CREPUSCOLARE, POESIA

CREPUSCOLARE, POESIA. - Il movimento dei poeti «crepuscolari» (l'appellativo fu usato per la prima volta da G. A. Borgese), oltre a immediati moventi di natura estrinseca e libresca, sorse da interiori esigenze. Incapaci di germinare una poetica originale, i crepuscolari derivarono le loro forme, per lo più, dal D'Annunzio del Poema paradisiaco e dai decadenti francesi. Discutibile la derivazione pascoliana.

Una sterile rassegnazione, un ambiguo misticismo, uno scettico sentimentalismo, nel quadro delle tenui cose e dei piccoli ideali borghesi, costituiscono la nota dominante di questa poesia, che può apparire la desolata liquidazione della grande stagione poetica dell'Ottocento. Gli esponenti più rappresentativi ne furono Sergio Corazzini (n. nel 1887, m. nel 1907), Fausto Maria Martini (n. nel 1886, m. nel 1931), Guido Gozzano (n. nel 1883, m. nel 1916), Aldo Palazzeschi (n. nel 1885), Corrado Govoni (n. nel 1884); Marino Moretti (n. nel 1885).

Nella sua breve vita, caratterizzata dalla tesi e dalla poesia, il Corazzini, superata l'esperienza del D'Annunzio, ricercò nell'intimo e trovò talvolta una poesia rassegnata e dolorante, dal fascino di una sommessa musicalità. In F. M. Martini, invece, la coscienza di una crisi e la conseguente esigenza sboccarono nell'avventura di un viaggio in America, e poi in multiformi esperienze letterarie. GOZZANO, GUIDO (v.) accentua ed unisce nella sua produzione poetica i pregi e i difetti del crepuscolarismo, i cui motivi fondamentali vi sono spesso divagati da eterogene ambizioni; negli ultimi anni tornò alla fede, placandovi la sua insoddisfazione.

Negativa, in generale, dal punto di vista etico, la p.c. si rivela arte di transizione, in cui è sottintesa l'aspirazione a nuove forme e a nuove idealità.

Bibl.: G. A. Borgese, P. c., in La vita e il libro, 2a serie, Torino 1911, p. 149 seg.; A. Rinaldi, I Crespuscolari, S. Maria Capua Vetere 1924; P. Panerazi, Scrittori italiani del Novocento, Bari 1934, pp. 1-13; G. Spagnoletti, Il cammino della poesia contemporanea, I, ivi 1946, pp. 33-80; G. Petronio, Poesia e poetica dei crepuscolari (Quaderni di poesia, 9), Milano 1949, pp. 62-90.