DE SANTIS, ANGELO. - Gesuita, n. a Trieste il 12 luglio 1847, m. a Roma il 28 genn. 1922. Compiuti gli studi si dedicò subito all'insegnamento della musica nel seminario di Zara (1887) e nello stesso anno fu chiamato da Leone XIII a Roma, dove mediante la collaborazione alla Civiltà cattolica e conferenze e studi doveva svolgere un'opera vasta ed efficace per la restaurazione della musica sacra, che prese poi forma concreta nel motu proprio Inter pastoralis officii sollicitudines di Pio X, del 22 nov. 1903 (Acta S. Sedis, 36 [1903-1904], p. 329-3).
Nel 1910 fondò a Roma la Scuola superiore di musica sacra, aperta con breve solenne nel 1911, dichiarata pontificia nel 1914 e denominata ufficialmente, nel 1931, Pontificio istituto di musica sacra. Nel seminario Vaticano creò una «Schola cantorum» modello per le esecuzioni di musica classica, polifonia palestriniana e cantò gregoriano, quest'ultimo secondo le edizioni benedettine di Solennes. Dal 1909 alla morte fu anche presidente dell'Associazione italiana di S. Cecilia, dirigendo fino al 1914 il Bollettino ceciliano.
Le sue opere principali sono: Il M° Filippo Capocci e le sue composizioni per organo (Roma 1888); Le litanie lauretane. Studio storico-critico (ivi 1897); Il «Cursus» nella storia letteraria e nella liturgia (ivi 1903); L'orazione delle Quarantine e i tempi di calamità e di guerra (ivi 1919); Il primo decennio della Pontificia scuola superiore di musica sacra (ivi 1920); e molti altri studi in varie riviste: La civiltà cattolica, di cui fu collaboratore per ca. 35 anni; La rassegna gregoriana, della quale fu il principale animatore. La sua vena facile gli dettò anche il romanzo Ricordo materno (Roma 1896) ancora ricercato e letto ai nostri giorni.