CEYLON

CEYLON. - Il nome C. significa «isola dei leoni», dai guerrieri che accompagnarono, nel sec. vi a. C., il suo conquistatore indiano. È l'antica Taprobane, ben conosciuta dagli scrittori classici per la sua importanza commerciale, ma di rado ricordata nelle loro fonti letterarie. Appendice insulare della penisola indiana (Deccan), è riunita ad essa dai piloni di un ponte solo in parte crollato (Ponte di Adamo con, nel mezzo, l'isoletta di Rameswaram, una delle mete preferite dai pellegrinaggi indiani).

C. consta di un blocco di terreni cristallini, che si innalza a terrazze verso la parte centro-meridionale dell'isola,

dove elevate cime (Picco di Adamo, m. 2243; Piduruta-
lagala, m. 2527) sovrastano un ampio altopiano. Il blocco
è circondato lungo tutto il perimetro tipicamente ovoi-
dale dell'isola da larghe pianure costiere, che orlano a
settentrione una piatta zona di sedimenti recenti e di cal-
cari corallini. Accompagnate come sono da una striscia di
mar sottile, le coste sono in genere basse, ma s'aprono ta-
lora, dove l'imbasamento viene a luce, in ottime baie,
qual'è quella di Trin-
comalee, facilmente
trasformata dagli In-
glesi in una formida-
bile stazione navale.

La posizione me-
ridionale dell'isola
(dal 6° al 10° N. ca.)
e la sua limitata e-
stensione (65,6 mila
kmq.) vi fanno pre-
dominare un clima
equatoriale-monsoni-
co, caldo e umido,
anche nel suo interno
montuoso. Le tem-
perature medie oscil-
lano tutto l'anno tra
26° e 28° lungo il
margine costiero e
fra 23° e 26° nelle re-
gioni più lontane dal
mare; le precipita-
zioni, invece, più ab-
bondanti nel vettore
sud-occidentale, e-
sposto al monzone
(da 2 a 6 m. annui),
si fanno meno copiose
e regolari a N. e ad
E. La vegetazione
equatoriale, dà una
fitta giungla nelle pia-
nure e magnifiche
foreste sulle pendici
dell'altopiano. Fra le
coltare che occupano
ca. 1/4 della superficie
dell'isola prevalgono
quelle del tè, della
palma da cocco, del
riso, dell' hevea da
gomma. L' alleva-
mento ha scarsa im-
portanza; le risorse
minerarie si limitano
alla grafite ed al cao-
lino. Praticamente i-
nesistenti le industrie
(187% della popola-
zione è rurale).

La divisione amministrativa dell'isola è la seguente:

ProvinceSuperficie in kmq. (1000)Popolaz. in 1000 (1946)Densità a kmq.Capoluogo (popolazione in 1000)
Occidentale3,81876,6506Colombo (316)
Centrale5,61134,6191Kandy (52)
Meridionale5,6982,0173Galle (49)
Settentrionale8,9479,654Jaffna (63)
Orientale9,9279,228Trincomalee (10)
Nord-Ovest7,8668,285Puttalam (8)
Centro Nord10,4139,613Ameradhapura (9)
Uva8,5373,143Badulla (10)
Sabaragamuwa4,9746,1153Ratnapura (8)
TOTALE65,46679,0102

Dei 6, 7 milioni di ab. (1946; erano 890.000 nel 1827),
quasi 2/3 sono sinegalesi, di lingua indoeuropea e reli-
gione buddhista; 1/5 tamili, che parlano dialetti dravidici,

di religione brahmamica (induisti) e il resto musulmani
(6%), malesi, vedda ed europei, questi ultimi poco più
di 5000 e quasi tutti Inglesi. Il 70% ca. della popola-
zione professa il buddhismo, il 24% l'induismo, il 7%
l'islamismo. I cattolici sono oltre 450.000.

Capitale, città e porto più importante dell'isola è
Colombo (361.000 ab.), sulla costa occidentale, sulla rotta
delle grandi comunicazioni marittime fra l'Europa e

l'Estremo Oriente o
l'Australia; nessun
altro centro raggiun-
ge i 100.000 ab.

BIBL.: E. Schmidt, C., Berlino 1897; J. Leclerc, Un séjour dans l'île de C., Parigi 1900; J. C. Willis, C., Co- lombo 1907; H. Parker, Ancient C., Londra 1909; L. Sawicki, On the geomorphology of central C., Cracovia 1925; F. M. Trautz, C., Monaco 1926; C. M. Enriquez, C., Post and Present, Londra 1927; A. Fraccaroli, C., la perla dei tropici, Mi- lano 1930; E. K. Cook, A geography of C., Londra 1931; L. A. Mills, C. under British Rule, ivi 1933; E. K. Cook, A Geography of C., ivi 1939; C. C. Mendis, C. under the British, ivi 1944.

Giuseppe Caraci

EVANGELIZZA-
ZIONE DI C. - I Por-
toghesi avevano co-
struito nel 1518 un
fortino a Colombo
e reso tributario il
re di Cotte, «l'im-
peratore di C.». L'attività missiona-
ria nell'isola venne
iniziata nel 1543
per opera dei Fran-
cescani, i quali sot-
to il re cattolico
Dharmapala otten-
nero grandi risul-
tati sulla costa di
Colombo in mezzo
alla casta dei pesca-
tori Kadayan. Nella
parte settentrionale

l'evangelizzazione si limitava, nel sec. XVI, all'isola
di Mannar, dove s. Francesco Saverio nel 1544
mandò un chierico. Gran parte dei neofiti soffrirono
il martirio per opera del re di Jaffna, però dal
1560 in poi i Gesuiti, sotto la protezione portoghese,
ridussero l'isola di Mannar alla fede. Nel sec. XVII
Francescani, Domenicani, Gesuiti ed Agostiniani
spiegarono dal centro di Colombo la loro benefica
azione evangelizzatrice. Nel medesimo tempo la pe-
nisola di Jaffna fu efficacemente evangelizzata da
Gesuiti, Francescani e Domenicani. Verso la metà
del Seicento i Portoghesi furono cacciati da C. dagli
Olandesi che nel 1656 occuparono Colombo e nel 1658
Jaffna, e iniziarono subito una violenta soppressione
della religione cattolica con l'espulsione dei missionari
e con rigorosissime misure contro i fedeli. Salva-
tore della missione fu l'oratoriano goanese Josè

Article illustration
CEYLON - Circoscrizioni ecclesiastiche: 1. Confini di circoscri- zione ecclesiastica; 2. Confini di regione; 3. Ferrovie.
Vaz, che dal 1687 lavorò travestito tra i cattolici e nel 1691 trovò rifugio nel regno indipendente di Kandy all'interno dell'isola: da questo centro gli Oratoriani fino al 1746 assistettero i cattolici. Il p. Jacome Gonçalves creò una ricca letteratura cristiana in lingua singaleva e tamulica. Scacciati da Kandy nel 1746, gli Oratoriani si ricoverarono a Vanni e approfittarono della maggior libertà concessa dagli Olandesi.

Gli Inglesi occuparono C. nel 1796, dichiarandola colonia della Corona nel 1802 e proclamarono la libertà religiosa nel 1806. Allora la missione poté liberamente svilupparsi e organizzarsi. Nel 1834 e di nuovo nel 1836 l'isola, finora sotto la diocesi di Cochin, fu eretta a Vicariato apostolico. Gli Oratoriani goanesi, il cui convento di Goa fu soppresso nel 1834, furono sostituiti a poco a poco da sacerdoti europei, principalmente Oblati di Maria Immacolata e Silvestrini. I vicariati apostolici di Colombo e Jaffna, eretti nel 1847, passarono nel 1857 nelle mani dei Silvestrini (Colombo) e degli Oblati (Jaffna). Questi ultimi s'adoperarono con ottimi risultati a rinnovare le comunità cristiane, a riorganizzare la vita cristiana, a creare scuole ed a formare un clero indigeno. Il grande animatore di quest'opera fu mons. Ernesto Cristoforo Bonjean, 1868-1883 in Jaffna, 1883-92 in Colombo. Nel 1883 anche Colombo fu affidata agli Oblati; ai Silvestrini toccò il vicariato apostolico di Kandy eretto in quell'anno. Nel 1886 venne istituita la gerarchia: Colombo fu elevata ed arcidiocesi con le suffraganee di Jaffna e Kandy. Nel 1893 furono aggiunte le diocesi di Galle e Trincomalee, affidate ai Gesuiti, alle cui cure è pure affidato il seminario centrale per l'India a Kandy. Nel 1939 fu eretta la diocesi di Chilaw affidata al clero secolare ceylonese. Dal 1947 l'arcivescovo di Colombo è pure indigeno. - Vedi Tav. LXXXIV.

BIBL.: Gnana Prakasar, A History of the Catholic Church in C. Colombo 1924; G. Rommerskirchen, Die Oblatemissionen auf der Insel C. im 19. Jahrhundert, Hufeld 1931; S. G. Perera, The Oratorian Mission in C., 2 voll., ivi 1938-38.
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“CEYLON.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 796. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ceylon.