arauco | 5 756 | 72 934 | 13 | Lebú (8) |
| Concepción | 5 701 | 344 970 | 61 | Concepc. (86) |
| Bio-Bío | 11 248 | 126 627 | 11 | Los Ang. (11) |
| Malleco | 14 277 | 156 505 | 11 | Angol (12) |
| Cautín | 17 370 | 318 655 | 18 | Temuco (39) |
| Valdivia | 20 002 | 195 805 | 10 | Valdivia (35) |
| Osorno | 10 015 | 106 760 | 11 | Osorno (27) |
| Llanquihue | 18 407 | 116 664 | 6 | Puerto M. (13) |
| Chiloé | 23 446 | 92 823 | 4 | Ancud (4) |
| Aysén | 88 984 | 19 094 | 0,2 | Aysén (2) |
| Magallanes | 135 418 | 51 863 | 0,4 | Punta Ar. (30) |
TOTALE 741 767 5 479 202 7
de la structure économique du Chile, in Rev. économ. intern., 27 (1935), pp. 495-510; G. MacBride, Chile: Land and Society, Nuova York 1936; E. P. Hanson, Chile, ivi 1941; E. Fergusson, Chile, ivi 1943; P. T. Euworth, Chile: an Economy in Transition, ivi 1945.
Giuseppe Caraci
II. EVANGELIZZAZIONE DEL C
Dopo che Pedro de Valdivia nel 1540 dischiuse la parte settentrionale del C. alla colonizzazione spagnola, s'iniziò l'evangelizzazione degli indiani per opera dei Mercedari (1548) seguiti poco dopo dai Domenicani (1552) e dai Francescani (1553) e verso la fine del sec. XVI dai Gesuiti (1593) e dagli Agostiniani (1595). Nel 1561 fu eretta la diocesi di Santiago del C., nel 1563 quella di La Imperial. Gli Araucani al sud del fiume Bio-Bio resistettero però alla colonizzazione e all'opera missionaria, distruggendo nel 1598 La Imperial (in seguito la sede vescovile fu trasferita a Concepción) e le poche missioni dei Mercedari e dei Francescani. Nel sec. XVII i Gesuiti, malgrado le continue ribellioni degli Araucani, che attaccavano continuamente gli Spagnoli e le missioni, si spinsero verso sud fino all'arcipelago di Chonos e fondarono riduzioni tra gli stessi Araucani.Queste riduzioni dopo la espulsione dei Gesuiti nel 1767 furono assunte dai Francescani, i quali, fondato il collegio missionario di Chillán (1756), ripresero la missione tra gli indiani. Le agitazioni delle guerre di indipendenza riuscirono a disturbarla ma non a distruggerla; anzi nel 1832 con l'arrivo di Francescani italiani presero un nuovo slancio. Nel 1848 vennero in aiuto i Cappuccini italiani e nel 1894 quelli bavaresi. A questi fu affidata la prefettura apostolica di Araucania, eretta nel 1901 ed elevata a vicariato apostolico nel 1928. Tra gli indiani della Terra del Fuoco i Salesiani di d. Bosco lavorarono fin dal 1882 fondando parecchie stazioni nell'isola di Dawson. Il successo della missione fu interrotto ca. nel 1911 da una generale mortalità causata dalla tubercolosi; pochi indiani soprarizzarono. Nel 1916, soppressa la prefettura della Patagonia meridionale, nella parte cilena fu eretto il vicariato

Dal 1939 il C. è diviso in 3 province ecclesiastiche: Santiago, con le suffraganee: Linares (eretta nel 1925), Rancagua (1925), S. Filippo (1925), Talca (1925), Valparaiso (1925); La Serena con le suffraganee: Antofagasta (1928), Iquique (1929) e Copiapó (eretta in amministrazione apostolica nel 1946); Concepción con le suffraganee: S. Carlo de Ancud (1840), Chillán (1925), Temuco (1925), Puerto Montt (1939), Valdivia (1944), Punta Arenas (1947). Inoltre esistono il vicariato apostolico di Araucania e la prefettura apostolica di Aysén, eretta nel 1940 con territorio distaccato dalla diocesi di Puerto Montt.
BIBLI: F. Eurich, Historia de la Compañía de Jesús en Chile, 2 voll., Barcellona 1891; R. Ghi-gliazza, Historia de la provincia dominicana de Chile, Concepción 1898; R. Lagos, Historia de las Misiones del colegio de Chillán, Barcellona 1908; Ignacio de Pamplona, Historia de las Misiones de los pp. Capuchinos en Chile y Argentina (1848-1911), Santiago 1911; P. Gazulla, Los primeros Mercedarios en Chile, Santiago 1918; B. Calvi, La civiltà nelle regioni magellaniche e i missionari salesiani, Torino 1925; G. Arcila Robledo, La Orden franciscana en la América meridional, Roma 1948, pp. 233-73.
Giovanni Rommerskirchen
III. STORIA ECCLESIASTICA DEL C
Il 18 sett. 1810 segna la fine del dominio spagnolo, sebbene la lotta per l'indipendenza si trascinasse in seguito ancora per vari anni e l'esistenza del nuovo Stato fosse assicurata solo dopo la battaglia di Maipo (8 apr. 1818) e la spedizione nel Perù; esso segna anche, come per gli altri Stati dell'America spagnola, l'inizio di un periodo difficile nelle relazioni con la S. Sede. Il re di Spagna, secondo la bolla Universalis Ecclesiae del 28 luglio 1508, aveva il diritto di nomina per le sedi episcopali di quelle terre, e Ferdinando VII non intendeva rinunciarvi. La S. Sede si preoccupava, d'altra parte, della grave situazione che si creava man mano con la morte dei vescovi, non volendo i Cileni accettare quelli nominati dal re. Non poteva la S. Sede considerare de iure nullo il diritto di patronato del re di Spagna, e non
La missione stessa, presieduta da mons. Muzi, e della quale faceva parte anche il canonico Mastai, futuro Pio IX, si imbarcò a Genova il 5 ott. 1823, e si fermò nel C. per 7 mesi. Non le fu però possibile raggiungere un accordo con il governo a causa di certe pretese d'ingerenza dello Stato negli affari ecclesiastici. Dopo l'entrata in vigore della costituzione del 25 maggio 1833, che all'art. 2 riconosceva la religione cattolica religione dello Stato, si poté nel 1840 provvedere alle sedi episcopali. Gregorio XVI elevò infatti nel maggio di quell'anno Santiago ad arcivescovato con le diocesi suffragane di S. Carlos de Ancud, La Serena e Concepción. Sotto i successivi pontificati le relazioni tra lo Stato e la Chiesa presentarono degli alti e bassi determinati dalle frequenti crisi politiche interne, sebbene non si procedesse a misure radicali contro il cattolicesimo, che costituiva la religione fondamentale del paese. Furono però aboliti i tribunali ecclesiastici, istituiti cimiteri laici, ed ammesso l'esercizio di qualsiasi culto. La separazione della Chiesa dallo Stato, sancita nella nuova costituzione del 1925, fu la logica conseguenza della politica cilena degli anteriori decenni, sebbene essa non intendesse assumere forme vessatrici nei confronti del cattolicesimo, e Pio XI, nell'allocuzione tenuta nel Concistoro del 14 dic. 1925, riconobbe che « si tratta di separazione così amichevole da potersi chiamare amichevole convivenza, nella quale la Chiesa cattolica potrà, confidiamo, continuare l'opera sua in ogni campo benefica in mezzo a quel caro popolo ». Nel 1939 si procedette ad un nuovo ordinamento delle diocesi con l'elevazione a sedi metropolitane di La Serena e di Concepción. Nel Concistoro del 18 febbr.
1946 Pio XII concesse per la prima volta all'arcivescovo di Santiago, Caro Rodriguez, la porpora cardinalizia. A Santiago esiste il Pontificio seminario metropolitano degli Angeli Custodi.
IV. ARTE DEL C
La nazione cilena per la sua movimentata storia politica fu, tra le regioni dell'America meridionale, la più restia ad una affermazione artistica. Solo a metà del sec. XIX la scultura e la pittura v'ebbero le prime manifestazioni degne di rilievo. Grande merito acquistò allora l'italiano Alessandro Cicarelli, cui nel 1849 fu affidata la fondazione dell'Accademia delle belle arti e l'insegnamento della pittura che tenne per molti anni. Più tardi, nel 1876, un altro italiano, Giovanni Mochi, continuò la tradizione didattica inserendo ancor più la pittura cilena nel gusto europeo. Fra i pittori cileni si ricordano Nicola Guzmán Bustamante, Pasquale Ortega, Cosimo San Martín. Fra gli scultori rivelò una notevole personalità Rebecca Matte de Iñiguez, allieva di Leonardo Bistolfi, della quale si conserva nella galleria d'Arte moderna di Firenze la Derelitta. Anche nell'architettura l'influsso italiano fu determinante. Il primo architetto cui furono commessi edifici pubblici a Santiago fu Gioacchino Toesca; le cui opere costituirono per lungo tempo l'esempio esclusivo ai costruttori locali. - Vedi Tav. CII.Per la letteratura del C.: V. ISPANO-AMERICANA, LETTERATURA.