DALMANUTHA

DALMANUTHA. - Località dove, secondo M. 8, 10, approdò Gesù con i discepoli dopo la seconda moltiplicazione dei pani (Mt. 15, 32-35; Mc. 8, 1-9), di cui non è rimasta traccia nella tradizione. Nel testo parallelo di Mt. 15, 39, invece di D. sta il nome di Magadan o Magadan, che i critici considerano come un trascrizione ellenistica dell'ebraico Mighdal (cf. Ios. 15, 17 nei Settanta: cod. A Magdal, B Magada), Magdala (v.), patria di Maria Maddalena, oggi el-Mégalé, 5 km. a sud di Tiberiade, sulla sponda occidentale del lago, all'inizio della pianura di Genesar (el-Guwer). Nelle vicinanze o territorio di Magdala doveva trovarsi, forse in Tell el-Hunud o Tell en-Nasarah, il sito di D.

Il Sickenberger (Zeitschr. des deutschen Palästina-Ver- eins, 57 [1934], pp. 281-85) ha avanzato l'ipotesi che anche la lezione primitiva di Mc. fosse Magada, ma che una glossa marginale intesa a correggere la finale (δὰς, ὁδὰ «non da, bensì dal»), penetrata nel testo, abbia con l'inizio della parola letta o trascritta man formato il nome di D.

L'opinione antica di Eusebio e di S. Girolamo che Magadan fosse vicino a Gerasa (Onom., 134), come quella di alcuni critici recenti che nella Transgiordania e lungi dal lago ne riconoscono la sopravvivenza negli odierni villaggi di Ma'ad (=Magadan) e di el-Delhemijeh (=D.), è difficilmente conciliabile con il testo e contesto della narrazione evangelica, che richiede il luogo dello sbarco di Gesù sulla costa occidentale del lago a Magdala o nelle sue vicinanze.

BIBL.: J. van Kasteren, S. V. in DB, II, coll. 1200-121; D. Baldi, Enchiridion Locorum Sanctorum, Gerusalemme 1935, p. 327; F. M. Abel, Géographie de la Palestine, II, Parigi 1938, p. 373.