Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Arte

CRISTALLO NELL'ARTE

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CRISTALLO nell'ARTE. - Il c. di rocca (quarzo trasparente incolore) fino dall'antichità è noto come materiale per modellare piccoli oggetti. Figurette o intagli in c. con soggetti profani si trovano spesso nell'epoca paleocristiana nelle catacombe romane (Vaticano, museo Profano e Cristiano). Più grandi del solito sono due teste di leoni, probabilmente create per la decorazione di un mobile, ora conservate nel museo di Cluny a Parigi. Pezzi di c. senza decorazione si usavano nell'oreficeria barbarica e quindi nell'arte merovingia. Oggetti di c. con figurazioni di carattere religioso sono rarissimi; p. es., un pesce (Vienna, Museo) e un intaglio con l'Adorazione dei Magi (Vaticano, Museo Sacro).

Nell'alto medioevo l'uso del c. è più frequente sia per oggetti di uso religioso che di uso profano.

Alcuni intagli di epoca carolingia ripetono le forme classiche, anche tecnicamente. Noto è il sigillo del re Lotario nella croce di Aquisgrana, formato da un disco con la storia di Susanna (Londra, British Museum), è stato forse lavorato a Metz. Ma la grande massa degli oggetti medievali in c. è di origine orientale. Molti furono portati durante le crociate in Europa (come quelli del tesoro di S. Marco a Venezia). Anzi in quasi tutti i grandi tesori, oltre che a Venezia, ad Aquisgrana, ad Essen, a Quedlinburg, a Bamberga, a Capua e nei musei di Parigi, Londra e Norimberga si trovano questi lavori orientali; in genere sono bicchieri, tazze, ampolle, piatti, fiasche o ciondoli. Il nome del califfo d'Egitto che appare su una brocca a Venezia e su una lunula a Norimberga, dimostra che questi c. sono in gran parte lavori egiziani del sec. x-xii. Un altro gruppo di vasi alti, di forma semplice, senza decorazione sono stati invece probabilmente lavorati alla corte normanna di Palermo e mostrano l'influsso dell'arte fatimita.

Un altro centro per lavori in c. si sviluppa a Venezia. Caratteristica ne è una decorazione con filigrana, come si vede nei candelabri di Carlo II d'Angiò (Bari, Cattedrale) o in un reliquiario proveniente da S. Galla a Roma (Vaticano, Museo Cristiano). Ma si usano anche a Venezia dei pezzi lisci di c. per proteggere le reliquie; così nell'antico reliquiario del Volto Santo a Roma (Tesoro di s. Pietro), dedicato da due veneziani nell'anno 1350. Talvolta dei c. sono posti sulle miniature per proteggerle e dar loro lo splendore degli smalti, così nel tritico di Alba Fucense (Roma, palazzo Venezia), o sono posti al centro delle grandi croci (Assisi, Atri, Pisa).

Anche nei paesi nordici si lavoravano nel medioevo croci, reliquiari, e brocche di c.; vi accenna un documento del 1260 rinvenuto a Parigi mentre alcune belle brocche di c. sembrano fatte alla corte di Borgogna.

Al principio del '500 fiorisce una scuola per la lavorazione dei c. nell'Italia settentrionale. Molto famosa è la Testa di Lucrezia a Vienna (collezione Lederer), attribuita a Tullio Lombardi. In gran parte questi intagli servivano per essere inseriti in cassette (ad es., la cassetta Farnese nella galleria di Napoli di Giovanni Bernardi e in un cofanetto di Valerio Belli nel palazzo Pitti di Firenze), in croci o candelabri (v. la croce e i candelabri di Antonio Gentili nel Tesoro di s. Pietro a Roma). Altri oggetti di c. come paci, croci, o semplici placchette si trovano in tutte le grandi collezioni. Un bel ritratto di Alessandro de' Medici lavorato da Domenico di Polo sta oggi nella biblioteca Nazionale di Parigi. In Germania questa arte è importata dall'Italia settentrionale. Artisti come i Miseroni da Milano lavorarono a Praga, mentre i Saracchi operarono a Monaco. Francesco Gundelach' deriva la sua arte dal loro influsso. Un grande centro di produzione di c. si sviluppa fin dal '500 nella Boemia. Nel sec. xvii il vetro, meno costoso, contribuisce a far diminuire la produzione dei c. lavorati. Soltanto per la decorazione dei lampadari (verso la fine del sec. xviii) e nel periodo neoclassico per eseguire intagli di grande finezza si torna talvolta ad usare questo nobile materiale. - Vedi tav. LVI.

In alto a sinistra: STATUETTA DELLA VERGINE INSERITA IN UN CRISTALLO DI ROCCA, incisa e montata con smalti bizantini (sec. XII-XIII) - Venezia, Basilica di S. Marco, Tesoro. In alto a destra: PIATTO IN CRISTALLO DI ROCCA con figurazioni del Diluvio e dell'arca di Noè (sec. XVI) - Firenze, Museo degl
Tav. LVI In alto a sinistra: STATUETTA DELLA VERGINE INSERITA IN UN CRISTALLO DI ROCCA, incisa e montata con smalti bizantini (sec. XII-XIII) - Venezia, Basilica di S. Marco, Tesoro. In alto a destra: PIATTO IN CRISTALLO DI ROCCA con figurazioni del Diluvio e dell'arca di Noè (sec. XVI) - Firenze, Museo degli Argenti. In basso: CASSETTA IN CRISTALLO DI ROCCA con scene della Vita di Cristo. Opera di Valerio Belli (1532) - Firenze, Museo degli Argenti.(fot. Alinari)
Bibliografia3 opere
BIBL.: E. Kris, Meister und Meisterwerke der Steinschneidekunst in der italienischen Renaissance, Vienna 1929; C. J. Lamm, Mittelalterliche Gläser und Steinschnitterheiten aus dem nahen Osten, 2 voll., Berlino 1929-30; F. Rossi, s. v. in Enc. Ital., XI (1931), pp. 958-60.

Fritz Volbach

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 893–894.

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“Cristallo Nell'Arte.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 893–894. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/cristallo-nell-arte.

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“Cristallo Nell'Arte.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 893–894. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/cristallo-nell-arte.

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