DE JACOBIS, GIUSTINO, beato. - Vescovo titolare di Nilopoli e primo vicario apostolico dell'Abissinia, n. in S. Fele (Potenza) il 9 ott. 1800, m. ad Eidale, nei pressi della valle Alighedé, il 31 luglio 1860. Entrò nella Congregazione della missione di S. Vincenzo de' Paoli, e, ordinato sacerdote a Brindisi il 12 giugno 1824, si rivelò subito missionario zelantissimo; fu vero angelo di carità nel colera che decimò Napoli nel 1836-37.
Per invito di Propaganda Fide parti per l'Abissinia nel 1839, come prefetto apostolico, e vi lavorò indefessamente per 21 anni alla conversione degli eretici, che a migliaia ricondusse in seno alla Chiesa cattolica. Eresse in Abissinia il primo istituto per la formazione del clero indigeno, chiamandolo Collegio dell'Immacolata. Vinte molte renitenze, fu consacrato vescovo il 7 genn. 1849 dal Massasia; e il primo ordinato fu un eroe della fede, l'indigeno b. Gebre Mikiël. Sostenne, in Abissinia, fatiche, privazioni, sacrifici e persecuzioni d'ogni genere. L'empio Salama di lui scrisse al re Teodoro: « Caccia via l'abuna Jacob... ma non l'uccidere: è un santo, e nessuno osserva meglio di lui la legge del Signore ». Il 31 luglio 1860 placidamente spirò. « Così moriva - scrisse il Massasia - il fondatore della Missione abissina, l'apostolo infaticabile dell'Africa Orientale, il Maestro dei missionari, il tipo del coraggio e dell'abnegazione indispensabile alla buona riuscita del ministero sacro fra quella gente ». Il 25 giugno 1939, nel 1º centenario dalla fondazione della sua missione in Etiopia, fu beatificato da Pio XII.