PIETRO CLAVER, santo. - Gesuita, missionario, chiamato l'« Apostolo dei negri », n. a Verdú (Cartagena) nel giugno del 1580, m. a Cartagena (Colombia) l'8 sett. 1654. Entrato nell'Ordine a Tarragona (1602), durante gli studi di filosofia a Maiorca s'incontrò con il fratello coadiutore s. Alfonso Rodriguez, di cui si fece umile discepolo nelle vie della perfezione, e da cui fu acceso di vivo desiderio di consacrarsi alla conversione degli Indi e dei Negri nell'America.
Partì, infatti, per la Colombia nel 1610, compì a S. Fé di Bogotá gli studi e fu ordinato sacerdote a Cartagena il 19 marzo 1616. La città era il centro del commercio degli schiavi e migliaia di negri, catturati a viva forza nel Congo e nell'Angola, vi sbarcavano ogni anno, miserevole gregge umano, in attesa di essere venduti ai coloni americani per le miniere o le fattorie. Ad essi si consacrò con voto speciale il C. con 40 anni di lavoro massacrante; li attendeva allo sbarco, li raccoglieva in capannoni, li assisteva nel loro duro lavoro, li visitava negli ospedali, li provvedeva di cibo, di vestiti e di denaro, soprattutto li istruiva nella religione fino a condurli al Battesimo. Secondo la sua stessa confessione più di 300.000 furono i negri da lui battezzati. Il resto del tempo lo impiegava per il bene dei cittadini, tanto da meritarsi anche il titolo di « Apostolo di Cartagena ». Quella sua vita impossibile, tanto che a giudizio comune fu interpretata come un miracolo, era alimentata di preghiere e di penitenza straordinaria, che gli fruttarono le più consolanti conversioni anche tra i maomettani e gli eretici, con cui veniva a contatto. Beatificato nel 1851, fu canonizzato da Leone XIII nel 1888 e nel 1896 dichiarato patrono delle missioni africane. Festa il 9 sett.
Dal suo nome è intitolata la Congregazione indigena dei Fratelli di s. P. C., nel Congo francese, e il Sodalizio di s. P. C., fondato dalla contessa M. Teresa Ladochiwska in favore e aiuto dei missionari d'Africa.